Seduta di celebrazione del CCR al compimento dei 150 anni dall’adozione della Costituzione del 1866 e dei 25 anni dall’adozione di quella del 1991

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Dorneanu: Le modifiche alla Costituzione devono rispondere a delle necessità socio-storiche essenziali e non a semplici considerazioni di opportunità

Il presidente della Corte Costituzionale, Valer Dorneanu, considera che le modifiche di legge fondamentali debbano essere altamente motivate per rispondere a necessità socio-storiche essenziali e non a semplici considerazioni di opportunità.

“Al compimento di 25 anni dall’adozione della Costituzione del 1991, non possiamo che constatare che abbiamo una Costituzione stabile, consolidata anche tramite il controllo della costituzionalità. Per quanto riguarda le modifiche inerenti, queste devono essere altamente motivate, per rispondere a delle necessità socio-storiche essenziali e non a semplici considerazioni d’opportunità. Questo anniversario non deve essere guardato solo come una semplice evocazione storica. Deve avere un significato più consistente e seminare nel cuore e nella coscienza di tutti coloro a cui si rivolge il dovere sacrosanto di rispettare e difendere la Costituzione, come una condizione essenziale per l’esistenza, lo sviluppo e la perennità della Romania”, ha affermato Dorneanu, durante la seduta di celebrazione del CCR, in occasione dei 150 anni dall’adozione della Costituzione del 1866 e dei 25 anni dall’adozione di quella del 1991.

Egli ha descritto come inammissibile in uno stato di diritto, che la Costituzione sia “messa in dubbio” proprio da dignitari pubblici.

“In riferimento al ruolo e all’importanza della Carta Fondamentale, consideriamo inammissibile che in uno stato di diritto, in una democrazia, la Costituzione sia contestata, messa in dubbio, posta sotto il segno della precarietà spesso da alti dignitari pubblici. In questo senso, le decisioni dell’istanza costituzionale emesse nel tempo sulle iniziative di revisione hanno indicato espressamente i limiti della revisione della Costituzione. (…) Ricordiamoci sempre che il giuramento di fiducia di chi detiene cariche pubbliche riprende, all’articolo 1 comma 1 della Costituzione, i principali valori dello stato romeno – la difesa della sovranità, dell’indipendenza, e il carattere unitario e indivisibile della Romania”, ha sottolineato Dorneanu.

 

Ciolos: Abbiamo bisogno di dibattiti sostanziali che portino a una Costituzione adattata

Venerdì, il premier Dacian Ciolos ha dichiarato che lo sviluppo della Romania richiede una riforma profonda dello stato, rinnovamento la classe politica e una Costituzione che rifleta le lezioni e le esperienze democratiche e il consenso reale della società sui diritti e sulle libertà dei cittadini.

“Nel 2018, la Romania celebrerà il centenario della Grande Unione. 100 anni hanno significato cicli drammatici, dal totalitarismo alla democrazia, dalle guerre e crisi profonde all’integrazione nell’OTAN e nell’UE. Se vogliamo che la Romania si sviluppi abbiamo bisogno di una riforma profonda dello stato, abbiamo bisogno di rinfrescare profondamente la classe politica, di principi di cui noi, come società, ci rendiamo responsabili. (…) Abbiamo bisogno di dibattiti sostanziali che portino a una Carta Fondamentale adattata, che rifletta a livello istituzionale le lezioni e le esperienze democratiche già percorse come stato, e che nel contenuto rifletta il consenso reale della società sui diritti e sulle libertà di cui desideriamo godere e che meritiamo tutti come cittadini”, ha affermato Ciolos, alla seduta di celebrazione della Corte Costituzionale della Romania (CCR), in occasione dal compimento dei 150 anni dall’adozione della Costituzione del 1866 e di 25 anni dall’adozione di quella del 1991.

Nell’opinione del premier, “la Costituzione è il criterio fermo della Romania da 150 anni per il funzionamento dello stato di diritto, del sistema giuridico e politico”.

Egli ha precisato che tra i più importanti principi sanciti dalla Carta Fondamentale c’è l’indipendenza della giustizia.

“È quello che dobbiamo proteggere e assicurare tramite tutte le nostre azioni istituzionali o politiche”, ha affermato Ciolos.

Un altro principio sancito dalla Carta Fondamentale è legato ai diritti e alle libertà fondamentali dei cittadini, ha aggiunto il primo-ministro.

“L’anniversario di oggi della Carta Fondamentale ha una doppia dimensione: una legata alla creazione e al consolidamento della Romania come stato, l’altra alla ricreazione della Romania nel periodo post-comunista – un importante elemento comune: il percorso democratico della Romania. Il percorso non è stato lineare. Abbiamo avuto periodi torbidi e periodi di chiarezza, di costruzione. Abbiamo il dovere di mantenere questo percorso democratico costante. La direzione e l’equilibrio sono date dalla Carta Fondamentale”, ha spiegato Dacian Ciolos.

A suo avviso, ora la Romania è “un polo regionale di stabilità, di valori democratici, di crescita economica”.

“Abbiamo il dovere di continuare su questa strada, di trasformare queste garanzie in valore aggiunto concreto per lo stato romeno e per i suoi cittadini”, ha precisato.

Dacian Ciolos ha aggiunto che la Romania è “alla vigilia di un esame di maturità come stato” – l’anniversario del centenario della Romania e l’assunzione della presidenza del Consiglio UE.

