Il caso “Dragnea”: L’Avvocato del Popolo ha inviato alla CCR una notifica sulla Legge 90/2001

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La decisione ha provocato accese controversie

L’Avvocato del Popolo, Victor Ciorbea, ha notificato giovedì alla Corte Costituzionale (CCR) in merito alla legge che prevede che i membri del Governo non possano essere persone con condanne penali. Si tratta dell’atto normativo che ha impedito il presidente PSD, Liviu Dragnea, di ottenere la carica di premier, in virtù della sua posizione di leader della coalizione PSD-ALDE, vincitrice delle elezioni dell’11 dicembre.

L’annuncio sull’invio della notifica alla Corte Costituzionale è stato fatto proprio dall’Avvocato del Popolo.

Nella notifica presentata alla CCR, l’Avvocato del Popolo ha argomentato che l’art. 2 della Legge n. 90/2001 contravviene a certi articoli della Costituzione, alla Convenzione per la difesa dei diritti e delle libertà fondamentali, alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e al Patto Internazionale relativo ai diritti civili e politici.

Il 19 dicembre, l’Avvocato del Popolo ha annunciato che la decisione sulla costituzionalità o meno dell’art. 2 della Legge n. 90/2001, che vieta ai condannati di essere membri del Governo, sarà presa dopo l’investitura del futuro Governo.

Le Legge 90/2001 prevede che, per essere essere membri del Governo, è sufficiente essere in possesso della cittadinanza romena e avere il domicilio nel paese, godere dell’esercizio dei diritti elettorali, non avere ricevuto condanne penali e non essere in uno dei casi di incompatibilità.

Dopo le elezioni parlamentari, il presidente del PSD, Liviu Dragnea, aveva dichiarato che i socialdemocratici non inizieranno in Parlamento alcuna procedura che modifichi la legge che gli impedisce di diventare membro del Governo. Tuttavia il leader PSD ha precisato che “se l’Avvocato del Popolo prenderà o meno la decisione di attaccare presso la CCR quella disposizione è solo la sua decisione”. Cosa che è avvenuta.

Secondo Dragnea, il divieto della legge non sarebbe “neanche una limitazione dei diritti fondamentali”, ma “un’abolizione”, “una perdita a vita” del diritto di “essere eletto”, argomentando che “i membri del Governo sono votati dal parlamento, quindi sono eletti”.

La richiesta che il premier proposto dai partiti non avesse condanne penali è stata invocata dal presidente Klaus Iohannis prima e dopo le elezioni, durante le consultazioni a Palazzo Cotroceni. Il capo dello stato ha mostrato allora che, a prescindere da come sarà modificata la Legge, il criterio resta valido. “Io non ho messo condizioni e, quando ho annunciato i criteri d’integrità, non ho invocato alcuna legge in particolare. (…) È in vigore dal 2001 e se la legge resterà o meno è una questione che dipende certamente dal Parlamento, dalla CCR”, dichiara il presidente.

 

Dobrovolschi: L’iniziativa dell’Avvocato del Popolo “può dare la possibilità alle persone con condanne penali di guidarci”

“Gli sforzi di una persona che vuole diventare premier non fanno parte dei compiti dell’Avvocato del Popolo”, ha dichiarato giovedì l’Amministrazione Presidenziale tramite, il portavoce Madalina Dobrovolschi.

“Il Presidente della Romania è indignato dall’azione di stamattina dell’Avvocato del Popolo, un’azione con un unico beneficiario. Gli sforzi di una persona che vuole diventare premier non fanno parte dei compiti dell’Avvocato del Popolo. Il presidente lancia un avvertimento, affinché tutti i romeni capiscano quanto sia pericolosa quest’iniziativa, che può dare la possibilità a condannati penali di guidarci”, ha affermato il portavoce dell’Amministrazione Presidenziale.

Inoltre, Madalina Dobrovolschi ha dichiarato che il presidente Klaus Iohannis è “indignato” dall’iniziativa dell’Avvocato del Popolo di attaccare presso la CCR l’articolo 2 della Legge 90/2001, iniziativa che avviene “per il beneficio di un solo uomo”.

Dobrovoslchi ha detto che il presidente della Romania è sorpreso anche dalla “rapidità con cui l’Avvocato del Popolo desidera diventare utile alla nuova maggioranza politica”.

