Il Consiglio Superiore della Magistratura ha una nuova direzione: La legge sull’amnistia e sul perdono respinta con veemenza dal capo dello stato e dai capi della giustizia

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Il capo dell’istanza suprema: Una legge sull’amnistia non dev’essere fatta a caso. Il procuratore generale: Non è una priorità

Una legge dell’amnistia non dev’essere fatta a caso, per rispondere agli interessi del momento di tali e quali, ha dichiarato venerdì, Cristina Tarcea, capo dell’istanza suprema. Dal canto suo, il procuratore generale, Augustin Lazar, ha affermato che la legge dell’amnistia non rappresenta una priorità.

Il capo dell’istanza suprema, Cristina Tarcea, venerdì, ha dichiarato che la legge sull’amnistia è un’istituzione del diritto penale, e il perdono fa parte della politica dello stato, ma non dev’essere adottato ad ogni modo e ovunque, ma solo dopo studi approfonditi, sociologici, criminologici.

“Si deve tenere conto di alcune circostanze legate alla natura e alla serietà dei fatti (…) non è una legge che va adottata a caso, che risponda agli interessi del momento di tali e quali”, ha continuato Tarcea, dopo la seduta di costituzione del nuovo Consiglio Superiore della Magistratura (CSM).

Lei ha mostrato che, nel caso degli attacchi mediatici sui magistrati, all’interno del CSM si è discusso su una modifica legislativa nel senso che “un tale atto debba essere seguito e concretizzato da una sanzione”.

“Una legge sull’amnistia tanto meno è una priorità. Noi dobbiamo lottare contro la corruzione, contro la criminalità organizzata”, ha affermato anche il procuratore generale, Augustin Lazar. Della stessa opinione è stata anche la nuova direzione del CSM, la giudice Mariana Ghena e il procuratore Cristina Ban.

Venerdì, il ministro della Giustizia, Florin Iordache, in riferimento alle affermazioni del presidente sulla Legge sull’amnistia e sul perdono, ha dichiarato sia impossibile definire la legge una catastrofe fino a quando non si sa come sia esattamente, riaffermando che questa debba essere discussa in Parlamento.

“Questa legge dev’essere discussa in Parlamento. Dal mio punto di vista, non si può dire che è una catastrofe fino a quando non si sa com’è questa legge. Il suo posto è in Parlamento. Anche nella plenaria del Consiglio Superiore della Magistratura ho detto che la competenza dei membri del CSM e delle associazioni professionali dovrà essere comunicata in Parlamento”, ha affermato il ministro della Giustizia, alla sua partita dal CSM.

 

Il presidente Iohannis: Una legge sull’amnistia sarebbe una catastrofe

Il capo dello stato, presente alla seduta di costituzione del nuovo CSM, ha avanzato immediatamente una critica dura dei politici penali, con accenni diretti ai presidenti delle due Camere del Parlamento, Liviu Dragnea e Calin Popescu Tariceanu.

“Il presidente della Camera dei Deputati è una persona con una condanna penale e con un’indagine penale in corso. Il presidente del Senato è una persona inviata in giudizio per menzogna penale. Questo è ciò che io chiamo circostanze preoccupanti”, ha dichiarato venerdì Klaus Iohannis nella seduta CSM, in riferimento a Liviu Dragnea e Calin Popescu Tariceanu.

Iohannis ha ricordato i due nel contesto della discussione su un possibile progetto di legge sull’amnistia, affermando di avere “paura che ci saranno politici indagati o con condanne penali che saluterebbero con gioia una tale legge, che permetterebbe loro di sbarazzarsi di tutti i problemi”.

Il presidente ha insistito sul tema, affermando l’esistenza di persone pubbliche che vorrebbero essere al di sopra della legge. “È stabilito nella Costituzione che nessuno è al di sopra della legge… Non si è immaginato nessuno che un semplice ladro si possa considerare o abbia la pretesa di essere al di sopra della legge. Ma ci sono alcuni che hanno proprio l’impressione di averne il diritto, e mi riferisco qui a persone che, di solito, hanno cariche pubbliche. Questo non è ammissibile. Ci sono politici che hanno l’impressione, se hanno un dossier penale o sono inviati in giudizio o condannati, di continuare a essere gente per bene, che hanno preso molti voti, e perciò voi dovreste farvi i fatti vostri. Non accetto una cosa simile!”

Una legge sull’amnistia e sul perdono sarebbe una catastrofe per la democrazia romena, ha avvertito venerdì il presidente Klaus Iohannis.

Iohannis ha aggiunto che una tale legge è un “desiderio” di certi politici ma è inaccettabile, soprattutto perché potrebbe essere messa in questione la “pulizia” dei dossier di alcuni politici con problemi.

“Un tale precedente creato porterebbe alla sparizione dell’eguaglianza di fronte alla legge. Per questo dico che potrebbe portare alla sparizione dello stato di diritto in Romania. Porterebbe la Romania su una traiettoria che l’allontana dai valori europei, su una traiettoria che l’allontanerebbe dai valori euroatlantici in cui i romeni credono”, ha dichiarato Iohannis.

Il presidente ha affermato che si opporrà “con tutta la portata e il potere della carica presidenziale” a tale legge.

“Un tale sforzo, una tale legge sull’amnistia e sul perdono, che laverebbe i peccati non solo di certi ladri che possono essere pericolosi per le persone, e forse anche per la società, ma soprattutto i dossier dei politici, sarebbe una catastrofe per la democrazia romena, signor ministro”, ha affermato Iohannis, guardando verso il ministro della Giustizia, Florin Iordache, che si trovava accanto a lui nel CSM.

Iohannis ha cominciato il suo discorso sull’argomento dicendo a Iordache che “spera che non la prenderà come un fatto personale” ma ha notato che sono cominciate delle discussioni sul tema del perdono e dell’amnistia.

“Certo, alcuni diranno che il presidente dice cavolate, che non c’è alcuna intenzione di fare una cosa del genere, ma io credo che il presidente debba dire delle cose anche preventivamente”, ha avvertito il capo dello stato.

Florin Iordache, durante la sua udienza nelle commissioni parlamentari per la sua approvazione nella carica di ministro della Giustizia, ha dichiarato che una legge sul perdono potrebbe essere discussa e adottata in Parlamento.

Egli ha precisato che l’idea di un’eventuale legge sul perdono o sull’amnistia non è stata sostenuta dal PSD in campagna elettorale, ma una legge del genere discussa in Parlamento, a suo parere, “ è di buon auspicio”.

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