Il capo procuratore della DNA decorata con l’Ordine della Stella Polare conferito dal Re di Svezia:

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“La Svezia è un modello per noi; il nostro lavoro preoccupa molti che pensavano di essere intoccabili”


L’attività della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) “preoccupa molti che si credevano intoccabili” e la Svezia è un modello da seguire per la Romania, ha dichiarato giovedì il capo procuratore della DNA, Laura Codruta-Kovesi, durante la cerimonia per il conferimento del titolo di Commendatore dell’Ordine Stella Polare, conferito dal Re di Svezia.

“Quando parliamo di strumenti di lotta contro la corruzione, la Svezia costituisce un modello per noi. La mancanza delle immunità e dei privilegi speciali, la trasparenza delle autorità per quanto riguarda la spesa del denaro pubblico, principi previsti nella Costituzione della Svezia sono degni di essere adottati anche dal nostro paese”, ha aggiunto il capo procuratore della DNA.

Quest’ultima ha sottolineato che la distinzione spetta anche ai suoi colleghi. “Quest’onorificenza rappresenta per me un riconoscimento costante degli sforzi dei colleghi della DNA nella lotta alla corruzione ad alto livello, lotta portata avanti con professionalità e correttezza. Il mio merito è solo quello di coordinare una squadra formata da professionisti, persone coraggiose che credono in una Romania senza corruzione, in un paese in cui l’onestà è un riflesso e la competenza è il criterio più importante”, ha dichiarato lei.

Il capo della DNA ha poi affermato che il “pilone” dell’attività della DNA è “la legge applicata correttamente”. “Per questo abbiamo il potere di continuare. Tutte le pressioni, tutti i tentativi di intimidazione e aggressione sul piano della vita personale o del lavoro non hanno successo. Noi continuiamo il nostro lavoro in modo altrettanto consistente e deciso. Nei nostri momenti di dubbio siamo sostenuti da molte persone coraggiose e oneste”, ha aggiunto lei.

Kovesi ha detto inoltre che “dietro gli sforzi della DNA c’è in realtà il lavoro e il coraggio di certe persone”, “la qualità umana e professionale” degli stessi.

“Senza lo spirito di squadra e la loro determinazione non avrebbero ottenuto questi risultati. In questa lotta non siamo stati e non siamo soli. Voi che siete presenti oggi qui, ci avete sostenuto”, ha mostrato.

Il capo della DNA ha affermato che il lavoro dell’istituzione che dirige preoccupa e disturba molti.

“Il nostro lavoro preoccupa molti che si credevano intoccabili e disturba quelli che desideravano utilizzare le istituzioni dello stato per interessi personali. È ovvio che abbiamo ancora molte provocazioni da superare ma noi continueremo le indagini”, ha precisato Laura Codruta Kovesi.

L’attività della DNA è stata evidenziata in un film proiettato alla fine degli interventi, in cui gente comune, ambasciatori e giornalisti parlavano dell’importanza della DNA, mentre l’ambasciatrice della Svezia a Bucarest, Anneli Lindhal Kenny che ha offerto la medaglia a Kovesi.

L’ambasciatrice ha affermato che i primi anni della transizione “non hanno risposto a molte delle aspirazioni della gente”.

“La creazione della DNA e la sua indipendenza nei confronti dell’ambiente politico, all’inizio del 2000, è stata una colonna portante e possiamo vederlo dagli esempi di altri paesi che un quadro legale e l’accesso alle risorse non sono abbastanza. Devi avere anche le persone giuste. La nomina di Laura Codruta Kovesi come capo della DNA ha mostrato che l’istituzione ha la persona giusta”, ha dichiarato l’ambasciatrice.

Secondo lei, l’onorificenza conferita al capo della DNA per “la lotta coraggiosa, sostenuta contro la corruzione”, che ha fatto “passi importanti verso il miglioramento della trasparenza e l’applicazione della legge in Romania”.

Nella stessa misura, ha aggiunto il diplomatico, la medaglia è un riconoscimento alla squadra DNA ma anche “alla Romania e ai suoi cittadini”. “Grazie all’esempio di una donna diligente e coraggiosa, la Romania è riuscita a rendersi esempio in Europa e nel mondo”, ha detto l’ambasciatrice.

“Grazie alla sua dedizione senza sosta, ha dato speranza ai romeni in un futuro migliore”, ha affermato Anneli Lindahl Kenny alla fine del suo intervento.

Tra i presenti all’evento, presso l’Ambasciata della Svezia a Bucarest, anche il presidente CSM, Mircea Aron, il capo della DIICOT, Daniel Horodniceanu, l’ambasciatore USA a Bucarest, Hans Klemm, il ministro della Giustizia, Raluca Pruna, e anche i genitori del capo procuratore della DNA.

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