“La Via del Vino” ha avviato a Valea Calugareasca una serie di conferenze sul tema del vino prodotto dagli italiani in Romania

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Con uno statuto di unicità a livello nazionale, l’Istituto di Ricerca-Sviluppo per la Viticoltura e la Vinificazione di Valea Calugareasca, a Prahova, ha ospitato recentemente la conferenza “La Via del Vino”, i cui coordinatori rappresentano organizzazioni che appoggiano gli investitori italiani che intendano sviluppare i propri affari in Romania. La manifestazione è organizzata durante il periodo della vendemmia, con lo scopo di avviare una serie di conferenze sul tema del vino prodotto dagli italiani in Romania.

All’inizio del mese di ottobre, a Prahova, nella Valea Calugareasca, presso l’Istituto di Ricerca-Sviluppo per Viticoltura e Vinificazione (ICDVV) – l’unico di questo tipo in Romania – si è svolta la conferenza dal titolo “La Via del Vino”, cui hanno preso parte Alfredo Tisocco, presidente della filiale Prahova di Confindustria Romania, Antonio Campisi, vicepresidente della filiale e delegato nazionale per lo sviluppo di Confindustria Romania, Marco Nicastro, delegato del presidente Confindustria Italia, Fiorenzo Rista, per la “Vitis Metamorfosis”, compagnia italiana attiva nella Vigna “Dealul Mare” di Prahova, Vasilica Neacsu, il sindaco del comune Valea Calugareasca, Marin Ion, direttore generale di ICDVV, rappresentanti della Camera di Commercio e Industria Prahova. “Tenendo conto del fatto che gli italiani rappresentano una delle più importanti comunità di affari nella contea Prahova, questo autunno, durante la vendemmia e la produzione del vino, intendiamo organizzare l’evento dal tema “La Via del Vino”. In sostanza, con queste discussioni, con questo scambio di esperienze, si è aperta la via a una serie di conferenze sul tema del vino prodotto dagli italiani in Romania, più esattamente a Prahova”, ha dichiarato Alfredo Risocco, presidente della filiale Prahova di Confindustria Romania. Confessando di trovarsi per la prima volta a Prahova, a Valea Calugareasca, e di aver scoperto vini che non conosceva, Antonio Campisi ha voluto dichiarare: “A noi italiani piace di più il vino bianco ma, assaggiando i vini rossi famosi qui a Valea Calugareasca, mi sono accorto di quanto buoni siano. Ho sentito che qui, all’Istituto di Ricerca-Sviluppo per Viticoltura e Vinificazione di Valea Calugareasca, a Prahova, l’unico nel suo genere in Romania, si fanno ricerche e anche degustazioni, di cui gli imprenditori italiani del settore non sanno nulla. Motivo per cui comunicherò loro quanto osservato e scoperto qui, con la promessa che ci saranno ancora incontri simili. Nella mia famiglia, il vino era fatto in casa quindi è molto importante la modalità di produzione: questa conferenza è una modalità per fare uno scambio di esperienza. Credo che gli investitori italiani potrebbero essere molto interessati a sviluppare i loro affari in Romania, soprattutto nella zona viticola di Prahova. Molti italiani potrebbero essere interessati a chi produce il vino in Romania, a Prahova, al gusto del vino romeno. Venendo qui, ho assaggiato un vino di Valea Calugareasca – Feteasca neagra ed è molto buono. Il vino romeno merita di essere promosso!” A sua volta, Marco Nicastro ha dichiarato: “Come rappresentante della Confagricoltura Italia, posso dirvi che non ho mai visto un’istituzione così rappresentativa come l’istituto di ricerca di Valea Prahovei. Ho capito la sua importanza sia adesso che prima della rivoluzione, trattandosi dell’unico di questo tipo in Romania. Voglio confessarvi di conoscere personalmente la Romania e anche la produzione del vino dal 1998, periodo in cui ero a Focsani. Come agricoltore e studiando quella zona, sono stato sorpreso quando, su un terreno abbandonato, ho trovato anche maglioli di vite. Anche se il suolo non era lavorato, sono rimasto sorpreso dal fatto che la vite era sana, in buono stato. Allora ho capito quanto sano fosse quel terreno, anche se trascurato, e che uno dei vantaggi della Romania è proprio il clima. Così sono venuto qui, in Romania per sviluppare affari italiani nel settore dell’agricoltura e della viticoltura”. Allo stesso tempo, il rappresentante della Confagricoltura Italia ha voluto presentare anche una serie di statistiche, menzionando che la Romania, rispetto ad altri paesi europei, ha registrato una delle più grandi crescite nel settore della viticoltura. “Come rapporto sui dati, relativi alla cultura della vita, la Romania ha 178.000 ettari, con una crescita del 28%, ed essendo l’unico paese europeo con una crescita di tale portata. La Francia è in calo del 10%, la Spagna del 17%, l’Italia del 10%. Il vantaggio per la Romania è stata la crescita della produzione grazie ai maglioli giovani, alla vite giovane, registrando così una maggiore produttività. Nella comunità europea, la Romania si trova al sesto posto tra i paesi produttori di vini. Solo che la Romania, purtroppo, ha un deficit di esportazione del vino rispetto ad altri paesi europei – non supera il 4% nell’esportazione. Fortunatamente la comunità europea dispone di strumenti di sviluppo per la produzione dei vini, e per la sua commercializzazione. È stato creato, ad esempio, all’interno della Confeuropa, un ufficio con personale tecnico a struttura italiana e aiutato da noi, Confagricoltura. Ci sarà così la possibilità di inviare tutti i dati in questo settore. Si farà un piano di accompagnamento delle aziende di vini dalla piantagione alla commercializzazione, vale a dire, dall’inizio del processo di produzione fino alla parte finale”, ha dichiarato Marco Nicastro.

Come rappresentante della compagnia “Vitis Metamorfosis”, l’enologo Fiorenzo Rista ha confessato di aver visitato, quando è venuto in Romania, la zona viticola di Valea Calugareasca e afferma di essersi innamorato dall’aroma del vino Feteasca Neagra, vino che non ha concorrenza sul mercato. “Da 18 anni, da quando sono venuto in Romania, non ho avuto problemi nell’attività che svolgiamo. La cantina della Vigna “Dealul Mare” è stata realizzata con fondi europei, tutto va bene. Solo che, al capitolo l’arte del bere vino, la Romania è ancora un po’ indietro. Proprio per questo, una delle attività che abbiamo inteso sviluppare è stata praticare e promuovere il turismo viticolo, basato sulla presentazione del vino, come si assaggia, con quali piatti va associato. È presentato il percorso del vino dalla vigna fino all’imbottigliamento, e in questo modo il consumatore può capire perché al ristorante alcune varietà di vino sono più care di altre. Prahova ha il vantaggio di un buon suolo, benefico per le vigne rosse. Quindi anche in Romania si possono produrre dei vini di alta qualità, non solo in quantità. Bisogna promosso il brand romeno del vino, il vino romeno lo merita, e il fatto che gli italiani che fanno vino vengano in Romania ne è una prova”, ha dichiarato l’enologo italiano.

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