Ultime ore di campagna elettorale: Come hanno giocato Ciolos e Iohannis l’ultima carta per essere presenti sui media, in un giorno in cui la presenza dei partiti in televisione era vietata

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La campagna elettorale si è conclusa sabato alle ore 7.00, dopo tre settimane di apatia e una in cui le spade sono state affilate, nota un’analisi Mediafax. Le ultime 24 ore sono state utilizzate dai politici per esprimersi esclusivamente online, poiché la campagna audiovisiva era conclusa.

L’ultimo giorno di campagna è coinciso con la Giornata internazionale della lotta contro la corruzione, che ha ricordato lo slogan dopo Colectiv – “La corruzione uccide” – utilizzato dal presidente Iohannis per installare un premier tecnocratico nel 2015 e per porgere un invito a votare venerdì.

Il principale beneficiario dell’invito a votare, il premier Dacian Ciolos, si è fatto notare per la sua originalità grazie ad un’intervista rilassata – la prima di un premier in Romania – con Mikey Hash, il primo blogger del paese, che ha più di 1 milione di seguaci su YouTube. Il premier ha cercato di raggiungere anche l’elettorato giovane che non guarda la tv e non è molto interessato alla politica, ma desidera un cambiamento e “dimostra bravura nello scegliere”. Se fino all’intervista il capo del Governo è sembrato a volte passivo in campagna, come ha confessato egli stesso recentemente, e l’equilibrismo politico-tecnocratico è stato spesso complicato e difficile da digerire, nell’ambiente informale online questa presa di posizione di Dacian Ciolos è sembrato più naturale.

Il capo dell’Esecutivo ha spiegato ai giovani che anche la non partecipazione alla votazione è una scelta con conseguenze, e l’assenteismo ha come conseguenza il fatto che la minoranza decide. “Il Parlamento sarà scelto comunque. (…) Non è la stessa cosa essere scelto da 2-3 milioni o da 10-15 milioni di persone. Il tempo passa anche se non fai niente”, ha sottolineato.

Ciolos ha raccontato anche della musica che gli piace – classica, popolare ma anche elettronica old-school, ma anche di un politico che gli piace – il suo omologo canadese, Justin Trudeau, che “quando sei più fermo con lui, per ottenere delle cose, allora ti rendi conto che suo padre è stato premier e ha insegnato a suo figlio certe cose”.

Il premier ha preso distanza dai politici e dalla loro abitudine di “fare una bella figura” in campagna elettorale, non ha menzionato alcun nome di partito. In cambio, gli è stato chiesto dai giovani perché la scuola sia più difficile in Romania che all’estero.

Ciolos ha raccontato anche di come “è stato preso dalla pazzia di accettare” la direzione del Governo, dopo una discussione di due ore con il capo dello stato e dopo che Klaus Iohannis gli ha detto: “Prendi questo governo e quest’anno te ne occupi”.

D’altra parte, il PNL ha puntato tutto sull’antitesi Dacian Ciolos – Liviu Dragnea ma ha sbagliato in un modo simile a quello delle elezioni locali, quando il suo candidato al settore 4, Razvan Sava, è stato visto accanto a Cristian Popescu Piedone. Inoltre, il presidente PNL Maramures, Mircea Dolha ha postato un messasggio video in cui compare accanto al sindaco Catalin Chereches, in cui il sindaco, agli arresti domiciliari, invita l’elettorato a votare coloro che non gli hanno girato le spalle quando ha dovuto affrontare momenti difficili, i candidati PNL, tra cui anche sua madre. Il messaggio che ha accompagnato il post su Facebook del candidato PNL al Senato – Maramures Mircea Dolha è stato: “Promessa fatta. Promessa rispettata! Catalin Chereches vota PNL”.

Il Partito Socialdemocratico (PSD) è riuscito ad evitare anche in quest’ultimo giorno, come nel resto della campagna, il tema dell’anticorruzione. Il leader del partito, Liviu Dragnea, ha reiterato venerdì la moltitudine di promesse elettorali che hanno scandito la campagna elettorale, annunciando in un’intervista online “programmi come non sono mai stati finora in Romania”.