“La buona notizia (…) è che abbiamo una base molto solida. Il sistema democratico della Romania post-dicembrista è stabile nei suoi quadri fondamentali. (…) Come stato, siamo nella felice situazione di poter riaggiustare una discussione già salda, di fare adatamenti sottili in modo che, nel contesto attuale, l’equilibrio, il controllo reciproco e la collaborazione leale tra le poteri sia efficace e i diritti e le libertà fondamentali siano effettivi”, ha aggiunto il premier.

Il contesto attuale, secondo il premier, non è facile.

“Per poter realizzare questi addattamenti sottili, per assicurare mezzi costituzionali necessari all’applicazione del progetto per il paese, abbiamo bisogno di cambiare il metodo, di cambiare il modo in cui discutiamo i temi pubblici. Il fatto di avere punti di vista diversi, posizioni diverse è un elemento assolutamente normale del pluralismo democratico, ma il dibattito democratico non è quello in cui prevale il punto di vista maggioritario sul quello minoritario in modo esclusivo, dove il mio punto di vista prevale o nient’altro. Il dibattito democratico è, dal mio punto di vista, quello in cui ci ascoltiamo, non solo ci sentiamo, da cui nasce un punto di vista comune, un punto di vista arricchito dalla prospettiva dell’altro”, ha spiegato Ciolos.

 

Chelaru: Spero che nel futuro Parlamento la revisione costituzionale continui

“Spero che il futuro Parlamento dimostri più volontà politica e che la revisione della Carta Fondamentale, iniziata “sotto i migliori auspici” nell’attuale legislatura, continui” ha affermato venerdì il presidente della Commissione comune della Camera dei Deputati e del Senato per l’elaborazione della proposta legislativa di revisione della Costituzione, Ioan Chelaru.

Quest’ultimo ha sottolineato che la revisione della Costituzione deve avere luogo ad intervalli maggiori di tempo e ha precisato che la modifica della Carta Fondamentale nel 2003 ha seguito non solo l’eliminazione delle imperfezioni notate in pratica ma ha permesso in primo luogo l’integrazione della Romania nelle strutture euroatlantiche.

“La revisione della Costituzione come il suo adattamento è un esercizio delicato di democrazia e negoziazione politica, implica un accorso tra le varie forze politiche, correnti di idee e interessi, e l’interpretazione delle soluzioni giudiziarie, soprattutto di quelle difficili, dev’essere realizzata prendendo in considerazione questi aspetti”, ha affermato Chelaru alla seduta del CCR in occasione dal compimento di 150 anni dall’adozione della Costituzione del 1866 e di 25 anni dall’adozione di quella del 1991.

Egli ha aggiunto che le tesi della Costituzione o, a seconda del caso, della legge di revisione, contengono “soluzioni che rappresentano il risultato di un compromesso politico”.

Chelaru ha espresso rammarico per non aver portato a termine in questa legislatura la revisione della Costituzione.

“In qualità di presidente della Commissione di revisione, mi sono proposto di realizzare un consenso di tutti i gruppi parlamentari attorno a queste idee chiave. Purtroppo, non ci sono riuscito che in parte, conferma che arriva inoltre dall’avviso favorevole della Corte Costituzionale sulla proposta legislativa di revisione e dall’avviso positivo della Commissione di Venezia. Oggi, i lavori della commissione sono sospesi de facto fino quando sarà trovata una soluzione di compromesso tra la richiesta formale di esaminare le osservazioni della Corte e gli orientamenti nuovi dei partiti politici. A malincuore ho dovuto constatare l’impossibilità di costituire una maggioranza politica necessaria, soprattutto dopo le elezioni presidenziali del 2014. Io però sono ottimista e spero che il futuro Parlamento, che sarà eletto fra meno di un mese, darà prova di più volontà politica e che la revisione costituzionale iniziata sotto i migliori auspici nell’attuale legislatura continui”, ha aggiunto Chelaru.

 

Raluca Pruna: Avere una definizione restrittiva della famiglia nella Costituzione sarebbe intollerabile

Raluca Pruna, ministro della Giustizia, ha dichiarato giovedì sera che la definizione della famiglia nella Costituzione è un argomento sensibile ovunque nel mondo e che la legge dovrà proteggere tutti i cittadini e tutte le coppie, e avere una definizione restrittiva sarebbe intollerabile.

“Non dobbiamo evitare il dibattito su questo tema. Io credo che ci siano cittadini romeni che vivono in coppie eterosessuali e scelgono di non sposarsi e ci siano coppie formate da persone dello stesso sesso che scelgono di non sposarsi o di sposarsi e tutte queste coppie meritano protezione”, ha dichiarato Raluca Pruna, a Digi24, secondo News.ro.

QUest’ultima ha inoltre affermato che la società è cambiata ed è inevitabile che i romeni discutano in questo senso, e che l’isolamento non è benefico.

“Avere una definizione restrittiva della famiglia tradizionale sarebbe intollerabile. Fa parte dell’identità di ciascuno il modo in cui sceglie di vivere, come la mia identità è di romena, credo di poter avere un’identità sessuale. Il ruolo della legge è di proteggere tutti i cittadini, io credo siamo una democrazia matura”, ha spiegato Raluca Pruna.

Sui pericoli di nazionalismo, Pruna ha detto di sperare che i cittadini romeni evitino tali tentazioni, con un euroscetticismo in crescita, che non porterebbero benefici a nessuno.

“Restare in una nicchia nel nostro paese, con l’orgoglio di essere romeno, non ci aiuta come stato”, ha concluso il ministro della Giustizia.

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