La Romania ha raggiunto un accordo con il Canada in merito all’eliminazione dei visti d’ingresso per i romeni

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La proposta sull’eliminazione dei visti d’ingresso in Canada per i cittadini romeni e bulgari solo se verrà firmato l’Accordo CETA

I capi di stato e di governo dell’UE si sono riuniti per due giorni a Bruxelles, per discutere di migrazione, dei rapporti con la Russia e del coinvolgimento di questo Paese nel conflitto in Siria.

La proposta relativa all’eliminazione dei visti d’ingresso in Canada per i cittadini romeni e bulgari si realizzerà solo se verrà firmato l’Accordo di partenariato commerciale UE-Canada (CETA). Lo ha affermato venerdì a Bruxelles il presidente della CE, Jean-Claude Juncker, alla fine del Consiglio Europeo di Bruxelles. Ottawa ha annunciato che i negoziati UE-Canada relativi all’Accordo CETA sono falliti a causa dell’opposizione della regione belga della Vallonia.

In precedenza, il capo dello stato romeno, Klaus Iohannis, aveva annunciato a Bruxelles che la Romania ha raggiunto un accordo con il Canada per quanto riguarda la rimozione dei visti. L’accordo è costituito a tappe, per cui dal 1 maggio saranno eliminati i visti per i cittadini romeni che li abbiano ottenuti anche altre volte in passato, e dal 1 dicembre 2017 saranno eliminati i visti per tutti i cittadini romeni.

Iohannis ha precisato che Bucarest non ha più obiezioni per quanto riguarda l’accordo commerciale UE-Canada (CETA). D’altra parte, nell’ultimo giorno della riunione a Bruxelles, i leader dell’UE hanno discusso delle relazioni estere dell’Unione, soprattutto con la Russia, del modo in cui i Paesi d’origine possano arginare la migrazione, ma anche del rafforzamento del controllo ai confini esterni dell’UE. Quanto alla Siria, il capo dello stato romeno ha precisato come gli stati membri intendano impegnarsi di più nella promozione di soluzioni diplomatiche, affinché sia raggiunta la pace in questo Paese.

Il presidente Klaus Iohannis ha precisato di sostenere l’importanza dell’unità dell’UE in base ai principi comuni stabiliti, in riferimento alla completa realizzazione degli accordi di Minsk, alla necessità di un impegno selettivo con la Russia non solo su aspetti di politica estera, e alla volontà di sostenere di più la società civile di questo Paese. Quanto ai rapporti con la Federazione Russa rispetto alla situazione in Siria, il capo dello stato romeno crede che i bombardamenti ad Aleppo debbano cessare immediatamente e che sia necessario creare le condizioni d’accesso per gli aiuti umanitari. S’impone, inoltre, la ripresa del processo politico di negoziato, che non va affatto sostituito con una soluzione militare.

 

Incontro Iohannis-Theresa May: Non vogliamo che i romeni in Gran Bretagna siano sottoposti a pressioni inutile

In margine al Consiglio, il leader di Bucarest ha avuto colloqui con il premier britannico, Theresa May. Stando a Klaus Iohannis, il primo-ministro britannico ha garantito che si impegnerà personalmente affinché non ci siano ulteriori pressioni sui romeni che lavorano nel Regno Unito.

Presente, giovedì e venerdì, al Consiglio Europeo di Bruxelles, il presidente romeno, Klaus Iohannis, ha sottolineato che Bucarest si impegnerà molto nei negoziati che l’Unione Europea avrà a Londra in merito alla Brexit, con lo scopo di ottenere uno statuto migliore per i romeni. Come annunciato di recente, e come ribadito nei colloqui avuti ora in Belgio con il capo dello stato romeno, il premier britannico Theresa May farà la notifica in base all’articolo 50 nella prima parte dell’anno prossimo, dopo di che inizieranno i negoziati che, secondo le stime, dureranno circa due anni.

Vogliamo negoziati chiari, portati avanti in termini molto corretti, sostiene Klaus Iohannis, ricordando che la situazione dei romeni in Gran Bretagna, sia prima che dopo la Brexit, è per la Romania un tema molto importante: “Non vogliamo incidenti, non vogliamo che i romeni in Gran Bretagna siano sottoposti a pressioni inutili. Abbiamo trovato una grande comprensione, il primo ministro britannico mi ha garantito che s’impegnerà personalmente affinché non ci siano simili incidenti, né prima, né dopo la Brexit. Certamente, altri particolari saranno discussi durante i negoziati tra la Gran Bretagna e l’UE 27.”

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