La CCR ha deciso che gli aumenti salariali nell’educazione e nella sanità addottati in Parlamento sono costituzionali ma rinvia la decisione sulla legge “Dragnea” di riduzione di 102 imposte

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La Corte Costituzionale della Romania (CCR) ha deciso mercoledì che gli aumenti salariali sono costituzionali, mentre una decisione sulla legge per la riduzione di 102 imposte sarà presa solo venerdì.

Gli aumenti salariali per l’Educazione e la Sanità sono costituzionali, ha deciso mercoledì la Corte Costituzionale della Romania, dopo che la legge di approvazione dell’Ordinanza di Urgenza 20, adottata in Parlamento, è stata attaccata sia dal Governo della Romania che dal PNL, per il motivo che i rapporti sono stati presentati tardi.

A novembre, il premier Dacian Ciolos ha dichiarato che l’azione riguarda la legge e non l’ordinanza in sé.

Le commissioni riunite per il budget e il lavoro della Camera dei Deputati hanno approvato l’aumento del 15% dei salari di base per l’educazione a partire dal 1 gennaio 2017, e l’emendamento è stato votato dai parlamentari PSD e UDMR, mentre i liberali erano assenti. Inoltre, i deputati delle commissioni summenzionate hanno approvato anche il pagamento degli aumenti per il personale medico nell’anno 2016, non nel 2009 come era finora, e l’aumento del 25% del salario di base di cui beneficia il personale del CNAS.

Questi hanno introdotto nella legge anche altre categorie di beneficiari. Quindi, nel sistema delle gradazioni di merito sarà introdotto, insieme al personale didattico per l’insegnamento, anche il personale d’insegnamento e ricerca delle università, quello ausiliario dell’insegnamento e assimilato a questo, in cui è incluso anche il personale delle Biblioteche Centrali Universitarie, dopo un emendamento proposto dal presidente della Federazione Nazionale Sindacale “Alma Mater”, Anton Hadar.

Allo stesso tempo, la Corte Costituzionale ha rinviato la decisione relativa alla Legge delle 102 imposte e tasse di Liviu Dragnea. Una decisione in questo senso sarà presa venerdì.

L’impatto budgetario annunciato dal ministero delle Finanze sarà di 4,8 miliardi di lei, ma gli economisti credono che sarà ancora più grande. Secondo loro, l’aumento non avrà alcuna influenza sul budget per il 2016, ma renderà l’anno 2017 molto difficile, nelle condizioni in cui le spese sono già al limite, secondo un’analisi realizzata da Ziarul Financiar.

“L’impatto per il 2017 è maggiore. Ripetiamo gli errori del 2008, quando il modo in cui si è agito – un deficit del budget del 5,5% del PIL, per una crescita economica di oltre l’8% – è stata l’espressione di una totale irresponsabilità”, commenta l’economista Ionut Dumitru.

L’economista Aurelian Dochia aggiunge: “Risentiremo le conseguenze più tardi, forse non proprio come nel 2008 – 2009, perché non siamo in un contesto di crisi. Ma i rischi sono ovvi. Il 2017 sarà un anno con molti punti interrogativi: è improbabile avere una crescita economica del 5% come nel 2016, alla quale si aggiungono tutte le pressioni sul budget decise quest’anno. È possibile che il clima favorevole cambi a seguito del superamento del deficit del budget del 3% del PIL, quindi i tassi di interesse potrebbero modificarsi e il rating del paese potrebbe essere messo in questione”.

Il Parlamento decide aumenti salariali malgrado la legge della responsabilità fiscale-budgetaria (69/2010) che dice: “Non si possono promuovere atti normativi in meno di 180 giorni prima della scadenza del mandato del governo, in conformità con l’art. 110 comma (1) della Costituzione della Romania, ripubblicata, che portano alla crescita delle spese per il personale nel settore del budget”. La legge è stata elaborata proprio per prevenire l’eccesso degli anni elettorali 2008 – 2009. Ma la violazione delle leggi si può risolvere facilmente, con un semplice sintagma: “Tramite deroga dalla legge X”.

