Il procuratore capo anticorruzione Kovesi, a Chisinau: La DNA non fa dossier politici

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Le indagini degli inquirenti anticorruzione prendono in considerazione le azioni di persone che detengano cariche pubbliche, non la qualità di politico

Il procuratore capo della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) della Romania, Laura Codruta Kovesi, ha dichiarato, giovedì, a Chisinau, che “la DNA non fa dossier politici”. Durante il Forum Repubblica Moldova – Romania nell’ambito della giustizia, ha dichiarato che le indagini degli inquirenti anticorruzione riguardano le azioni di persone che detengano cariche pubbliche, non la qualità di politico.

Kovesi ha sottolineato che l’indipendenza della DNA può essere confermata attraverso il gran numero di dignitari per cui è stata disposta la revoca dell’immunità, compresi parlamentari, ministri e primo ministri.

Nel 2015, DNA ha chiesto la revoca dell’immunità per sei deputati, un senatore e un giudice della Corte Costituzionale.

D’altra parte, il capo della DNA ha precisato che una delle priorità dell’istituzione che guida è quella di confiscare i beni ottenuti illegalmente, misura senza cui qualsiasi verdetto è “senza efficienza”.

 

“In Romania, nessuno può dare indicazioni a un procuratore per avviare un’indagine, per chiudere un’indagine, su come fare un’indagine”

Inoltre durante il forum sulla giustizia tenutosi a Chisinau, Laura Codruta Kovesi ha dichiarato che la cosa più importante per un procuratore è avere un quadro legale adeguato in cui possa esercitare il suo mestiere, senza subire pressioni da nessuno, compresi i capi in linea gerarchica.

“In Romania, i giudici sono indipendenti e imparziali, gli inquirenti sono indipendenti e godono di stabilità in carica. Questa cosa, a mio parere, è la premessa più importante quando parliamo di lotta alla corruzione. In Romania, nessuno può dare indicazioni a un inquirente per avviare un’indagine, per chiudere un’indagine, su come fare un’indagine o come amministrare le prove. Né il superiore gerarchico, né il ministro della Giustizia, né il capo del Parlamento o il presidente del paese, né i parlamentari e neanch’io come capo della DNA posso indicare ad un collega di avviare o di chiudere una certa indagine”, ha spiegato Laura Codruta Kovesi.

Quest’ultima ha aggiunto che le istituzioni giuridiche della R. Moldova – Centro Nazionale Anticorruzione devono liberarsi dal controllo politico. “In Romania, in merito al rapporto con il Parlamento, vi posso dare un esempio dalla mia esperienza come procuratore generale. Nel 2007 ho ricevuto una richiesta di  presentazione di fronte al Parlamento, perché avevo avviato un’indagine parlamentare su alcuni aspetti e sono stata chiamata a dare spiegazioni. Ho inviato una risposta in cui rifiutavo di presentarmi, perché non sono subordinata al Parlamento e se qualcuno non è contento dell’attività della procura o di un procuratore, può notificare al Consiglio Superiore della Magistratura, che può chiamarmi per chiarimenti”, ha spiegaro Laura Codruta Kovesi.

 

I miracoli nella giustizia non si producono da un giorno all’altro

Laura Codruta Kovesi ha fatto una serie di dichiarazioni sull’arresto recente di alcuni magistrati della R. Moldova. “Quello che fanno i colleghi della Procura Anticorruzione in questo momento è un inizio. Se è un buon inizio o meno si vedrà. Non vi aspettate di riuscire in tre mesi a combattere la corruzione nella Repubblica Moldova. Non è possibile questo”, ha affermato il dignitario della Romania.

A sua volta, il direttore del Centro Nazionale Anticorruzione (CAN) di Chisinau, Viorel Chetrari, ha criticato le ultime riforme in materia di giustizia, relative alla riforma della Procura e dell’Autorità Nazionale di Integrità (ANI), spiegando che i cambiamenti legislativi accadono troppo spesso e che questo corrompe l’attività efficiente del CNA.

“Purtroppo, la riforma della procura e dell’ANI sono state fatte senza tener conto allo stesso tempo delle attività e del mandato CNA, e adesso si mette troppa pressione per velocizzare una nuova riforma, cosa che a me non sembra giusta. Abbiamo l’esempio appena menzionato della riforma del CNI, una riforma di cui non possiamo dire che sarebbe stata velocizzata e che ha bloccato le attività”, ha dichiarato Viorel Chetrari. Al forum moldavo-romeno hanno partecipato i direttori di istituzioni di diritto della Repubblica Moldova e della Romania. Oltre ai capi della DNA e del CNA, hanno tenuto discorsi anche il capo della Procura Anticorruzione di Chisinau, i direttori dei Consigli della Magistratura e delle Autorità di Integrità dei due stati. Il forum moldavo-romeno nell’ambito della giustizia si svolge tra il 10 e l’11 novembre a Chisinau.

 

Manifestazione per sostenere la DNA e Kovesi a Chisinau

Circa 20 persone hanno partecipato giovedì a una manifestazione di sostegno della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) e del suo procuratore capo.

L’azione ha avuto luogo di fronte all’hotel che ha ospitato il Forum Repubblica Moldova – Romania nell’ambito della giustizia, cui hanno partecipato, tra gli altri, il capo della DNA e anche il procuratore anticorruzione della Repubblica Moldova, Viorel Morari, e il direttore del Centro Nazionale Anticorruzione, Viorel Chetraru.

I manifestanti hanno chiesto di intensificare le misure anticorruzione nella Repubblica Moldova, secondo il modello della Romania. Inoltre, hanno esposto cartelli con il messaggio “DNA attraversa Prut” o “DNA ti aspettiamo/Per giudicare tutti i ladri”.

Alla domanda su come commenti il desiderio della gente che la Repubblica Moldova prenda in prestito il modello romeno di lotta anticorruzione, il capo della DNA ha dichiarato: “Ciò che possiamo fare noi della DNA è condividere la nostra esperienza, positiva e negativa. Noi non abbiamo solo successi. Abbiamo anche insuccessi, come dicono i mass media. In generale, i casi in cui ci sono assoluzioni sono considerati insuccessi. Cerchiamo di imparare qualcosa da ogni esperienza che viviamo. Siamo in contatto con i nostri colleghi (della Repubblica Moldova – ndr)”.

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