L’alto rappresentante della UE per la politica estera, Federica Mogherini a Bucarest:

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Il potere dell’UE di superare le crisi sta nel fatto che “siamo un coro di voci, non un cantante solista”

Alla sua prima visita a Bucarest, da quando ha preso nel 2014 il mandato di Alto Rappresentante dell’Unione Europea (UE) per gli Affari Esteri e la Politica di sicurezza, Federica Mogherini ha parlato del fatto che negli ultimi anni l’UE ha dato l’impressione di saltare “da una crisi all’altra”, e di come l’Europa debba riuscire a trovare la forza del “coro a più voci”, e non di più voci che gridano ciascuna nella sua lingua. La Mogherini, che ha lasciato a giugno la Strategia Globale dell’UE di Politica Estera e Sicurezza, cerca adesso di passare all’implementazione di questo piano, che “non può restare sulla carta”.

“Sarà difficile, e una delle prime provocazioni è già arrivata: il cosiddetto “esercito europeo”, che per ora si traduce solo in sforzi comuni a livello UE nell’ambito della difesa e dell’industria della difesa, è stata vista da alcuni come un contrappeso per l’OTAN. Mogherini ha tuttavia spiegato si tratterà soprattutto di un completamento dell’OTAN, e l’Alleanza non può essere che consolidata grazie a questi sforzi dell’UE, cosa con cui si è dichiarato d’accordo anche il segretario generale dell’OTAN, Jens Stoltenberg.

“Non parliamo di un esercito europeo, parliamo di passi per la sicurezza, per l’economia e per il consolidamento dell’OTAN. Il consolidamento della difesa europea è anche il consolidamento della sicurezza del mondo. Non ci sarà alcuna contraddizione o competizione con l’OTAN, al contrario. I paesi UE spendono per la difesa il 50% rispetto agli USA, ma ciò che producono rappresenta il 15 % di quello che ottengono gli USA. Dobbiamo riempire questo vuoto e nessuno stato può fare da solo fare ciò che fanno gli Stati Uniti, però abbiamo la grandezza e la forza economica di investire. E questo avrà effetti positivi sui nostri budget nazionali, sui posti di lavoro e sulla crescita economica. Gli investimenti nell’industria della difesa porteranno allo sviluppo della ricerca, della tecnologia e dei posti di lavoro”, ha spiegato Federica Mogherini, in una conferenza stampa a Bucarest.

“Gli sviluppi nella politica estera e di sicurezza e difesa sono assolutamente complementari con l’OTAN”; ha dichiarato ancora il ministro degli Esteri, Lazar Comanescu.

Mogherini ha spiegato che l’OTAN e il progetto per una difesa comune a livello UE non sono in contraddizione, e questo è stata sottolineata fin dal primo momento anche dal segretario generale dell’OTAN, Jens Stoltenberg.

 

Il messaggio di Mogherini a Bucharest Forum: Una difesa europea forte renderà anche l’OTAN più forte

“Nello stesso giorno in cui ho presentato la Strategia Globale per la Politica Estera al Consiglio Europeo, alla fine del mese di giugno, il primo a cui ho consegnato una copia è stato il mio amico Jens Stoltenberg (segretario generale OTAN), dieci minuti dopo averla presentata al Consiglio. Il suo messaggio, dieci giorni fa (al summit di Bratislava – ndr) è stato chiaro: una difesa europea forte può solo rendere l’OTAN più forte. Non c’è alcuna contraddizione, al contrario, c’è posto solo per la complementarietà. L’OTAN ha bisogno di una difesa europea forte”, ha dichiarato Federica Mogherini, durante la conferenza internazionale Bucharest Forum, organizzata dall’Istituto Aspen.

 

UE nella modalità “crisi”, polarizzata tra l’Est e il Sud

Affinché l’UE possa agire in modo coerente e unitario nel settore della difesa e della politica estera, obiettivo fallito finora – ciascuno stato ha agito piuttosto secondo la propria agenda, occorre che le strategie superino il livello della carta e arrivino sul terreno per essere realizzate. Federica Mogherini ha parlato della Strategia Globale della UE di Politica Estera e di Sicurezza, che ha presentato nel mese di giugno e che adesso deve trasformare in qualcosa di concreto, che l’UE possa applicare in modo unitario.

“Questa strategia non deve restare sulla carta. Non è un documento. Spesso ci lamentiamo che l’UE è troppo lenta. Adesso siamo nella posizione in cui alcuni stati membri credono ci si muova troppo velocemente. Questa è una cosa buona. Questa strategia è nata come essere un punto comune per gli interessi dei cittadini europei, nel settore della politica estera e della difesa. Non è qualcosa prodotto a porte chiuse, in palazzi lontani dalle nostre vite. Deve riflettere tutte le nostre tradizioni, le geografie, le diverse priorità”, ha dichiarato Mogherini nella conferenza internazionale Bucharest Forum.

Per il modo in cui l’UE ha funzionato negli ultimi anni sarà una missione molto difficile.