Perché gli economisti hanno una sensazione di deja-vu di fronte alla decisione del Parlamento questi giorni? Nella campagna elettorale del 2008 (elezioni legislative) e poi in quella del 2009 (elezioni presidenziali) sono accadute delle cose che sono diventate esempi di inadeguatezza. Sullo sfondo della campagna elettorale, le spese per il personale del budget consolidato sono aumentate del 72% in un solo anno, da 25 miliardi di lei nel 2007 a 42 miliardi di lei nel 2008. L’effetto delle leggi dell’aumento salariale adottate nel 2008 si è risentito anche sull’anno 2009. Quindi le spese del budget per i salari sono aumentate nel 2009 con altri 4 miliardi di lei, rispetto all’anno precedente, fino a 46,7 miliardi di lei, per una crescita totale del 87% rispetto al 2007. Non ci sono dati certi che mostrino quanto abbia influenzato il tasso di cambio questa inflazione di soldi. C’è stato un “misto”, dice l’economista Ionut Dumitru, tra il contesto internazionale grave e le politiche cattive del governo.

È certo che dal settembre 2008 fino al dicembre 2008, il leu ha perso il 7% del valore, da 3,62 lei/euro a settembre fino a 3,91 lei/euro a dicembre. Fino al dicembre del 2009 quando si sono concluse le elezioni presidenziali, rispetto all’autunno del 2008, quando i partiti sono entrati con forza nelle elezioni, il leu ha perso il 16,5% rispetto all’euro.

In quel periodo, il deficit del budget (ESA) si è raddoppiato dal 2,8% nel 2007 fino al 5,5% nel 2008, per fare un altro salto spettacolare nel 2009, fino al 9,5% del PIL, sullo sfondo della crisi.

È una sbadataggine avere un deficit del budget del 5,5% del PIL (nel 2008 – ndr) per una crescita economica del 8,5%. Se non ci fosse stato questo slittamento nel 2008, la crisi non avrebbe colpito altrettanto forte. L’esempio della Polonia è da seguire: i polacchi non sono caduti in recessione perché non hanno avuto i macro squilibri che abbiamo avuto noi”, commenta Ionut Dumitru.

Ciò che è seguito si sa: tagli salariali, con una spiegazione plastica dell’allora presidente Traian Basescu: lo stato è un uomo grasso che è salito sulle spalle di un uomo magro che è l’economia.

Il Governo liberale del 2008 di Popescu-Tariceanu ha rifiutato formalmente l’aumento del 50% dei salari per il settore dell’educazione come chiedeva il Parlamento. Ma i membri del governo che erano parlamentari e i parlamentari liberali hanno votato “a favore”, come tutti gli altri. Gli aumenti sono stati annullati dal governo Boc che è seguito a quello di Tariceanu, ma i professori e altre categorie hanno riguadagnato i diritti salariali accordati dal Parlamento, in tribunale. Ci sono decisioni di pagamento a seguito delle decisioni giudiziarie summenzionate di 11 miliardi di lei, di cui finora sono stati pagati 9 miliardi lei.

“Lo scenario si può ripetere. Il governo che arriverà constaterà che non può pagare le somme che il Parlamento decide ora e le annullerà ma la gente riguadagnerà gli aumenti in tribunale”, commenta Ionut Dumitru.

 

Dragnea saluta la decisione della CCR relativa agli aumenti salariali per la sanità e l’educazione

Mercoledì, il leader di PSD ha salutato la decisione della CCR relativa all’aumento salariale in un post su Facebook.

“Saluto la decisione della CCR relativa agli aumenti dei redditi del 15% per i dipendenti della sanità e dell’educazione!

Abbiamo fiducia che il presidente Iohannis promulgherà la legge al più presto possibile, in modo che questi aumenti entrino in vigore dal 1 gennaio 2017.

#PSD ha preso in calcolo questi aumenti nel progetto del budget presentato anche in campagna elettorale. Così come abbiamo preso in calcolo anche la crescita del salario minimo a 1.450 lei a partire sempre dal 1 gennaio”, ha scritto Dragnea su Facebook.

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