Un mito fallace

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La morte di Fidel Castro ha suscitato molti rimpianti. Troppi. È un po’ strano che un dittatore del genere, che ha impoverito il suo paese e gli ha tolto la libertà per più di mezzo secolo, che ha cercato di esportare la sua “rivoluzione” e ha “venduto” l’isola ai sovietici, che ha incarcerato migliaia di oppositori e che si è trovato a un passo dal provocare la terza guerra mondiale, oggi sia celebrato come un eroe da tanti politici “responsabili” di tutto il mondo. La “rivoluzione” è fallita e si trattò solo di un esperimento comunista come tutti gli altri. Chi pagherà per questo disastro? Fidel Castro non è stato il “Davide” in lotta con il Golia americano. Gli Stati Uniti d’America hanno tanti difetti, ma il dittatore cubano combatteva piuttosto le loro virtù. È stato invece un mito utile per chiunque cercasse un grande nemico per sentirsi più importanti. Senza i sovietici, Castro sarebbe stato cacciato in pochi anni. Purtroppo il suo populismo menzognero ha oggi tanti seguaci: è così facile credere che Satana non possa essere che americano. Per i socialdemocratici nostrani, il diavolo si chiama George Soros. Un americano che spende tantissimi soldi per trasformarci in schiavi del capitale americano. Chissà quanti romeni la pensano così. Di questi tempi è più difficile che mai capire chi sia il vero nemico. Fidel Castro era un nemico dell’umanità, ma aveva il dono di sembrare, come Che Guevara, un suo salvatore. La demagogia è un vizio che affascina. Prendiamo l’esempio di Putin. Molti vedono in lui il nuovo leader dell’antiamericanismo. Non conta che nella sua Russia gli oppositori possano essere freddati di fronte al Cremlino. Senza che nessuno paghi mai. Il paradosso è che proprio certi suoi “amici” riescano a conquistare il potere in alcuni stati occidentali. E perfino negli… Stati Uniti d’America.

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