Il presidente della Slovacchia, Andrej Kiska, in visita di stato in Romania: La Romania ha il nostro totale sostegno per l’adesione a Schengen

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Il presidente della Slovacchia, Andrej Kiska, in visita di stato in Romania, ha dichiarato lunedì scorso che il suo paese sosterrà la Romania per l’adesione alla zona Schengen.

“La Romania ha le sue ambizioni di diventare membro Schengen e ha il nostro sostegno totale e faremo tutto il possibile per aiutare la Romania”, ha dichiarato Andrej Kiska presso il Palazzo Cotroceni.

Il presidente Klaus Iohannis ha ringraziato il suo omologo slovacco per il sostegno costante offerto alla Romania per l’adesione allo spazio Schengen, e la promozione di questa posizione in un modo “sonoro e attivo a livello europeo”.

Le discussioni tra i due ufficiali hanno riguardato anche le minoranze slovacche e romene dei due paesi, gli scambi commerciali, la cooperazione sul piano europeo, aspetti che riguardano la prossimità dell’Unione Europea, le evoluzioni della regione del Mar Nero.

“La sua presenza qui, rappresenta un’altra prova delle relazioni solide di amicizia romeno-slovacca, e dell’eccellente cooperazione tra gli stati membri. Questa visita è tanto più significativo in questo periodo, visto che la Slovacchia esercita la Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea. Le nostre buone relazioni si fondano su somiglianze storiche e culturali, e la presenza della minoranza slovacca in Romania, insieme alla comunità romena della Slovacchia, contribuisce sostanzialmente allo sviluppo dei legami tra i nostri popoli. Il modo in cui la minoranza slovacca della Romania ha conservato la sua identità illustra in modo felice e concreto il modello interculturale romeno di relazione con le persone appartenenti alle minoranze nazionali”, ha dichiarato il presidente Klaus Iohannis in una conferenza stampa comune, sostenuta con il suo omologo slovacco.

“Siamo stati d’accordo che occorre un approccio strategico per il Partenariato Orientale, una nuova visione, in modo che i nostri partner siano stimolati a sviluppare la relazione con l’Unione Europea. Abbiamo parlato in questo contesto, ovviamente, anche della Repubblica Moldova, di come possiamo appoggiare al meglio il consolidamento dei processi democratici e delle riforme, in modo che la Repubblica Moldova possa avanzare sulla via europea”, ha aggiunto Iohannis.

Nel contesto dell’accoglienza del presidente della Slovacchia, al Palazzo Cotroceni è stato firmato un programma di collaborazione tra i ministeri della Cultura della Romania e della Slovacchia per il periodo 2016-2020.

 

“La Romania è un esempio nella lotta anticorruzione, la Slovacchia ha molto da imparare in quest’ambito”

Dopo le discussioni ufficiali con il presidente Klaus Iohannis, il presidente della Slovacchia, Andrej Kiska ha affermato come la Romania sia un esempio da seguire nella lotta anticorruzione, e il suo paese “ha molto da imparare” in questo ambito, mentre il presidente Klaus Iohannis ha precisato che la Romania potrebbe offrire la sua competenza in quest’ambito ai suoi partner.

Kiska ha lodato la crescita economica della Romania, affermando che il nostro paese è “campione” dell’Europa in quest’ambito, ma ha lodato anche gli sforzi anticorruzione delle autorità, comunica News.ro.

“La Romania ci mostra tuttavia che la crescita economica si può legare anche alla lotta contro la corruzione e quest’ispirazione – e non parlo della Romania solo per cortesia, l’ho menzionato più volte questo fatto anche a casa – ci sono molte cose che possiamo imparare dalla Romania”, ha affermato Andrej Kiska.

Alla domanda dai giornalisti slovacchi se ci siano consiglio da offrire alla Slovacchia rispetto alla lotta contro la corruzione, Klaus Iohannis ha affermato di aver toccato quest’argomento nelle discussioni tete-a-tete con Andrej Kiska e di essere contento che “un amico importante” come la Slovacchia apprezzi le misure prese in Romania.

“È ovvio che, nella misura in cui le autorità slovacche desiderino uno scambio di esperienza o conoscere nei dettagli in nostro modello, saremo più che disposti a condividere la nostra esperienza e ad aiutare i nostri partner per costruire organismi simili efficienti”, ha affermato il capo dello stato.

Quest’ultimo ha poi precisato che, sebbene in Romania le cose vadano nella giusta direzione, anche il nostro paese ha ancora molti passi da fare. “Per noi, sradicare la corruzione è vitale, perché la corruzione non solo minaccia il consolidamento della democrazia ma rallenta la crescita economica, perché la corruzione spaventa gli investitori. Credo siamo sulla buona strada, ma abbiamo ancora molto da fare”, ha aggiunto Klaus Iohannis.

Il presidente della Slovacchia, Andrej Kiska, è arrivato lunedì scorso in Romania per una visita di stato di due giorni e al di là delle discussioni ufficiali con il presidente Klaus Iohannis, è stato ricevuto anche dal premier Dacian Ciolos e dal presidente del Senato, Calin Popescu Tariceanu.

Martedì, ha partecipato all’apertura del forum di affari romeno-slovacco, e in serata si è recato nella contea Arad, a Nadlac, dove ha incontrato i membri della comunità slovacca in Romania.

Questa è stata la prima visita di stato di Andrej Kiska in Romania. Nel novembre del 2015, Klaus Iohannis era a Bratislava, in visita di stato, su invito di Andrej Kiska.

