Il BEC ha comunicato i risultati finali delle elezioni parlamentari:

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Il PSD  ottiene 221 mandati, il PNL solo 99, l’ALDE 29

Il PSD avrà la maggioranza del 50% più 1 in collaborazione con ALDE

In seguito alle elezioni parlamentari dell’11 Dicembre, il PSD ha ottenuto 221 mandati di senatori e deputati, il PNL 99 mandati, e ALDE 29 mandati.

I socialdemocratici avrebbero bisogno di altri 12 mandati per avere la maggioranza nel futuro Parlamento. L’Unione Salvate la Romania ha accumulato circa 630.000 voti, che significano 43 mandati di parlamentare. Il futuro Legislativo è formato da sei partiti, mentre altre decine di formazioni non sono riuscite a superare la soglia elettorale durante le elezioni di domenica.

Il Partito Socialdemocratico ha ottenuto per il Senato il 45,67% dei voti espressi durante le elezioni parlamentari a livello nazionale, e per la Camera dei Deputati – 45,47%, ha annunciato giovedì il rappresentante dell’Ufficio Elettorale Centrale Marian Muhulet.

Il PSD ha 67 mandati per il Senato e 154 mandati per la Camera dei Deputati.

Il Partito Nazionale Liberale ha ottenuto 30 mandati per il Senato, con il 20,41%, e per la Camera dei Deputati – 69 mandati, con una percentuale del 20,04%.

L’Unione Salvate la Romania ha 13 mandati per il Senato (8,92%) e 30 mandati per la Camera dei Deputati (8,87%).

L’Unione Democratica Magiara della Romania ha 9 mandati per il Senato (6,24%) e 21 mandati per la Camera dei Deputati (6,18%).

ALDE ha 9 mandati per il Senato con una percentuale del 6%, e 20 mandati per la Camera dei Deputati, con il 5,62%.

Il Partito Movimento Popolare ha 8 mandati per il Senato (5,65%) e 18 mandati per la Camera dei Deputati (5,34%).

Per la Camera dei Deputati ci sono anche 17 mandati delle organizzazioni delle minoranze nazionali.

In totale ci sono 465 mandati di parlamentari.

Come numero di voti validamente espressi, in Senato il PSD ha ottenuto 3.221.786; PNL — 1.440.193; USR — 629.375; UDMR — 440.409; ALDE — 423.728; PMP — 398.791, e per la Camera dei Deputati PSD ha ottenuto 3.204.864; PNL — 1.412.377; USR — 625.154; UDMR — 435.969; ALDE — 396.386; PMP — 376.891.

Alle elezioni parlamentari dell’11 dicembre si sono presentati alle urne 7.323.368 elettori e ci sono stati 7.047.384 voti validamente espressi per la Camera dei Deputati e 7.052.966 voti validamente espressi per il Senato. Siccome le minoranze, esclusa quella magiara, hanno guadagnato 17 mandati (inizialmente si trattava di 16 ma dopo la contestazione si è arrivato a 17), il futuro Parlamento avrà 465 membri. Risulta che il 50% più uno significa 233 voti. Il PSD ha questa maggioranza solo in collaborazione con ALDE.

Similmente, PSD+ALDE hanno la maggioranza nel Senato (76 voti, rispetto a minimo 69). Nella Camera dei Deputati, PSD+ALDE significa 174 voti, otto in più di quanto sia necessario per la maggioranza semplice (166 voti).

Sono rimaste al di fuori del Senato 13 formazioni, tra cui il Partito Romania Unita (207.977 voti), il Partito Romania Grande (83.568 voti), il Partito Ecologista Romeno (77.218 voti), la Nostra Alleanza Romania (66.774 voti) e il Partito Socialista Romeno (32.808 voti).

Alla Camera dei Deputati, la lista delle formazioni che non hanno superato la soglia elettorale è ancora più lunga, includendo 29 partiti e unioni delle minoranze nazionali.

Tra le formazioni iscritte nelle elezioni di domenica, il minor numero di voti per il Senato è stato ottenuto dal Partito Repubblicano della Romania: 52 voti.

 

Chi ha guadagnato la diaspora e con quanti voti

All’estero hanno votato 110.606 romeni, di cui solo 4.591 anno preferito il metodo del voto per corrispondenza. Sono rimaste inutilizzate e quindi sono annullate circa 882.000 schede elettorali. Per la Camera dei Deputati ci sono stati 861 voti nulli e 267 voti bianchi (il timbro “Votat” non è stato applicato) mentre per il Senato ci sono stati 822 voti nulli e 205 schede bianche.

