L’intolleranza ipocrita

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Che fortuna avere un presidente tedesco e luterano. Specialmente in un paese est europeo, dove la popolazione è in gran parte ortodossa o evangelica. Altrimenti, tentato dal populismo, il presidente avrebbe potuto appoggiare una riforma costituzionale nel senso voluto da chi si oppone ai matrimoni omosessuali. E invece no, Klaus Iohannis invoca la tolleranza e il diritto alla diversità. L’omofobia latente dei romeni è una realtà su cui la Chiesa Ortodossa e le Chiese evangeliche puntano. Tra le diverse forme di cristianesimo è proprio il protestantesimo storico a mostrarsi più tollerante verso gli omosessuali. Ma non è certo solo per questo che Iohannis ha scelto di astenersi da una simile proposta discriminatoria. Al di la dell’identità confessionale, molti romeni sono contrari alle crociate morali delle loro Chiese. Preferiscono vivere in una società più secolare, dove i valori civici non siano quelli “teologici”. Ma per diventare un “crociato” serve qualcosa di più della fedeltà alla propria Chiesa. Prendiamo il caso della famiglia romeno-norvegese Bodnariu. Accusati di violenza sui loro figli, i coniugi Bodnariu hanno perso la loro custodia per un periodo. Non solo gli evangelici, ma anche gli ortodossi hanno preso parte ai comizi in loro favore in diverse parti del mondo. Alla fine, quando anche la procura norvegese ha cominciato a indagare, la famiglia Bodanariu ha deciso di tornare in Romania, dove la pratica dell’educazione dei figli non è così intollerante verso episodi di violenza “pedagogica”. Ma la retorica della Chiesa Ortodossa è “a favore della famiglia” e contro gli “abusi” delle società occidentali. Anche se in Romania la violenza contro le donne e i bambini avviene proprio in famiglia. E le Chiese sono ancora troppo tolleranti con questa violenza. Una funesta tolleranza secolare. E per convincere la gente non hanno esitato ad affermare che i bambini Bodnariu saranno adottati da coppie omosessuali. Una bugia da far tremare i romeni, per una futura “apocalisse omosessuale”. In ogni caso, in questa battaglia il presidente Iohannis non sarà lasciato solo.

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