Quest’ultimo ha lanciato allo stesso tempo anche un invito a votare per le nuove generazioni, appellando tuttavia agli anziani, di solito “incriminati” per essere l’elettorato di PSD che decide il futuro dei giovani ,che non si mobilitano per andare a votare in numero abbastanza grande. I socialdemocratici hanno cercato di contrastare quest’immagine facendo esclamare i pensionati, con gli occhi in lacrime: “Ho bisogno di grandi cambiamenti e li voglio oggi! Non per me, per i miei figli, per il paese! Lascerò a voi tutto ciò che ho di meglio, tutto ciò che so che avrà cura di voi! Ho tanta fiducia nella nostra Romania!”.

L’Unione Salvate la Romania (USR) ha cominciato la giornata con una fotografia su Facebook di una festa notturna a “La Cocosatu”, passando poi a un’animazione nello spirito delle feste invernali: “Meglio credere in Babbo Natale che in quelli che ci guidano da 27 anni”. Il messaggio postato a Constanta da Nicusor Dan è stato che abbiamo avuto una campagna “spregevole”, rivolta contro i romeni che hanno studiato e lavorato all’estero. Egli ha lanciato un avvertimento anche per Dacian Ciolos – di non unirsi al PNL.

Il Partito Romania Unita (PRU) ha utilizzato sms firmati Victor Ponta, in cui consiglia alla gente di votare il PRU per aiutare PSD a entrare nel governo. L’ex premier ha dovuto parzialmente astenersi da quest’invito, affermando di votare PSD, ma che rispetta chi voterà PRU e ALDE perché “vogliono il bene per la Romania”, riprendendo il tema dei “servi feudali che si rivoltano contro gli stranieri che sfruttano”, discorso qualificato dall’USR come “fascista”.

L’Alleanza dei Liberali e Democratici (ALDE), tramite il copresidente Calin Popescu Tariceanu, ha dato voce alle ben note ossessioni – il presidente Klaus Iohannis deve chiedere scusa ai romeni per “l’implicazione illegittima e non costituzionale” nel processo elettorale in cui “ha superato qualsiasi limite immaginabile, che non ha precedenti neanche nei mandati di Traian Basescu”. Egli ha espresso anche una preoccupazione: “il grande numero dei cittadini che non crede che le elezioni saranno corrette e libere e che si aspettano manipolazioni e distorsioni illegali del processo elettorale in grado di influenzare il risultato del voto”.

Il leader del Partito Movimento Popolare (PMP), Traian Basescu, ha domato nell’ultimo giorno i suoi attacchi contro la giustizia, riproponendo parzialmente il discorso con cui ha vinto due elezioni presidenziali. “Farò tutto il possibile affinché PSD e ALDE non raccolgano il bottino, le percentuali e per accrescere le percentuali a destra. Anch’io sanziono gli abusi della Giustizia ma conosco la mentalità del PSD: loro vogliono controllare la Giustizia”, ha dichiarato in un’intervista. Egli ha invitato l’elettorato PNL “che non si riconosce in un leader come la signora Gorghiu a votare PMP”.

Il presidente Iohannis, invita a votare nella Giornata internazionale della lotta contro la corruzione: “Andate a votare, la corruzione uccide”

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Venerdì, nella Giornata internazionale della lotta contro la corruzione, il presidente Iohannis ha ripreso  l’invito rivolto ai romeni di andare a votare, trasmesso anche giovedì, correlandolo al suo messaggio più vecchio: “La corruzione uccide”.

“Siamo arrivati alla fine della campagna elettorale. E in questo momento il messaggio più importante che voglio rivolgere ai romeni è chiaro e semplice: cari romeni, andate a votare. Andate a votare e non lasciate un altro a decidere al vostro posto cosa accadrà alla nostra Romania”, ha affermato Iohannis durante una conferenza stampa sostenuta presso Cotroceni.

Egli ha sottolineato come venerdì, 9 dicembre, si celebri in tutto il mondo la Giornata internazionale della lotta contro la corruzione, e ha evidenziato la relazione di equivalenza tra la corruzione, da una parte, e povertà, stagnazione, disprezzo per i cittadini e per la legge, d’altra parte.

“Come ho detto un’altra volta, la corruzione uccide. Per tale ragione desidero una Romania senza corruzione. Di conseguenza ho dichiarato ogni volta di appoggiare la lotta contro la corruzione, ed è molto importante che in Romania la lotta anticorruzione continui ad ogni costo”, ha affermato Iohannis.

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