“L’Europa ha lasciato spesso l’impressione di saltare da una crisi all’altra. Credo ci si renda conto solo adesso che il management della crisi non basta. Ci siamo confrontati con una crisi finanziaria, con una crisi dei debiti, con una crisi dei profughi. Dobbiamo esplorare tutti gli strumenti che abbiamo e utilizzarli, e capire cosa funziona e cosa no nell’UE. Mi si chiede sempre di garantire che l’UE parli con una voce sola e rispondo sempre che il nostro potere non arriva da una voce sole, ma da una pluralità di voci. Ciò che è importante è che si trasmetta lo stesso messaggio, che le voci cantino la stessa melodia, solo con voci diverse. La nostra forza è che siamo un coro, non un cantante solista”, ha dichiarato Federica Mogherini.

 

Il ministro romeno degli esteri, Comanescu: L’ultimo segnale d’allarme – il Brexit – deve provocare cambiamenti nel funzionamento dell’UE

Anche il ministro romeno degli Esteri ha parlato della crisi europea, affermando che l’ultimo segnale d’allarme – il Brexit – deve provocare cambiamenti nel funzionamento dell’UE.

“L’Europa è in crisi? La realtà è lì, non possiamo negare la realtà. Ma io preferisco ancora parlare di provocazioni, e non è la stessa cosa di una crisi, perché significa che possiamo superarle. A seconda di quanto velocemente reagiamo, possiamo essere più o meno credibili come Unione. Quando cerchiamo di spiegare perché è accaduto il Brexit, ci sono molti che dicono che è il risultato della percezione della Gran Bretagna sull’UE, ma io dico allo stesso tempo che è estremamente importante per noi capire cosa bisogna migliorare nell’UE, rispetto al modo in cui funziona e risponde ai desideri e agli obiettivi dei cittadini europei”, ha dichiarato Lazar Comanescu.

Per ora, l’UE sembra polarizzata tra chi è preoccupato dalle minacce provenienti dall’Est (la Russia e le sue azioni che infrangono o forzano i limiti delle leggi internazionali) e chi quelle provenienti dal Sud (l’afflusso di immigranti, il terrorismo dello Stato Islamico, l’instabilità della Siria). E questa mancanza di coerenza va superata, hanno sottolineato Mogherini e Comanescu.

 

Mogherini: È chiaro che non è possibile dividere la politica estera in due, tra chi guarda a Est e chi a Sud

“È chiaro che non possiamo dividere la politica estera in due, tra chi guarda ad Est e chi a Sud. Voi (romeni), guardate la regione del Mar Nero ed è più che ovvio. Ma dovete rivolgere lo sguardo contemporaneamente anche al Sud e all’Est. L’Europa può essere una forza globale e un importante fornitore di sicurezza solo se riesce a guardare in entrambe le direzioni allo stesso tempo: Est e Sud. Ho trascorso quasi un anno nel 2014, come ministro, affermando che l’UE non si permette di concentrarsi solo sulla crisi dell’Est e che avremo dovuto tenere le evoluzioni del Sud in agenda. Adesso trascorro il tempo a dire l’altra parte della storia, che non dovremmo dimenticare l’Est, a causa del peggioramento della situazione al Sud”, ha spiegato Federica Mogherini.

“Per noi una cosa è chiara. Affinché l’UE sia un attore di successo, deve fare la differenza per il suo vicinato, sia all’Est che al Sud”, ha mostrato anche Lazar Comanescu.

L’agenda dell’Alto rappresentante della UE per la politica estera, Federica Mogherini a Bucarest, ha incluso venerdì, oltre alla partecipazione a Bucharest Forum, anche incontri con ufficialità dello stato. Mogherini è stata ricevuta dal presidente Klaus Iohannis, ha pranzato con il premier Dacian Ciolos e avuto un incontro con il ministro degli esteri Lazar Comanescu, insieme al quale ha partecipato anche ad una conferenza stampa comune.

Il presidente Klaus Iohannis, dopo l’incontro con l’ufficiale europeo, ha precisato di aver discusso del partenariato orientale e della situazione in Siria, convenendo che occorre una soluzione pacifica per risolvere il conflitto, e non ultimo del percorso democratico della Repubblica Moldova.

 

Il presidente Iohannis: la Romania e l’UE non si implicheranno nella campagna elettorale della Repubblica Moldova

“Siamo stati d’accordo che l’opzione militare non è una soluzione per risolvere il conflitto della Siria. L’approccio diplomatico è importante. Anche se le discussioni tra gli USA e la Russia hanno riscontrato un blocco. L’UE vuole essere un partner che faciliti le discussioni. La Romania è uno dei pochi paesi ad avere ancora un’ambasciata in Siria. Siamo importanti perché abbiamo connessioni molto profonde con la Siria. Abbiamo alcuni contatti importanti, se si percorrerà la strada diplomatica”, ha affermato Klaus Iohannis, alla fine dell’incontro con Federica Mogherini. Il presidente ha poi aggiunto che la Romania e la UE non si implicheranno in campagna elettorale. “La Moldova è importante per l’UE. Siamo stati d’accordo su un approccio comune in merito alla Moldova. Che abbia una vita democratica solida e che continui un percorso diretto verso l’Europa. Abbiamo convenuto che sarebbe ingiusto implicarci nel processo elettorale, per un candidato o un altro, non vogliamo implicarci in campagna elettorale”, ha concluso Iohannis.

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