Un dipinto realizzato a Roma nel 1872, pezzo forte della mostra dedicata alla regina Elisabeta di Romania

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A Sinaia, presso il Museo Nazionale di Peles, è stata inaugurata recentemente la mostra temporanea “Regina Elisabeta di Romania – un secolo di eternità”. Con quest’occasione gli organizzatori hanno desiderato suggerire un ritratto particolare della sovrana-poetessa Carmen Sylva, dalla cui morte sono passati ad oggi 100 anni. Quindi, sono stati presentati al pubblico pezzi importanti del patrimonio del museo, tra cui dipinti, sculture, pezzi di ricami creati dalla sovrana ma anche i manoscritti della regina.

È possibile ammirare, per esempio, un dipinto con un mazzo di foglie, con fragole e soffioni, offerto il 20 aprile 1878 dalla principessa Elisabeta al principe Carol in occasione del suo compleanno, anche se il pezzo forte rimane un quadro, dipinto a Roma nell’anno 1872, in cui Elisabeta è raffigurata in abiti tradizionali romeni.

Poiché quest’anno si festeggeranno cent’anni dalla morte della regina Elisabeta di Romania – una figura molto speciale della famiglia reale romena – il Museo Nazionale Peles ha voluto renderle omaggio, organizzando una mostra speciale. Si tratta di una mostra che si propone di presentare agli amanti della bellezza un ritratto speciale della sovrana-poetessa Carmen Sylva, esibendo valorosi pezzi del patrimonio custoditi Museo Nazionale di Peles. Alcune delle mostre sono creazioni personali della regina Elisabeta e costituiscono una testimonianza del talento della sovrana, evocato da molti dei suoi contemporanei. Così, in mostra ci sono quadri, intagli, manoscritti, una copia del quaderno manoscritto della regina con versi in tedesco e francese, insieme alla traduzione in lingua romena di Elena Vacarescu, e agli spartiti di August Bungert su versi firmati, stavolta, Carmen Sylva. Inoltre, è presentata un’altra passione della regina – l’arte del ricamo e del pizzo, il cui pezzo valoroso è il pannolino confezionato per il battesimo del principe Carol, realizzato con pizzo frivolité, nel 1894. I visitatori possono ammirare anche la navetta della regina Elisabeta, realizzata in oro massiccio, ma anche pezzi d’arredamento dipinti da lei e medaglie ricevute per la sua attività filantropica, ritratti e fotografie. Tuttavia, un quadro realizzato a Roma nel 1872, è considerato la “stella” di questa mostra. “Di certo, non poteva mancare nella mostra omaggiale l’iconografia della regina Elisabeta di Romania, il cui pezzo forte è lo splendido ritratto, realizzato nell’anno 1872 da G.P. Al. Healy, che raffigura la principessa Elisabeta all’età di 28 anni, in abito popolare romeno”, hanno annunciato i rappresentanti del Museo Nazionale Peles.

Per quanto riguarda il posto e il periodo della sua realizzazione, la stessa tela a olio offre tutte le informazioni necessarie – in basso a destra è visibile la firma del pittore -, G. P. A. Healy. Pixit. Roma. 1872” e sul retro, l’iscrizione: “Elisabetha Doamna la varsta de 28 ani 1872 Roma” (La Regina Elisateba a 28 anni, 1872 Roma – ndr). Originario di Boston, il pittore George Peter Alexander Healy (1813 -1894) è stato uno dei maggiori ritrattisti della sua epoca. Tra gli altri, ha dipinto Abraham Lincoln, Andrew Jackson, Louis-Philippe, il papa Pio IX, il maresciallo Soult, Gambetta e Lizst. Ha studiato pittura a Parigi e Roma e si è specializzato in ritrattistica. È vissuto soprattutto in Europa, realizzando un numero impressionante di ritratti e conducendo una vita modesta, insieme alla sua numerosa famiglia. Due anni prima della sua morte, Healy ritorna negli Stati Uniti e si stabilisce a Chicago. Nell’anno 1894, le sue memorie sono pubblicate postume, intitolate semplicemente “Ricordi di un pittore ritrattista”, e offrono informazioni valorose sulla prima Regina della Romania. L’incontro tra la Principessa Elisabeta e l’artista è avvenuto nella primavera dell’anno 1872, a Roma, dove Healy le realizza il primo ritratto in abito popolare, conservato nella collezione di pittura del Museo Nazionale di Peles. Destinato al Principe Carol, come afferma l’artista, il quadro raffigura la giovane Principessa in abito popolare, con perline al collo, velo di seta e cintura ornamentale intorno alla vita.

Così, in una squisita composizione verticale, l’artista realizza a Roma il ritratto di Elisabeta in grandezza naturale, semisezione destra, in paesaggio montano. È un ritratto raffinato, dai colori accesi, prevalentemente rossi, con le mani giunte graziosamente a livello dei polsi e gli occhi puntati verso il futuro. Per quanto riguarda la modalità di realizzazione, essa è descritta proprio dal pittore, nelle sue memorie. “Se le visite del duca di Weimar presso il mio atelier non erano sempre interamente gradevoli, un altro visitatore era benvenuto come il sole stesso. Si tratta di una cugina della giovane Principessa di Oldenburg, speciale e incantevole, la Principessa di Romania, la futura regina del Paese. Fu inviata a Roma per curare la sua salute e tutto quello che diceva era meraviglioso. Era altrettanto incantevole il suo distacco dall’etichetta di corte e, credo, il modo maligno in cui portava a disperazione, per questa ragione, la dama di compagnia e il ciambellano che la accompagnavano. Prima che il ritratto di sua cugina fosse finito

, la Principessa di Romania ha commissionato il suo, come sorpresa per il marito. L’ho dipinta in abito popolare, che consisteva in una sorta di camicia ricamata, con maniche lunghe e vaporose, una gonna rossa ricamata in oro, stivali rossi e un velo trasparente a coprire l’intero abito, ricamato anche questo, in rosso e oro. Il vestito le stava d’incanto. La sua figura espansiva era quasi perfetta, l’unico difetto era una fronte troppo alta. Già da allora portava i cappelli secondo la moda di oggi, corti e ondulati sulla fronte, affinché questo difettuccio fosse mascherato”.

Va menzionato che Elisabeta fu la prima regina della Romania e, allo stesso tempo, per mezzo secolo, ambasciatrice nel mondo di tutto ciò che è romeno. Intellettuale raffinata, conoscitrice di più lingue straniere, ha imparato anche la lingua romena e l’ha fatto per desiderio di perfezione, ma anche per farsi capire e capire pienamente il popolo che la sorte le aveva dato da condurre. Ha avuto anche qualità rare. Scrittrice, intellettuale dotata della capacità di ricevere e accumulare varie conoscenze, fu una regina appassionata al paese e il popolo che guidava, divenuti scopo della vita. La signora e poi regina Elisabeta, Carmen Sylva nome con cui è entrata in letteratura, la prima regina della Romania, è rimasta un ricordo immortale per le generazioni future, anche se sono trascorsi 100 anni dalla sua sparizione.

La mostra “Regina Elisabeta di Romania – un secolo di eternità” è aperta fino al mese di dicembre, presso le sale d’esposizione del Castello di Peles. Il programma di visita è il seguente: mercoledì, tra le ore 11.15 – 16.15, da giovedì fino a domenica, tra le ore 9.15 – 16.15. Un biglietto d’ingresso costa 6 lei per gli adulti, 3 lei per i pensionati, 1,5 lei per scolari e studenti.

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