Celebrazioni per il centenario della Chiesa Italiana di Bucarest

0
681

Dal 21 al 23 ottobre, l’Istituto Italiano di Cultura, l’Ambasciata d’Italia in Romania e la Chiesa Italiana di Bucarest hanno invitato il pubblico a celebrare il centenario della Chiesa Italiana di Bucarest.

La Chiesa Italiana di Bucarest ha ospitato venerdì una conferenza dedicata al centenario della consacrazione di questo luogo di culto, costruito negli ani 1915 – 1916 secondo i piani degli architetti Mario Stoppa e Giuseppe Tiraboschi. Durante la conferenza, “Chiesa Italiana. 100 anni di presenza a Bucarest. Storia, arte e cultura”, la professoressa Emanuela Costantini dell’Università di Perugia ha presentato un recente studio sullo sviluppo urbanistico diBucarest, mentre lo storico dell’arte Francesco Butturini di Verona ha illustrato i dipinti che decorano la Chiesa Italiana, firmati dal pittore Carlo Donati, molto conosciuto nella Penisola all’inizio del XX secolo.

I due professori italiani hanno presentato al pubblico come sia nata l’idea di erigere una chiesa italiana nella capitale romena, chi siano stati i principali iniziatori del progetto, ma anche tutte le vicende della costruzione, gli anni di guerra e i successivi avvenimenti.

L’evento, organizzato dall’Ambasciata Italiana, dall’Istituto Italiano di Cultura di Bucarest e dalla Parrocchia della Chiesa Italiana “Santissimo Redentore”, fa parte della serie di eventi dedicati alla Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, ha spiegato il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, Ezio Peraro. L’Istituto ha coordinato anche i recenti lavori di restauro della facciata della Chiesa, che si trova sul Bulevard Balcescu, realizzati con il sostegno di uno sponsor e di volontari, un gruppo di cacciatori di montagna della Protezione civile italiana di Verona.

Sabato è stato organizzato un Concerto vocale e strumentale di musica sacra (Organo: il Maestro Marcel Costea – Quartetto d’archi – Voci soliste dell’Opera Nazionale di Bucarest), e domenica hanno avuto luogo una solenne celebrazione religiosa (nelle lingue italiana e romena)

“Le celebrazioni per il Centenario della Chiesa italiana vogliono essere un omaggio riconoscente agli italiani che hanno voluto la costruzione di questa chiesa, ai sacerdoti che vi hanno prestato servizio, alla comunità parrocchiale e a chiunque abbia a cuore storia, arte e spiritualità,” si legge in un comunicato sul site dell’Istituto Italiano di Cultura.

 

Un monumento storico e d’architettura

La Chiesa Italiana è un monumento storico e architettonico collocato sul Bulevard Nicolae Balcescu di Bucarest. Il luogo di culto, utilizzato anche come sede della Parrocchia Romano-Cattolica Santissimo redentore dell’Arcivescovato Romano-Cattolica di Bucarest, è stata costruita tra gli anni 1915-1916 secondo i piani degli architetti Mario Stoppa e Giuseppe Tiraboschi. La comunità italiana di Bucarest, dopo l’annuncio dell’arrivo di un prete italiano nella capitale, ha deciso di costruire una chiesa propria con il sostegno dell’Ambasciatore del Regno d’Italia a Bucarest a quel tempo, il Barone Carlo Fasciotti.

La chiesa è stata costruita all’inizio del secondo decennio del XX secolo, su un terreno offerto dalla municipalità alla Comunità italiana. Alla costruzione della chiesa hanno contribuito finanziamenti di Re d’Italia, Santo Padre, Ambasciatore e Console Italiano, ma anche alcuni connazionali. La chiesa è stata costruita  in stile romanico. L’interno è in stile romanico con vari dipinti di angeli sulle navate e presenta in mezzo una cupola ottagonale, con dipinti, vetrate e mosaici. Sulla volta del presbiterio si trova un grande dipinto che rappresenta varie chiese italiane importanti, insieme ai loro Santi padroni. Nel mezzo troneggia il Redentore, patrono della chiesa. Nel campanile si trovano tre campane, di circa 2.000 kg ciascuna. La chiesa e la casa parrocchiale sono proprietà dello stato italiano. Il progetto della chiesa è stato realizzato dagli architetti Mario Stoppa e Giuseppe Tiraboschi. La Santa Messa si celebra nelle lingue: polacca, romena, italiana, tedesca.

Lo stile della costruzione è quello delle chiese del Nord Italia (vecchio lombardo) e prende in prestito soprattutto caratteristiche dello stile romanico, con alcuni elementi gotici e Art Déco. L’edificio è stato costruito su una pianta a croce greca, con una cupola centrale e tre navate a forma di basilica.

L’esterno è in mattoni. È una delle più conosciute chiese romano-cattoliche di Bucarest.

La chiesa è stata consacrata dall’Arcivescovo Raymund Netzhammer, il 2 luglio 1916, alla presenza di canonici e preti, benefattori e credenti, insieme all’Ambasciatore del Re d’Italia a Bucarest, il barone Fasciotti.

La parrocchia ha avuto come primo parroco il prete Antonio Mantica, seguito dal prete Clemente Gatti, il prete rettore Francesco Molinari, Mons. Vittorio Blasutti, il prete rettore Lazarin Belizarie, il prete rettore Colombo Graziano, PS Cornel Damian e ora il prete Daniel Bulai. Daniel Bulai ha ricevuto, a partire dal 1 settembre 2016, anche il ruolo di vicario vescovile, occupandosi della parrocchia dell’Arcidiocesi Romano-Cattolica di Bucarest, a livello generale. Tra preti della Chiesa italiana, c’è stato anche Fer. Anton Durcovici.

NO COMMENTS