Governo Ciolos: 10 ministri cambiati in meno di un anno

0
546

Cristian Ghinea è il decimo ministro che lascia il Governo Ciolos, in meno di un anno dall’investitura del Governo, quindi la metà dei posti dell’Esecutivo sono stati cambiati, scrive News.ro.

Cristian Ghinea ha dimissionato mercoledì dalla carica di ministro dei Fondi Europei, con l’intento di candidarsi alle elezioni parlamentari sulle liste dell’Unione Salvate Romania. “La mia ultima riunione come membro del Governo Ciolos 1. È una sensazione strana. Sembra un secolo guardando indietro, ma non ho trascorso neanche sei mesi nel ministero, e non è passato neanche un anno da quando sono andato in Cancelleria”, ha scritto Cristian Ghinea sulla sua pagina di Facebook.

Il primo ministro che ha lasciato il Governo è stato quello del Lavoro, Ana Costea. Lei si è dimessa nel mese di aprile, a seguito del progetto di Legge sulla retribuzione unitaria. Alla Costea è stato rimproverata la modalità di lavoro e l’atteggiamento nei confronti di questo progetto del Governo durante riunioni dell’Esecutivo e, secondo alcune fonti governative, le lamentele provenivano anche dai partner di dialogo sociale. Ana Costea è stata sostituita da Dragos Paslaru.

Dopo solo una settimana è avvenuto il ritiro dal Governo di Aura Raducu, ministro dei Fondi Europei. Il suo andar via è avvenuto su richiesta del premier Dacian Ciolos, dopo scontenti nei confronti dei progetti MFE. Al suo posto, alla direzione dell’istituzione è arrivato, il 27 aprile, Cristian Ghinea.

Il terzo ministro che ha lasciato il Governo è stato Vald Alexandrescu, il ministro della Cultura, che è stato revocato da Dacian Ciolos a causa degli scandali dell’Opera Romena, che non avrebbe gestito in modo giusto. Al suo posto è stata nominata Corina Suteu.

Tutte e tre le sostituzioni hanno avuto luogo nel mese di aprile.

A maggio è stato il turno del ministro della Salute, Patriciu Achimas-Cadariu, durante la crisi dei disinfettanti e la crisi dei neonati con sindrome uremico-emolitica. Ad Achimas-Cadariu è stato rimproverato una gestione inadeguata della situazione e la scarsa comunicazione. Il suo posto è stato preso da Vlad Voiculescu.

Nel mese di giugno ha avuto luogo il primo cambiamento più ampio del Governo, quando Dacian Ciolos ha dimesso quattro ministri: il ministro dell’Educazione, Adrian Curaj, il ministro dei Trasporti, Dan Costea, il ministro delle Comunicazioni, Marius Bostan, e il ministro delegato per i romeni all’estero, Dan Stoenescu. Al loro posto, Mircea Dumitru, Sorin Buse, Delia Popescu e Maria Ligor.

Dacian Ciolos ha spiegato il cambiamento invocando la necessità di rendere più dinamica l’attività governativa.

A settembre ha lasciato il Governo anche uno dei più noti nomi della squadra di Ciolos, il ministro degli Interni, Petre Toba. Il suo ritiro è avvenuto a seguito della richiesta della DNA d’avvio dell’indagine penale per l’accusa di favoreggiamento dell’autore nel dossier DIPI. Al suo posto, è stato nominato Dragos Tudorache.

Quindi, 10 dei 21 ministri del Governo sono stati cambiati in meno di un anno dall’investitura del Governo.

 

Dragos-Cristian Dinu, il nuovo ministro dei Fondi Europei ha presentato le sue priorità per i due mesi di mandato

nou-ministru-fonduri-europene

Anche se avrà un mandato molto breve, di solo due mesi, il nuovo ministro dei Fondi Europei, Dragos-Cristian Dinu ha degli obbiettivi ambiziosi. Venerdì, durante il primo incontro con la stampa, dopo la cerimonia di nomina e l’assunzione delle prerogative della carica rimasta vacante dopo la dimissione di Cristian Ghinea, Dinu ha dichiarato che nel suo mandato intende stabilire il sistema generale per la gestione dei fondi strutturali e la nomina delle autorità di management.

“Il mandato è molto breve. Ciò che mi propongo è di continuare gli sforzi cominciati come parte del Governo Ciolos. Mi concentrerò sulla definizione di un sistema generale per la gestione dei fondi strutturali, in modo che le cose siano preparate e veramente funzionali per il nuovo governo. Mi concentrerò sul processo di nomina, per la designazione delle autorità di management, e sull’adempimento dei requisiti che abbiamo per l’accordo di partenariato”, ha spiegato Dinu.

Secondo lui per ora non è molto rilevante il livello di assorbimento dei fondi europei.

“il livello di assorbimento dei fondi in questo momento non è estremamente rilevante, perché, come una caratteristica di questo periodo di programmazione, le cose sono partite con una certa difficoltà, solo la metà di tutte le autorità di management degli stati dell’UE è accreditata, l’altra metà no; per questo il livello di assorbimento in questo momento non è di estrema rilevanza. Gli sforzi fatti finora sono stati concentrati sulla zona di chiusura, in modo da poter assorbire i fondi che abbiamo avuto a disposizione nel periodo precedente. Per questa ragione l’impegno è stato enorme, e dal 50% all’inizio dell’anno si è arrivati quasi all’80%. Adesso mi concentrerò esclusivamente sulla zona di designazione, affinché le cose funzionino”, ha menzionato Dragos-Cristian Dinu.

NO COMMENTS