Il Governo ha deciso di chiudere il DIPI e sostituirlo con il DGPI. La nuova struttura sarà messa sotto controllo parlamentare

0
416

Nelle sua ultima seduta, il Governo ha adottato il progetto dell’Ordinanza d’Urgenza (OUG) sulla riorganizzazione del Dipartimento di Informazioni e Protezione Interna (DIPI) del Ministero degli Interni. Da questa riorganizzazione, nascerà la Direzione Generale di Protezione Interna (DGPI), una struttura militarizzata.

La Direzione Generale di Protezione Interna sarà in subordine al Ministero degli Affari Interni e funzionerà come struttura specializzata con attribuzioni nell’ambito della sicurezza nazionale, nella zona di competenza di questo ministero, si legge in un comunicato del Governo.

La nuova struttura svolgerà attività informative-operative, esclusivamente nell’ambito di competenza del MAI, assicurando così un limite con le altre strutture con attribuzioni nell’ambito della sicurezza nazionale. Una volta creata questa struttura, il Dipartimento di Informazioni e Protezione Interna sarà chiuso.

Il DGPI contribuirà alla realizzazione delle missioni MAI accanto alla Polizia Romena, Gendarmeria Romena, Ispettorato Generale per Situazioni di Emergenza, Polizia di Frontiera Romena, Ispettorato Generale per Immigrazioni, Amministrazione Nazionale delle Riserve dello Stato e Problemi Speciali, Agenzia Nazionale Antidroga e Agenzia Nazionale per la Lotta contro il Traffico di Persone. Inoltre, questa struttura farà parte del sistema nazionale di difesa e della Comunità Nazionale di Informazioni.

La struttura organizzativa e il numero dei posti del DGPI si stabiliscono tramite ordine del Ministro degli Affari Interni. La squadra di comando del DGPI sarà formata da specialisti del settore – personale militare attivo – per garantire lo sviluppo delle attività della struttura in condizioni d’imparzialità ed equidistanza. La direzione del DGPI sarà assicurata da un direttore generale, nominato in carica per decisione del primo ministro, su proposta del ministro degli affari interni, con l’avviso CSAT.

La nuova struttura svolgerà attività d’informazione, contro-informazioni e protezione allo scopo di identificare, prevenire e contrastare le minacce, le vulnerabilità e i fattori di rischio che possono disturbare gravemente l’ordine pubblico o che riguardino il patrimonio, il personale, le missioni, il processo decisionale e la capacità operativa del MAI. Questa struttura non avrà più la competenza di svolgere attività informative-operative per identificare, prevenire e contrastare le vulnerabilità, i fattori di rischio e le minacce nella zona della lotta contro il terrorismo, cyberintelligence e criminalità organizzata transfrontaliera, e attività connesse, ambiti coperti dall’attività svolta da SRI. Inoltre, rispetto al DIPI, il DGPI non avrà più competenze relative al raccoglimento di informazioni allo scopo di prevenire e contrastare la criminalità, circoscritte all’ambito del crimine organizzato, delle frodi e del riciclaggio di denaro, del traffico e del consumo illecito di droga, del traffico di persone, ecc. A livello del MAI queste attività saranno svolte dalla Polizia Romena.

Il DGPI si occuperà tuttavia di raccogliere le informazioni allo scopo di assicurare l’integrità professionale del personale MAI, anche rispetto alle minacce, alle vulnerabilità e ai rischi di corruzione, si legge nel comunicato.

Per quanto riguarda la sicurezza, il DGPI assicurerà, a livello del MAI, la coordinazione e il controllo delle attività per la protezione delle informazioni classificate nazionali, dell’OTAN e dell’UE, gestite dalle strutture MAI. Inoltre, assicurerà a livello MAI la coordinazione e il controllo dell’attività per la sicurezza cibernetica.

Il personale DGPI sarà formato da militari e personale contrattuale. Per assicurare un alto livello d’integrità, i posti vacanti di esecuzione e direzione potranno essere occupati solo dopo una verifica di specialità. Le verifiche hanno lo scopo di identificare qualsiasi elemento che possa rappresentare una vulnerabilità della sicurezza nazionale.

Il personale contrattuale della DGPI sarà preso dalla Direzione Generale di Protezione Interna.

Entro 30 giorni dall’entrata in vigore dell’ordinanza, saranno prese le misure necessarie a rendere operativa l’amministrazione della nuova struttura e in questo senso sarà adottata una decisione di governo relativa alla struttura organizzativa del MAI, un ordine del ministro per la struttura organizzativa e il regolamento di funzionamento del DGPI, e un ordine del capo del DGPI per approvare il Regolamento d’ordine interna della struttura.

 

Dragos Tudorache: L’archivio e le liste con gli agenti coperti dal DIPI saranno presi dalla nuova struttura DGPI del MAI

L’Archivio e le liste con gli agenti coperti, gestiti dal Dipartimento di Informazioni e Protezione Interna (DIPI), saranno presi dalla Direzione Generale di Protezione Interna (DGPI) del Ministero degli Affari Interni (MAI), ha annunciato mercoledì il ministro Dragos Tudorache.

A suo parere, assicurare la sicurezza degli archivi è un elemento molto importante dell’ordinanza di urgenza adottata mercoledì dal Governo, e tramite cui è stata creata la DGPI.

“Nei prossimi giorni, tramite l’ordine del ministro, saranno prese misure specifiche e molto rigorose per garantire la sicurezza degli archivi, delle attrezzature e materiali con cui questa struttura funziona”, ha affermato Tudorache, in un briefing presso Palazzo Victoria, citato da Agerpres.

Quest’ultimo ha sottolineato che l’archivio e le liste di agenti coperti resteranno all’interno della nuova struttura del MAI e non saranno trasferiti in altre istituzioni dello stato.

“Per quanto riguarda l’archivio e le liste di agenti coperti, credo ci sia un’impressione sbagliata, indotta dai rappresentanti dei sindacati, perché l’archivio del DIPI non andrà da nessuna parte. L’archivio del DIPI e liste degli agenti coperti restano all’interno della nuova struttura, restano nel Ministero degli Interni. (…) Anche se in questo momento (…) si lavora per rendere completamente sicuri (…) gli archivi, sia quelli fisici (…) i dossier cartacei, l’archivio storico, ma anche i sistemi informatici, che in questo momento praticamente gestiscono e stoccano l’attività di questa struttura. Quindi non ci sarà alcun trasferimento d’archivio verso nessuno. (…) Per ora sono protetti e (…) saranno presi poi dalla nuova struttura”, ha affermato Tudorache, rispondendo alle domande dei giornalisti al riguardo.

NO COMMENTS