Il procuratore generale della Romania, Augustin Lazar, ha dato spiegazioni in riferimento alla recente discussione con il presidente:

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Nel corso del prossimo anno ci avvicineremo alla conclusione del dossier della Rivoluzione

Il procuratore generale, Augustin Lazar, ha dichiarato lunedì scorso di non aver parlato con il presidente Iohannis di inchieste concrete, ma che il messaggio generale del capo dello stato è che alcuni dossier noti al pubblico debbano essere risolti con celerità per “chiarire certe accuse”. Inoltre, il procuratore ha sottolineato che i termini di invio di certi dossier in tribunale sono stabiliti dai procuratori che svolgono l’indagine, “non dalle autorità dello stato”.

Augustin Lazar ha dichiarato che il dossier della Rivoluzione sarà concluso nel corso dell’anno prossimo, precisando che la discussione con il presidente Klaus Iohannis ha avuto luogo nel contesto in cui l’Associazione 21 Dicembre è stata ricevuta in udienza sia presso la Procura che dalla presidenza.

“È vero che il dossier della Rivoluzione purtroppo è in ritardo, ma rappresenta, come altri dossier di vecchia data, priorità nell’attuale mandato. Abbiamo ancora un piano di indagine molto chiaro, un grafico per i documenti di indagine penale con termini che abbiamo stabilito per poter continuare l’indagine entro un termine ragionevole d’ora in poi. Ci siamo proposti che il dossier della Mineriada sia concluso verso la fine di quest’anno, e ciò significa uno sforzo maggiore da parte dei colleghi inquirenti militari. Il dossier sulla Rivoluzione è già preparato e nel corso dell’anno prossimo ci avvicineremo alla sua conclusione . Non ci sono dossier impossibili da risolvere. I termini sono stabiliti dagli inquirenti che ci lavorano, loro valutano quali documenti siano ancora da fare, ne discutono con il procuratore gerarchico, decidono da soli sulle risorse e sul tempo. Non altre autorità dello stato romeno, ma ho capito il messaggio pubblico del presidente, non solo del presidente, la società civile, l’opinione pubblico aspetta la conclusione di questi dossier. Noi abbiamo la responsabilità di raggiungere una risoluzione”, ha dichiarato martedì Augustin Lazar.

In riferimento alla richiesta del presidente di risolvere certi dossier, Lazar ha precisato che la discussione con il capo dello stato ha avuto luogo nel contesto in cui l’Associazione 21 Dicembre è stata ricevuta in udienza sia presso la Procura Generale che dal presidente.

“L’Associazione 21 Dicembre è stata ricevuta in udienza sia presso la Procura Generale che dal presidente per sapere quale sia lo stato dell’indagine penale nei dossier conosciuti come storici. In questo contesto, io l’ho assicurato che i rispettivi dossier sono attivi, ci sono tutte le risorse perché siano risolti entro i termini stabiliti, c’è la volontà di fare un lavoro approfondito. È stato discusso anche il fatto che ci sono dossier noti al pubblico che vanno risolti con celerità per chiarire accuse formulate pubblicamente. C’è stato un messaggio del presidente in questo senso, perché dossier in merito ai quali l’opinione pubblica aspetta dei chiarimenti siano risolti, ed è ciò che faremo”, ha dichiarato martedì mattina, il procuratore generale della Romania, Augustin Lazar.

Iohannis: A me interessa che tutte le istituzioni dello stato funzionino al meglio

La dichiarazione di Lazar è arrivata pochi giorni dopo le osservazioni del Presidente Iohannis in merito all’incontro avuto di recente con Augustin Lazar. “A me interessa che tutte le istituzioni dello stato funzionino al meglio. E allora ho notato una cosa, che può essere nettamente migliorata, se parliamo delle procure, si tratta della celerità con cui si lavora ed è in questo senso che ho formulato la mia richiesta. Sarebbe anormale e controproducente che i casi che attirano moltissimo l’attenzione dell’opinione pubblica, e per non essere frainteso ho portato esempi più vecchi, com’è il Caso della Rivoluzione o quello della Mineriada, rimasti molto tempo nell’attenzione dell’opinione pubblico senza vere conclusioni da parte degli inquirenti. Credo sia facile da capire. E quando mi esprimo su una questione che riguarda la Romania, allora tutti devono ricordarsi che io non rappresento solo lo stato romeno, io rappresento anche la società. E se la società romena ha la pretesa che le istituzioni funzionino al meglio e che tali questioni siano risolte con celerità, allora io mi sento in dovere di fare dichiarazioni del genere. Io sono un mediatore tra lo stato e la società. Io non rappresento il sistema giudiziario, non rappresento nemmeno la società in modo esclusivo. Ma il mio interesse è che le cose funzionino così bene da accontentare sia gli uni che gli altri fossero con i risultati raggiunto”, ha spiegato allora il presidente.

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