In più, il portavoce della presidenza ha attirato l’attenzione sul fatto che questa legge è in vigore dal 2001 e in tutto questo tempo l’Avvocato del Popolo non ha mai considerato ci fosse un problema con il testo di legge.

“Nel 2001, la Romania si trovava nel bel mezzo del processo d’integrazione nell’UE e OTAN, allora è stata adottata una legge che vietava alle persone con condanne penali di essere ministri, soprattutto primo ministri. In 16 anni nessuno mai ha considerato che costituisse un problema questo criterio di moralità della vita politica romena. In 16 anni l’Avvocato del Popolo, a prescindere dalla persona che abbia ricoperto questa carica, non ha mai considerato che il testo della legge costituisse un problema per i diritti e le libertà civili. Questa legge non è stata contestata perché è nell’interesse di tutti che la società sia condotta da persone integre.

Vorrei parlare dell’articolo 58 comma 1 della Costituzione della Romania. Si tratta del ruolo dell’Avvocato del Popolo. Il ruolo dell’Avvocato del Popolo è quello di difendere i diritti e le libertà delle persone fisiche. Vi invito a leggere stavolta l’articolo 16, comma 3 della stessa Costituzione della Romania, che ci dice che le cariche e le dignità pubbliche si esercitano nei termini della legge. Non occorre essere un esperto di questioni legislative per capire che la legge fondamentale parla anche di altri criteri che condizionano una persona che voglia detenere una tale carica”, ha detto Madalina Dobrovolschi.

Inoltre, alla domanda se l’Avvocato del Popolo dovrebbe dimettersi, Dobrovolschi ha risposto che egli “dovrebbe sentire con molta attenzione il messaggio del presidente della Romania e analizzare tutti gli argomenti che ho portato alla conoscenza del pubblico”.

 

La risposta di Victor Ciorbea alle dichiarazioni di Dobrovolschi

L’istituzione dell’Avvocato del Popolo ha trasmesso giovedì sera alcune “precisazioni” relative alla posizione espressa dal portavoce dell’Amministrazione Presidenziale.

“L’Avvocato del Popolo esprime sorpresa di fronte alle affermazioni fatte oggi dal portavoce dell’Amministrazione Presidenziale e la speranza che queste non rappresentino il punto di vista del Presidente della Romania o dei rappresentanti dell’Amministrazione Presidenziale”, si legge nel comunicato.

Secondo l’Avvocato del Popolo, la decisione di notifica alla CCR è stata presa a seguito di petizioni e dibattiti avvenuti nello spazio pubblico nel dicembre 2016, in merito alle disposizioni della Legge 90/2001 e dopo aver constatato l’apparizione nello spazio pubblico di intensi dibattiti esclusivamente politici su tale argomento.

Tra l’altro, l’istituzione dell’Avvocato del Popolo precisa di non aver esaminato la Legge 90/2001 per 16 anni perché questo aspetto dell’atto normativo non era entrato nel dibattito pubblico, e l’Avvocato del Popolo non dispone di risorse umane, e nemmeno della base logistica necessaria, per esaminare la costituzionalità o le lacune dell’intera legislazione del paese.

 

Liviu Dragnea sulla notifica dell’Avvocato del Popolo inviata alla CCR: Non intendo “diventare” primo ministro “adesso, né domani e nemmeno quest’anno”

Giovedì, il leader del PSD, Liviu Dragnea, in merito al fatto che l’Avvocato del Popolo abbia notificato alla CCR sulla legge che gli vieta di far parte del Governo, ha commentato di non avere intenzione di “diventare né adesso, né domani né quest’anno” premier e di aver deciso di essere presidente della Camera dei Deputati.

“Voglio fare dei chiarimenti: non intendo diventare primo ministro adesso, né domani e nemmeno quest’anno. Ho dato un voto di fiducia e l’ho dato con tutto il cuore per l’attuale Governo, appoggio Sorin Grindeanu e il suo Governo, sia io che il partito che la coalizione governativa, totalmente. Quindi non penso di fare un passo in questo senso. Ho deciso di essere presidente della Camera dei Deputati e resto qui”, ha dichiarato Dragnea.

