Manifestazioni commemorative segnano un anno dalla tragedia del Colectiv

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Abbiamo il dovere di non dimenticare mai

64 persone hanno perso la vita a seguito dell’incendio divampato nel club Colectiv, nella notte del 30 ottobre 2015 e altre 147 persone sono rimaste ferite. Per commemorare le vittime domenica sono state programmate due marce, il traffico stradale è stato chiuso su più strade della Capitale, tra le ore 09.30 – 23.00, per lo svolgimento delle attività di commemorazione delle vittime.

Una marcia silenziosa è stata programmata a partire dalle ore 13.00, con un’autorizzazione valida fino alle ore 16.00, e per il secondo evento, la gente è stata invitata a riunirsi nella Piazza dell’Università a partire dalle ore 14.00, da dove il corteo è poi partito verso il Colectiv.

Allo stesso tempo, è stata programmata una messa presso la chiesa di Cotroceni in memoria delle vittime dell’incendio, a cui hanno preso parte i membri delle famiglie dei defunti.

Inoltre, domenica è stato inaugurato un monumento in memoria dei 64 giovani che hanno perso la vita nella tragedia del 30 ottobre 2015, nella piazzetta di fronte all’ex club Colectiv.

“Gia dall’inizio dell’anno abbiamo fortemente desiderato questo monumento e abbiamo lottato come abbiamo potuto per la sua realizzazione. Non vogliamo che la gente dimentichi quello che è accaduto il 30 ottobre 2015, non dobbiamo permettere che i 64 giovani che ci hanno lasciato siano dimenticati. Questo monumento era necessario affinché la gente che ricorda quello che è accaduto e si preoccupi di evitare in futuro qualsiasi azione che possa portare a tali tragedie”, ha dichiarato Eugen Iancu, membro fondatore dell’Associazione Colectiv GTG 30310.

Il monumento è composto da un piedistallo a forma di semisfera con il raggio di un metro, ricavato da un blocco di pietra della Dobrogea, chiamato “Codru de Babadag”, e una scultura di bronzo, di 1,60 metri d’altezza. Alla sua base saranno scolpiti i nomi dei 64 giovani, vittime dell’incendio del club Colectiv. I costi del monumento arrivano a 70.000 euro, di cui circa 48.000 euro provengono dal Consiglio Locale del Settore 4, e il resto da donazioni.

Secondo la fonte citata, l’Associazione Colectiv GTG 3010 desidera che questa inaugurazione rappresenti “il cambiamento, il passaggio della corruzione che ha ucciso” i giovani a uno stato con un sistema sicuro.

Il 5 ottobre, il Consiglio Locale del Settore 4 ha deciso di offrire una sponsorizzazione di 220.000 lei all’Associazione Colectiv GTG 3010 per la costruzione del monumento nella Piazza Bucur.

Il presidente dell’Associazione Colectiv, Eugen Iancu, ha fatto venerdì un appello ai padroni dei club affinché domenica, alle ore 22.32, ora alla quale un anno fa scoppiava l’incendio di Colectiv, osservino un minuto di silenzio e “proiettino un raggio di luce verso il cielo”.

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“Noi domenica, alle 22.32 accenderemo un riflettore, un cannone di luce. Chiederei a tutti i padroni di club di fare un tale gesto alle 22.32, di osservare un un minuto di silenzio e di proiettare un raggio di luce. Noi la faremmo dal Colectiv”, ha dichiarato Eugen Iancu.

 

Il presidente Klaus Iohannis, al Colectiv: Avrei voluto sapere chi sia colpevole di questo terribile incidente

Domenica, il presidente Klaus Iohannis, dopo aver deposto una corona di fiori al Colectiv, ha dichiarato che a un anno dall’incendio, in cui 64 persone hanno perso la vita, avrebbe voluto sapere chi sia il colpevole di “questo terribile incidente”, aggiungendo che chiunque non abbia capito il messaggio della Romania sarà spazzato via dalla scena pubblica.

Abbiamo il dovere di non lasciare che questa tragedia sia dimenticata. Abbiamo il dovere di commemorarla, di non dimenticare mai gli innocenti che sono morti qui al Colectiv. Ma, allo stesso tempo, abbiamo il dovere di fare tutto il possibile per chi è stato qui ed è sopravvissuto. Ci sono i feriti, ci sono 128 persone che hanno bisogno non solo di compassione ma di cure, di consigli e di empatia e abbiamo il dovere di occuparci anche di questo”, ha dichiarato il presidente Klaus Iohannis.

Il capo dello stato ha aggiunto che alcune cose sono cambiate, sebbene avrebbe voluto sapere chi sia il colpevole della tragedia di un anno fa.

“La Romania è cambiata. Se adesso, dopo un anno, tiriamo le somme, vediamo che alcune cose sono cambiate per il meglio. Per esempio le verifiche sono più chiare, più numerosi nei posti in cui si organizzano eventi, ci sono procedure più chiare in certi ambiti. Altre cose non sono ancora cambiate abbastanza. Avrei voluto sapere dopo un anno chi sia il colpevole di questo terribile incidente. La società è cambiata, la gente è diventata più consapevole, la gente guarda con più attenzione i posti dove si va per vari eventi, la società civile ha alzato la voce e ha chiesto giustamente dei cambiamenti. Tutto questo succede e credo che ci siano alcuni segni buoni”, ha dichiarato Iohannis.

Alla domanda se anche la classe politica sia cambiata, Iohannis ha risposto: “La classe politica cambia lentamente, ma cambia. Questi cambiamenti sono inevitabili, e chi ha capito il messaggio dei romeni dopo il Colectiv, avrà probabilmente una posizione migliore alle elezioni; chi invece non ha recepito questo messaggio, lentamente ma inesorabilmente sarà spazzato via dalla scena pubblica. La Romania non è più la Romania che è stata un anno fa, la gente ha molte più aspettative, ed è un bene che sia così”.

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