25 ottobre, doppia festa per i romeni: Giornata dell’Esercito e del Re Mihai

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Per i romeni, la giornata del 25 ottobre ha un doppio significato, poiché celebra due simboli importanti: la Giornata dell’Esercito e anche il compleanno del loro ultimo monarca, il Re Mihai I.

La data del 25 ottobre è, d’altronde, legata all’ultima guerra mondiale. Nel 1944, assumendo il controllo della città di Carei (nord-ovest), l’Esercito liberava anche l’ultimo pezzo di terra romena del nord della Transilvania, che fino ad allora era sotto l’occupazione ungherese. I protagonisti di quelle vicende, come anche gli storici, affermano che l’evento sarebbe potuto succedere prima e che gli ufficiali abbiano preferito far riposare le truppe qualche giorno prima dell’attacco finale, in modo che la vittoria di Carei coincidesse con l’anniversario di Re Mihai I, che era anche il comandante dell’Esercito.

Il 25 ottobre si celebra la Giornata dell’Esercito Romeno, con cerimonie militari e religiose in tutte le guarnigioni del Paese e nei teatri operativi all’estero.

 

Il capo dello stato, invito a rispettare i militari che servono il paese con devozione

Martedì, il presidente Klaus Iohannis, in occasione della Giornata dell’Esercito Romeno, ha dichiarato che il nostro paese dispone di un Esercito efficiente, presente tra gli eserciti di alta qualità professionale e morale, informa Agerpres. Egli ha partecipato lunedì e martedì scorso insieme al Ministro della Difesa alle manifestazioni organizzate a Satu Mare e Carei, in occasione della Giornata dell’Esercito Romeno.

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“Oggi, 25 ottobre, celebriamo la Giornata dell’Esercito Romeno, e in quest’occasione vi invito a dare maggior rispetto a chi ha servito e continua a servire il paese con devozione”, ha affermato Iohannis, durante le cerimonie organizzate presso il Complesso Monumentale “Glorie Ostasului Roman” di Carei, contea Satu Mare.

Il presidente ha espresso il proprio riconoscimento per tutti coloro per cui “difendere la nazione si è trasformato in credo”.

“La fiducia dei romeni nell’Esercito dimostra il fatto che quest’istituzione ha consolidato, nella percezione generale, la propria immagine di garante della sovranità, dell’indipendenza e dell’unità dello stato. In ugual misura, credo che la gente apprezzi anche gli standard morali e professionali di coloro che sono disposti a rischiare la vita per il bene comune”, ha affermato il capo dello stato.

Iohannis ha poi sottolineato come, nel presente, la Romania si trova nel punto di congiunzione tra zone che generano provocazioni per la sicurezza euroatlantica e che richiedono la ridefinizione del potere militare e l’adozione di modalità di risposta.

“Da una parte, ad est, la Federazione Russa mette in dubbio i principi e i meccanismi che assicurano la stabilità a livello europeo. D’altra parte, assistiamo all’aumento dell’instabilità nella regione del Medio Oriente, anche a causa dell’apparizione di nuove forme di radicalismo ed estremismo terrorista o migrazione difficile da controllare. A tutte queste provocazioni dobbiamo rispondere con prontezza e, allo stesso tempo, sulla base di una strategia e di una visione. La Romania ha dimostrato di avere obiettivi strategici e di saperli raggiungere”, ha affermato Iohannis.

Il capo dello stato ha ricordato che la Romania si è imposta non solo come beneficiario ma anche come un fornitore di sicurezza.

“Uno stato forte rispetta e protegge i suoi cittadini. Quindi gli sforzi strategici dello stato romeno riguardano, in primo luogo, la sicurezza dei cittadini e l’integrità del territorio nazionale, tramite lo sviluppo di capacità di difesa propri, ma anche tramite la preparazione della popolazione e del territorio per la difesa”, ha spiegato il capo dello stato.

Quest’ultimo ha salutato il rilancio del progetto di analisi e pianificazione strategica e ha ricordato che nell’ultimo anno e mezzo sono stati elaborati e adottati una serie di documenti programmatici fondamentali, come la “Strategia nazionale di difesa del paese”, la “Carta Bianca della Difesa”, la Legge sulla pianificazione della difesa e la nuova “Strategia Militare”.

“Tutti questi passi fatti credo contribuiscano a consolidare ancora di più la fiducia di cui gode oggi l’Esercito Romeno. Posso affermare con tutta la convinzione che la Romania dispone oggi di un Esercito che funziona in modo efficiente e che si iscrive tra gli eserciti di alta qualità professionale e morale”, ha ribadito Iohannis.

Alla fine, il capo dello stato ha ringraziato i militari per fare il loro dovere con devozione, patriottismo e abnegazione.

 

Ministro della Difesa: Omaggio ai veterani ma anche ai militari sui teatri operativi

Il Ministro della Difesa, Mihnea Motoc, ha sottolineato il significato di questa giornata. “È il giorno in cui celebriamo la tradizione dell’Esercito, tramandata da una generazione all’altra, dai bravi artefici della storia della nostra nazione fino ai militari del terzo millennio, temprati nei teatri operativi. È il giorno in cui portiamo un omaggio a tutti gli eroi caduti nelle battaglie del nostro Esercito lungo la sua storia. È un’occasione per ringraziare i veterani del nostro Esercito, i superstiti dell’ultima guerra mondiale, ma anche quanti hanno eseguito missioni internazionali negli ultimi decenni”, ha dichiarato Motoc.

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