Kovesi: Non è giustificata la preoccupazione che la DNA fabbrichi dossier politici

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“Negli ultimi tre anni ho assistito a tali sforzi” volti a limitare i poteri della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) e anche se “la società civile è intervenuta e questi piani sono stati fermati”, un “dibattito in questo senso c’è ancora, e da qui anche la nostra preoccupazione”, afferma in un’intervista per l’agenzia France Presse, il capo della DNA, Laura Codruta Kovesi. Quest’ultima ha sostenuto inoltre che “gli eletti hanno cercato di ammendare leggi per modificare le prerogative della DNA”.

“Negli ultimi tre anni ho sempre assistito a tali sforzi”, afferma Kovesi, rispondendo alla domanda se abbia paura degli sforzi volti a limitare i poteri della DNA, secondo Agerpres.

“Gli eletti hanno cercato di ammendare le leggi per modificare le prerogative della DNA, per depenalizzare certe infrazioni o per offrire immunità per varie categorie di persone. La società civile è intervenuta, e questi piani sono stati fermati. Ma un dibattito in questo senso c’è ancora, da cui anche la nostra preoccupazione”, aggiunge lei.

Il capo della DNA afferma inoltre che “per lottare in modo efficiente contro la corruzione abbiamo bisogno di stabilità”. “Se la legislazione è modificata (…), se gli inquirenti non potessero più indagare determinati reati, certamente non avremmo più gli stessi risultati. Solo il coraggio degli inquirenti e il loro desiderio di portare a compimento la loro missione sono irreversibili, nessuno potrà cambiare questa cosa” dichiara Kovesi.

“Le nostre indagini hanno determinato un cambiamento di mentalità. Negli ultimi due anni, oltre l’85% delle nostre indagini sono state aperte a seguito di notifiche da parte di persone o istituzioni. I cittadini non vogliono dare più tangenti, sempre più funzionari denunciano reati di corruzione. Questo mostra che siamo sulla buona strada”, aggiunge il capo della DNA.

In risposta a quanti accusano la DNA di “fabbricare dossier politici”, Kovesi sottolinea che “è molto difficile credere che un inquirente che “fabbrichi” un dossier possa essere coperto da più istanze e da più giudici”. “Non è giustificata la preoccupazione in questo senso. L’inquirente non decide le condanne, lui presenta solo le accuse ai giudici che verificano la legalità delle prove e la modalità in cui il dossier è stato realizzato, prima di dare un verdetto, che può essere contestato in appello. Lo dico categoricamente: non ci sono dossier fabbricati dagli inquirenti”, ha dichiarato lei.

Alla domanda sui principali risultati ottenuti dalla DNA negli ultimi anni, Kovesi afferma che l’istituzione che guida “ha aperto indagini su reati di corruzione ad alto livello, prima sia dal punto di vista delle persone indagate che delle somme offerte come tangenti”.

“Tra le persone chiamate in tribunale ci sono stati ministri, senatori, deputati e altri responsabili di varie istituzioni pubbliche” ha dichiarato Kovesi, precisando che un altro obbiettivo raggiunto dalla DNA riguarda i sequestri dei beni ottenuti in modo fraudolente. “L’anno scorso, oltre 500 milioni di euro sono stati messi sotto sequestro. Inoltre, la DNA ha ottenuto condanne definitive in oltre il 90% dei casi, segno di grande efficienza”, sottolinea il capo della DNA.

“Se guardiamo alle statistiche, notiamo che qualcosa è cambiato in Romania, soprattutto dal punto di vista della mentalità. Il numero di indagini è aumentato, quasi raddoppiato rispetto agli anni 2006-2007. Abbiamo un numero sempre maggiore di persone inviate in tribunale e di persone condannate per corruzione. Se guardiamo strettamente da questo punto di vista, si potrebbe dire che il fenomeno della corruzione è in crescita. Ma, a parer mio, queste statistiche mostrano una crescita dell’efficienza della DNA”, aggiunge Kovesi.

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