Quest’ultimo ha mostrato di aver visto l’Amministrazione Presidenziale fare pressioni sulla CCR e sull’Avvocato del Popolo in questo caso, e ha menzionato che questo “non è permesso”.

“Invece, ciò che ho visto oggi spero di non vederlo mai più in Romania. Ho visto due pressioni illecite da parte dell’Amministrazione Presidenziale – se la signora ha parlato seriamente, se ha parlato a nome dell’Amministrazione, e non per conto proprio – è cioè una pressione non permessa sui giudici della Corte Costituzionale, cui ha trasmesso di non prendere in alcun caso in considerazione ciò che aveva notificato l’Avvocato del Popolo, e poi una minaccia e una pressione nei confronti dell’Avvocato del Popolo, cui ha trasmesso che deve tenere conto di ciò che vuole il presidente della Romania”, ha affermato Dragnea.

Egli ha voluto sottolineare “la saggezza” dell’Avvocato del Popolo, che è rimasto lontano dalle dispute politiche degli ultimi giorni e non ha intrapreso quest’azione prima dell’investimento del Governo.

“D’ora in poi decide la Corte Costituzionale. Per me è meno importante che decisione prenderà”, ha concluso Dragnea.

 

L’opposizione parlamentare contesta la decisione dell’Avvocato del Popolo

I rappresentanti dell’opposizione parlamentare hanno contestato la decisione dell’Avvocato del Popolo di notifica alla Corte Costituzionale riguardo all’articolo di legge che vieta alle persone con condanne penali di far parte del Governo. “Victor Ciorbea si comporta come l’avvocato personale di Liviu Dragnea”, ha dichiarato Raluca Turcan, presidente ad interim del Partito Nazionale Liberale (PNL). E Traian Basescu, leader del Partito Movimento Popolare (PMP), ha ricordato che l’attuale presidente della CCR è stato il presidente della Camera dei Deputati nel momento in cui la legge è stata adottata.

Raluca Turcan, presidente ad interim di PNL: “L’Avvocato del Popolo, Victor Ciorbea, si comporta come l’avvocato del PSD, di Liviu Dragnea e non come un’istituzione che si chiama Avvocato del Popolo. Il PNL spera che il giudizio di questo caso presso la CCR sia giusto”.

Nicusor Constantinescu, presidente USR: “Come elemento generale, Victor Ciorbea non onora la carica per cui è stato nominato. L’Avvocato del Popolo, in ogni democrazia del mondo, si preoccupa delle persone che sono colpite da un’ingiustizia da parte delle autorità”.

Traian Basescu, presidente PMP: “Ho visto l’argomentazione. È assolutamente infantile. È ovvio che Vicotr Ciorbea sia rimasto suddito PSD. Non ha fatto la notifica prima perché si potesse installare un governo marionetta e la fa adesso, sperando che Valer Dorneanu abbia un altro punto di vista rispetto a quello avuto nel momento in cui aveva firmato la legge in qualità di presidente della Camera dei Deputati nel 2001”.

Il PNL chiede la dimissione dell’Avvocato del Popolo: Si è trasformato nell’avvocato di un politico corrotto

I liberali chiedono la dimissione dell’Avvocato del Popolo, Victor Ciorbea, accusandolo di essere diventato il difensore “degli interessi privati di un politico condannato”, e dicono che la maggioranza PSD-ALDE ha come scopo “occupare lo stato”, scrive News.ro.

“Il PNL chiede la dimissione di Victor Ciorbea dalla carica di Avvocato del Popolo, che ha abbandonato il ruolo, la missione e le competenze dell’istituzione che conduce e dà prova, non per la prima volta, di mancare della professionalità necessaria alla carica, che fallisce nel rappresentarla con onore e sapienza”, dice il primo vicepresidente PNL, Catalin Predoiu, in un comunicato stampa.

Egli dichiara di avere “fiducia” che i giudici della Corte Costituzionale rispetteranno la legge e rifiuteranno la contestazione dell’Avvocato del Popolo.

“Le sue dimissioni sarebbero un minimo atto di riparazione morale per gli interessi pubblici, dopo di che il signor Ciorbea potrà diventare avvocato pagato del signor Dragnea”, aggiunge Predoiu.