Il maggior numero di voti è andato in diaspora all’USR: 31.461 voti per la Camera dei Deputati e 31.831 voti per il Senato. Al secondo posto è arrivato il PNL con 28.254 voti per la Camera dei Deputati e 28.453 voti per il Senato. Il terzo posto è andato al PMP, con 25.254 voti per la Camera dei Deputati e 25.985 voti per il Senato.

Il PSD ha ottenuto poco più di 10.000 voti sia per la Camera che per il Senato.

 

Il PSD non ha ottenuto la maggioranza assoluta, il premier sarà negoziato

Il PSD avrebbe avuto bisogno di 12 mandati in più per rientrare nella situazione prevista dalla Costituzione, più precisamente il comma 1 dell’articolo 103, che obbliga il presidente Iohannis a nominare il premier dopo consultazioni esclusive con il partito che ha la maggioranza assoluta.

 

ARTICOLO 103

(1) Il presidente della Romania nomina un candidato per la carica di primo ministro a seguito delle consultazioni con il partito che ha la maggioranza assoluta in Parlamento o, se non c’è una tale maggioranza, con i partiti rappresentati in Parlamento.

Il PSD ha aspettato il risultati finali e ufficiali di BEC per avere discussioni con il presidente Iohannis, e questo sembra essere il principale motivo del rifiuto del PSD di presentarsi alle consultazioni iniziate dal capo dello stato. I socialdemocratici speravano, dopo i risultati degli exit-poll e dopo i parziali di BEC, di prendere, tramite redistribuzione, altri 12 mandati in più rispetto ai 221 iniziali.

Senza la maggioranza assoluta prevista dalla Costituzione, il PSD deve formare la maggioranza, che non ha alcun problema a costituire, come aveva annunciato, accanto ad ALDE che dopo l’annuncio del BEC, ha 29 mandati. In questo caso, la maggioranza parlamentare di 252 mandati, potrebbe votare l’investimento di un nuovo governo. Se i segnali sulla disponibilità a discutere con l’UDMR si concretizzeranno in una nuova partecipazione al governo dell’UDMR accanto al PSD, allora il governo non solo sarà votato, ma potrà anche adottare le leggi desiderate con una comoda maggioranza parlamentare. La dote di UDMR è 30 mandati. Queste intese sono a portata di mano e presuppongono esclusivamente protocolli tra le formazioni in questione, relativi a portafogli e cariche nell’amministrazione centrale e locale.

Ci sono voci secondo i quali PSD rimorchierebbe parlamentari da ALDE e da altri partiti, in modo da completare la differenza di 12 mandati che lo separava dalla maggioranza assoluta della Costituzione, prevista dal comma 1 dell’art. 103. Anche questa potrebbe essere una spiegazione per l’assenza del PSD alle negoziazioni di Cotroceni. Più precisamente, affinché si possano annunciare il reclutamento e il completamento della differenza, ci sarebbe bisogno che il Parlamento si riunisca, che i mandati siano convalidati e prendano il via altre procedure, per poter enunciare anche la migrazione politica. Anche in questo caso durante le discussioni a Cotroceni è poco probabile che il presidente  non invochi i risultati ufficiali del BEC, quelli in cui i 12 mandati separano il PSD dalla maggioranza assoluta per conto proprio.

Ciò che non possono fare questi partiti è designare il premier, attributo del presidente, per il quale la Costituzione prevede il verbo “designare” il capo dell’Esecutivo.

In teoria, anche nella parte destra della scena politica, riunendo tutti i partiti e isolando il PSD, si potrebbe ottenere una maggioranza che sostenga un premier.

È solo un esercizio di immaginazione. Nel 2004, Traian Basescu (che aveva vinto le elezioni presidenziali) è riuscito a riunire attorno a Calin Popescu Tariceanu (proposta di premier) le forze politiche che furono partner del PSD, cioè PC, il partito di Dan Voiculescu, UDMR. Così il PSD, che aveva vinto per numero di mandati, è arrivato all’opposizione.

Quindi, solo dopo questi risultati, senza un vincitore di maggioranza assoluta dei mandati parlamentari, si può dire che il premier sarà negoziato tra Cotroceni e la maggioranza che si formerà. D’ora in poi conterà se questa maggioranza resterà un monolito attorno al nome di un solo primo ministro, che sosterrà di fronte ai criteri di integrità enunciati dal presidente Iohannis. Liviu Dragnea ha annunciato, nella notte euforica della vittoria della maggioranza assoluta, che il PSD deciderà al suo interno poi discuterà anche con ALDE, per arrivare a Cotroceni con un solo nome di premier.

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