 

Kiska a Oradea: Ringrazio tutti quelli che aiutano la comunità slovacca ad esprimersi in lingua materna

Il presidente della Repubblica Slovacca, Andrej Kiska, ha ringraziato martedì a Oradea, il Governo, il Parlamento e il presidente della Romania per il sostegno accordato alla comunità slovacca del nostro paese, ma anche a tutti coloro che aiutano la stessa comunità ad esprimersi nella lingua materna.

“Sono contento di vedere che la comunità slovacca ha una zona in cui si può sviluppare e sentire bene. La comunità slovacca di questa zona è un ponte tra la la Slovacchia e la Romania e consolida i legami tra questi due stati. Ringrazio i preti, i professori, tutti coloro che aiutano l’attività della comunità slovacca della Romania ad esprimersi ancora nella sua lingua materna, conservando le tradizioni e tutto quello che significa attività culturale. Ringrazio il Governo della Romania, il Parlamento, il presidente della Romania per il sostegno accordato alla comunità slovacca della Romania”, ha dichiarato il presidente della Repubblica Slovacca, Andrej Kiska.

Ricevuto con pane e sale da una coppia di giovani slovacchi in costumi tradizionali presso la sede dell’Unione Democratica dei Slovacchi e Cechi della Romania (UDSCR), filiale Bihor-Salaj-Satu Mare, il presidente della Slovacchia ha avuto un breve incontro con la direzione UDSCR, rappresentata dal presidente dell’unione, il deputato Adrian Merka, e da quello della sua filiale Bihor-Salaj-Satu Mare, Francisc Merka.

Francisc Merka ha parlato a nome dell’UDSCR, filiale Bihor-Salaj-Satu Mare, la più popolosa tra le quattro filiali del paese, con 3.200 membri; le altre sono Nadlac-Arad, Timis e la zona ceca del Banat nel sud-Caras Severin. “In totale 17.000 slovacchi, rispetto ai 50.000 iniziali. Fra 50 anni si scriverà che qui hanno vissuto i slovacchi. Questa è la storia. La popolazione diminuisce rapidamente e moltissimo. Tra le cause più importanti, c’è la mancanza di posti di lavoro, tutti i giovani che studiano all’estero, con borse dello stato slovacco, non ritornano più. E restano in Repubblica Ceca, in Slovacchi, altri in Canada, Svezia, e così via. È un aspetto benefico il fatto che anche i giovani poveri possono fare studi universitari. Oggi siamo molto fieri che per la seconda volta un presidente della Slovacchia viene in visita in Romania. Su invito dell’Unione è venuto. I nostri obblighi si riferiscono a tutto quello che possiamo fare per poter conservare le tradizioni, la cultura, la lingua e la nostra identità. Noi non siamo un partito politico, ma un’unione culturale. Abbiamo 180 attività culturali da febbraio fino a dicembre, con fondi sia del nostro governo che di quello slovacco”, ha spiegato per Agerpres Francisc Merka.

 

I giovani lasciano la Romania e la Slovacchia. Educazione e innovazione sono le soluzioni

I giovani partono dalla Romania e dalla Slovacchia, e per farli ritornare occorre che i paesi investano in educazione, ricerca, innovazione e start-up, ha dichiarato martedì il presidente della Slovacchia, Andrej Kiska, al Forum d’Affari Bilaterale Romania-Slovacchia.

“La gente lascia i nostri paesi. So che sono milioni i romeni che hanno lasciato il paese, mentre in Slovacchia sono partiti centinaia di migliaia di giovani. A volte abbiamo la sensazione che siano i giovani migliori a lasciare il paese. Dobbiamo pensare cosa fare per tenerli a casa”, ha dichiarato Andrej Kiska, secondo Agerpres.

Il capo dello stato slovacco ha dichiarato che anche i suoi figli sono emigrati.

“ho una figlia di 26 anni: è andata a Londra, poi si è trasferita a Praga e le ho chiesto di ritornare. Mio figlio di 30 anni è andato all’estero. Tutti i genitori vorrebbe avere i loro figli vicini . Loro mi hanno risposto: “Papa, noi abbiamo bisogno di quelle compagnie in Slovacchia. Quando verrano, verremo anche noi”. Come portare le grandi compagnie in Romania e Slovacchia? Bisogna investire in ricerca, innovazione, bisogna preparare la nostra società per loro, affinché gli si offrano delle opportunità qui. Ci sono due priorità per il futuro, l’educazione e la ricerca, lo sviluppo dell’innovazione e gli start-up”, ha detto il presidente della Slovacchia.

Quest’ultimo ha precisato come la Slovacchia si aspetta quest’anno una crescita economica del 4%, nelle condizioni  in cui il budget del paese è sotto controllo e la disoccupazione è in calo.

“Tra le cose che abbiamo in comune (Romania e Slovacchia – ndr), voi avete Dracula e noi abbiamo la signora di Dracula, Elizabeth Bathory. Entrambi i nostri paesi hanno una crescita economica buona. E noi ci aspettiamo una crescita economica del 4%, abbiamo il budget sotto controllo, la disoccupazione è sempre più bassa. Entrambi i nostri paesi se la cavano bene ma abbiamo anche problemi comuni. Possiamo vedere grandi differenze tra le regioni. C’è una differenza tra i nostri paesi, molto grande, e devo dire che mi dispiace di non poter condividere le stesse somiglianze anche nella lotta contro la corruzione. In Slovacchia, purtroppo, non è successo ancora”, ha affermato Andrej Kiska.

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