Un messaggio simile è stato inviato anche dal primo vicepresidente PNL, Cristian Busoi.

“Com’è adesso, legato alla sede del PSD, l’Avvocato del Popolo non ha più alcuna logica istituzionale, tranne che assicurare una carica confortevole al signor Ciorbea che possa continuare a servire il capo – Liviu Dragnea. È opportuno che il signor Ciorbea si dimetta, perché non rappresenta l’istituzione che guida, ma anzi proprio il contrario del ruolo che dovrebbe avere l’Avvocato del Popolo”, dichiara Busoi in un comunicato stampa.

 

Petizione online per la dimissione di Ciorbea

In circa 24 ore, oltre 79.000 persone hanno firmato online fino a venerdì una petizione che chiede all’Avvocato del Popolo, Victor Ciorbea, di rassegnare le dimissioni. L’iniziativa civica è avvenuta dopo che l’Avvocato del Popolo aveva inviato alla Corte Costituzionale la notifica relativa all’articolo della Legge 90/2001, che impedisce a Liviu Dragnea di pretendere la carica di primo ministro.

“Signor Ciorbea, siamo scontenti del modo in cui svolge la sua attività, accordando pochissima attenzione ai cittadini e tanta cura ai politici accusati o condannati per varie illegalità. Vi chiediamo di lasciare la carica a favore di qualcuno che mette l’interesse del cittadino al primo posto. Signor avvocato, è licenziato!”, si legge nelle petizione promossa giovedì e firmata da oltre 100.000 persone.

“Da quando occupa la carica di Avvocato del Popolo, Victor Ciorbea si è fatto notare solo per aver cautelato tutti quelli che sfidano i diritti dell’uomo. Quando le persone di Pungesti non sono state rispettate, non ha avuto alcuna preoccupazione. Quando migliaia di persone con disabilità avrebbero avuto bisogno del suo sostegno, ha voltato loro le spalle”, c’è scritto nella petizione online, dov’è rammentato anche il sostengo che l’Avvocato del Popolo ha accordato agli “scrittori delle carceri” o ai presidenti di partito che erano dalla parte sbagliata della legge.

 

Il ministro della Giustizia: Il gesto di Ciorbea di notificare alla CCR sulla Legge 90, è normale e legale. La Presidenza non ha ragione di agitarsi

Il ministro della Giustizia, Florin Iordache, venerdì, quando è arrivato alla sede della CSM, ha dichiarato che il gesto dell’Avvocato del Popolo di notificare alla Corte Costituzionale riguardo la Legge 90/2001 è “normale” e “legale” e il portavoce dell’Amministrazione Presidenziale, Madalina Dobrovolschi non ha ragione per essere “agitata”, informa News.ro.

Alla domanda su come consideri il gesto dell’Avvocato del Popolo di attaccare presso la CCR la Legge 90/2001, Iordache ha risposto si tratta di un’iniziativa assolutamente normale.

“Il gesto dell’Avvocato del Popolo mi sembra un gesto normale perché, per quanto ne so, se l’Avvocato del Popolo constata che ci sono violazioni in una legge che lo riguarda, allora è obbligato a notificare alla Corte Costituzionale”, ha risposto il ministro della Giustizia.

Florin Iordache ha voluto precisare che il portavoce dell’Amministrazione Presidenziale, Madalina Dobrovolschi, non ha ragione per essere “agitata”.

“Allo stesso tempo, ho visto anch’io che il portavoce dell’Amministrazione Presidenziale era molto agitata. Non penso che abbia ragione di esserlo poiché, il fatto che in uno stato di diritto l’Avvocato del Popolo constati che una legge non è costituzionale, è un’iniziativa legale e normale. La decisione che prenderà la Corte Costituzionale e che sarà poi trasposta in legge in Parlamento dovrà essere rispettata”; ha affermato il socialdemocratico.

Alla domanda se abbia letto gli argomenti dell’Avvocato del Popolo per quest’iniziativa, Florin Iorndache ha risposto che “si tratta di argomenti legali”.

Dal mio punto di vista si tratta di argomenti legali. Io aspetto la decisione della CCR, decisione che poi devrà essere applicata nella legislazione”, ha concluso il ministro della Giustizia.

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