Elezioni parlamentari in diaspora: due milioni di schede elettorali, 417 seggi elettorali

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In Italia sono stati organizzati 73 seggi elettorali

I romeni della diaspora hanno votato per le elezioni parlamentari in 417 seggi elettorali, durante circa 36 ore – a causa del fuso orario, i primi seggi elettorali sono stati aperti sabato alle ore 20:00 in Australia e Nuova Zelanda, mentre gli ultimi a chiudere lunedì, alle ore 06:00 sulla costa occidentale dell’America del Nord.

Per le elezioni parlamentari dell’11 dicembre sono stati organizzati all’estero 417 seggi elettorali, il maggior numero di seggi elettorali mai organizzato in diaspora, 111 in più rispetto alle elezioni parlamentari del 2012 e 123 in più rispetto allo scrutinio per le elezioni presidenziali del 2014.

“Dei 417 seggi elettorali proposti, 193 saranno organizzati presso le ambasciate, i consolati e gli istituti culturali della Romania all’estero. 217 seggi elettorali nascono in base a proposte motivate dal MAE, e 7 seggi elettorali saranno organizzati su richiesta di almeno 100 cittadini romeni, che si siano iscritti nel Registro Elettorale Romeno entro il 14 settembre 2016”, ha precisato mercoledì il portavoce del MAE Ionut Valcu durante un briefing.

Per le elezioni dell’11 dicembre, visto il numero ridotto degli elettori all’estero che si sono iscritti nel Registro Elettorale, il governo Ciolos ha adottato l’Ordinanza di Urgenza 47/2016, che ha consentito la creazione di nuovi seggi elettorali oltre ai sette richiesti dalla legge, per richiesta di almeno 100 cittadini romeni con domicilio o residenza all’estero.

I sette seggi elettorali richiesti dai romeni della diaspora sono stati aperti nel Regno Unito, Gran Bretagna e dell’Irlanda del Nord (1 seggio elettorale richiesto), in Repubblica Moldova (quattro seggi elettorali) e in Spagna (due seggi elettorali).

Solo 8.889 cittadini romeni hanno votato tramite per durante lo scrutinio parlamentare di quest’anno, iscritti nel Registro Elettorale Romeno entro il 14 settembre 2016, con l’opzione del voto per corrispondenza, secondo la fonte citata.

Il maggior numero di seggi elettorali sono stati organizzati in Italia – 73, Spagna – 53, Repubblica Moldova – 35, USA – 31, Regno Unito (Gran Bretagna e dell’Irlanda del Nord) – 21, Francia – 16, Germania – 15, Belgio – 9 e Canada – 8.

Nelle località in cui, durante gli scrutini del 2014 c’è stato un grande numero di votanti, sono stati creati più seggi elettorali, ha precisato il MAE, riferendosi a Chisinau, dove sono stati aperti 12 seggi elettorali, Londra – 8, Bruxelles – 7, Parigi – 6, Roma e Madrid – 5 ciascuna.

Gli elettori della diaspora hanno avuto a disposizione anche una mappa interattiva sul site del MAE per identificare il seggio elettorale più vicino alla residenza o al domicilio all’estero.

Circa due milioni di schede elettorali sono state inviate alla diaspora per le elezioni dell’11 dicembre.

“Il MAE assicura la logistica dei seggi elettorali all’estero e ha spedito in questo senso tutti i materiali necessari per la votazione nei 417 seggi elettorali; sono state già inviati 1.993.930 schede elettorali, metà per il Senato, metà per la Camera”, ha dichiarato Valcu mercoledì.

Durante le elezioni parlamentari della diaspora per l’elezione del nuovo Parlamento, è stato utilizzato il sistema di verifica del voto molteplice, per prevenire il voto molteplice, utilizzato anche per le elezioni locali del 5 giugno.

Per assicurare il numero minimo di tre membri per l’ufficio del seggio elettorale all’estero, il MAE ha già nominato tre persone, ha precisato il portavoce.

“(…) Nel caso in cui non ci saranno abbastanza nomine da parte dei competitori politici, il MAE assicurerà il funzionamento dei seggi elettorali all’estero grazie a questo minimo di tre persone”, ha affermato Valcu.

Per le elezioni di domenica hanno potuto votare presso i seggi all’estero solo i cittadini romeni con domicilio o residenza all’estero.

“In sostanza, poiché queste elezioni sono organizzate per circoscrizioni elettorali, ciascuna contea della Romania rappresenta una circoscrizione, tutti i paesi esteri rappresentano una circoscrizione, n. 43. Solo chi possa dimostrare di avere domicilio o residenza all’estero, potrà votare presso i seggi elettorali all’estero”, ha spiegato il portavoce del MAE.

I romeni che si siano spostati temporaneamente all’estero non hanno potuto votare presso i seggi delle diaspora ma solo in Romania, nella circoscrizione del loro domicilio.

I cittadini romeni all’estero per seguire un trattamento medico da più di 90 giorni, hanno potuto votare in base ad un documento rilasciato o accettato da un’autorità medica sul piano locale, considerato prova di residenza all’estero, ha precisato Valcu.

I voti per corrispondenza contati dovranno pervenire all’Ufficio Elettorale del voto per corrispondenza entro l’8 dicembre. Questi  saranno conteggiati domenica, 11 dicembre, dopo la chiusura dei seggi elettorali del paese.

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