Terapia buffa per capitalisti

0
421

“Toni Erdmann” è il titolo di un film tedesco girato in Romania, in gran parte a Bucarest. La figlia lavora all’estero occupandosi di grossi affari e suo padre la vede raramente. Oltre l’apparente successo, al padre sembra che qualcosa non vada e decide di farle una visita. All’inizio la figlia non trova posto per un provinciale come lui nel suo mondo privilegiato e aspetta solo che parta al più presto. Ma lui non parte e si spaccia per un uomo d’affari, così da farsi accettare dall’entourage di sua figlia e riuscire a starle accanto ancora per un po’. Lui, con le sue beffe, cerca di umanizzare rapporti che sembrano avvelenati dai soldi e dal successo, in un mondo in cui anche il sesso ha uno strano sapore. Alla fine la figlia cambierà lavoro e andrà in Asia, senza lasciare il mondo degli affari. Ma nello stesso tempo si riavvicinerà al padre e guarderà un po’ diversamente alla vita. Il film è uno sguardo “dall’estero” sulla Romania. Il mondo delle multinazionali è lo stesso dappertutto, ma possiamo riconoscere anche una specifica realtà nostrana. A una certa prepotenza degli “stranieri” si risponde con un certo accanimento nel difendere i propri interessi. E non per solidarietà con i “nostri” poveri. Toni Erdmann è un buffone che cerca di restare un po’ più umano in un mondo capitalista a volte spietato, dove la sola vera virtù è ottenere più soldi degli altri. Appartamenti di lusso, centri benessere per privilegiati, costose cene d’affari, lo shopping sfrenato – un certo smarrimento antropologico, al di la dei benefici della ricchezza, è difficilmente contestabile. Ma proprio perché questo tipo di successo non è un ideale da disprezzare, curarsi dai mali che a volte lo accompagnano non è alla portata di tutti. Per questo abbiamo bisogno di un Toni che ci salvi.

NO COMMENTS