Il presidente della Romania in dialogo con gli agricoltori presso la fiera internazionale INDAGRA: L’agricoltura della Romania può diventare un vero motore di crescita economica

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Tra il 2 e il 6 novembre il complesso espositivo ROMEXPO della capitale ha ospitato INDAGRA, la fiera internazionale di prodotti ed attrezzature nel settore dell’agricoltura, orticoltura, viticoltura e zootecnia.

Presente all’apertura della fiera mercoledì scorso, il Presiedente Iohannis ha visitato più stand e ha parlato con gli agricoltori.

“Ditemi, com’è la situazione dei trattori romeni? Come vanno le vendite?” ha chiesto il capo dello stato ai rappresentanti di un produttore di macchine agricole della Romania. “Vanno meglio dell’anno scorso, anno dopo anno le vendite sono in aumento”, è stata la risposta. “Bene, vi auguro successo!”, ha detto loro il presidente.

Accompagnato dal ministro dell’Agricoltura, Klaus Iohannis è passato da più stand di INDAGRA, cominciando a parlare con la gente. Davanti ad uno stand con miele, i rappresentanti di un’associazione di produttori dicono al presidente di fare un miele di ottima qualità con cui hanno partecipato “anche alla fiera di Berlino”. “Mi ha convinto, ma ne vendete?”, ha chiesto Iohannis. “Si vende, i nostri prodotti si vendono”, è stata la risposta. “Quindi avete mercato, tutto quello che serve”, ha constatato il capo dello stato. “Ma come avete fatto ad associarvi in tanti?”, ha poi chiesti il presidente. “All’inizio sono stati reticenti ma dopo hanno visto i vantaggi che abbiamo. Abbiamo 120 progetti con fondi europei. Il grande problema è lottare con il miele contraffatto”, gli hanno risposto i produttori di miele.

Klaus Iohannis ha visitato anche gli stand di ovini e bovini presenti a INDAGRA. Un episodio divertente è accaduto quando un pecoraio ha chiesto al capo dello stato di battezzare un agnello. “Signor presidente, battezzate un nostro agnello, aiutateci a dargli un nome. Che nome dargli?”, ha chiesto un pecoraio a Iohannis. “Scegliete un nome che gli si adatti”, ha consigliato il presidente. “Tase, Tase, signor presidente”, ha gridato qualcuno dalla folla. “Sentite, Tase lo chiameremo, signor presidente!”, ha detto il proprietario dell’agnello. “Bene”, ha risposto Iohannis. “Signor presidente, sosteneteci perché ne abbiamo bisogno. Lavoriamo molto, lo sappia”, ha gridato qualcuno dalla folla.

Dopo la visita alla fiera, Klaus Iohannis ha partecipato ad un dibattito con gli agricoltori.

“Ci sono segni buoni per la nostra agricoltura, che può diventare un vero motore di crescita economica, sia per l’efficienza che per la competitività. Ma, per un tale percorso sostenibile, l’agricoltura ha bisogno di investimenti, di ricerca applicata, di attrezzature e macchine di ultima generazione, di tecniche e tecnologie moderne, e di tanto altro. L’agricoltura non è solo una parte dell’economia, come qualsiasi altra, ma è essa stessa un’economia e dev’essere trattata nel suo insieme, come ho già detto, con la consapevolezza della cosa ben fatta”, ha detto Iohannis agli agricoltori.

Il presidente ha poi aggiunto che il 2016 è stato un anno agricolo buono, per la prima volta la produzione media di grano ha superato 4,1 tonnellate all’ettaro, anche se ci sono stati problemi a causa delle condizioni climatiche. “Questo risultato buono mostra che si è capito che l’agricoltura  moderna chiede investimenti in tecniche e tecnologie moderne, che portino subito produttività. Molti agricoltori sono cresciuti in direzione di quest’agricoltura efficiente. I fondi europei hanno contribuito anch’essi a questi risultati ed è notevole il fatto che sono stati consegnati finora, oltre 3,4 miliardi di euro solo quest’anno. Una somma immensa, una somma che, certamente, ha contribuito a risultati migliori”, ha constatato il capo dello stato.

Klaus Iohannis ha comunicato agli agricoltori che, per essere competitivi sul mercato, dovrebbero investire di più nel settore della lavorazione, perché le colture buone non bastano, ma è essenziale creare. “Questo significa avanzare sulla catena di produzione, per nuove opportunità sul mercato ed esportazioni più valorose. Solo così possiamo invertire l’evoluzione attuale, con importazioni grandi di prodotti agroalimentari, che hanno portato il deficit commerciale per prodotti agroalimentari circa al 15% dell’intero deficit della Romania”, ha aggiunto Iohannis.

Il presidente ha sottolineato l’urgenza con cui è necessario risolvere il problema della proprietà, del catasto e della frammentazione della proprietà fondiaria, che ha “rallentato la creazione dei mercati e l’agricoltura è diventata efficiente soprattutto nel caso delle grandi aziende”.

Un altro argomento affrontato dal presidente nel dialogo con gli agricoltori sono state le irrigazioni. “D’altra parte, dobbiamo uscire una volta per tutte dal paradigma nefasto in cui paghiamo danni e interessi, in primavera per le inondazioni e d’estate per la siccità. È triste ma questa è la conseguenza del fatto che la Romania non ha avuto una visione chiara e una strategia efficiente per dei sistemi d’irrigazione intelligenti, adattati alle nuove condizioni. È importante quindi avviare d’urgenza il Programma Nazionale di Riabilitazione del Sistema Principale d’Irrigazioni, approvato dal Governo proprio la settimana scorsa”, ha menzionato Iohannis.

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