Il presidente Iohannis ha discusso con il procuratore generale sullo scandalo del presunto plagio di Kovesi e l’ha sollecitato ad agire: Io sono il mediatore tra stato e società. La dichiarazione su Kovesi è stata “distorta”

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Dopo aver discusso all’inizio della settimana scorsa con il capo della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA), Laura Codruta Kovesi, il presidente Klaus Iohannis dichiarava di non avere indizi sul fatto che il capo procuratore anticorruzione avrebbe ottenuto in modo illegale il dottorato. Venerdì, ha chiesto a tutte le istituzioni competenti di verificare nondimeno la tesi per chiarire rapidamente la situazione.

 

Iohannis sulle accuse dell’Unione dei Giudici: “Io non rappresento solo lo stato romeno. Io sono il mediatore tra stato e società”

Sempre venerdì, Iohannis ha respinto le accuse del presidente dell’Unione Nazionale dei Giudici della Romania (UNJR), Dana Garbovan, sul suo intervento nei problemi della giustizia dopo le ultime dichiarazioni sul capo della DNA, Laura Codruta Kovesi, sostenendo che sono nello stesso stile di quelle fatte per la campagna per il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM).

Allo stesso tempo, Iohannis ha ripreso anche le spiegazioni in merito all’incontro con il procuratore generale Augustin Lazar, cui aveva chiesto all’inizio della settimana di risolvere “molto presto” l’inchiesta relativa alle accuse di plagio a carico di Laura Codruta Kovesi, ed ha precisato di aver chiesto al procuratore generale che “dovrebbe gestire queste indagini in modo che siano svolte con celerità”.

Iohannis aveva dichiarato mercoledì che la Procura dell’istanza suprema dovrebbe risolvere “molto presto” il caso relativo alle accuse di plagio a carico Laura Codruta Kovesi, ed ha precisato di aver chiesto al procuratore generale che “dovrebbe gestire queste indagini in modo che siano svolte con celerità”.

“La Procura Generale deve risolvere molto presto questo caso e ho chiesto di gestire queste indagini in modo che siano fatte con celerità”, ha dichiarato Iohannis, dopo aver discusso con Kovesi sulle accuse di plagio, aggiungendo che non crede ci sia alcun motivo per cui lei dovrebbe dimettersi, e che la situazione potrà essere rivalutate se le cose andranno diversamente.

“A me interessa che tutte le istituzioni dello stato funzionino al meglio. E allora ho notato che, se parliamo delle procure, una cosa che può essere migliorata nettamente è la celerità con cui si lavora, ed è in questo senso che ho avanzato la mia richiesta. Sarebbe anormale e controproducente che i casi di grande attenzione pubblica, e per non essere frainteso ho fatto esempi di vecchia data, come è il Dossier della Rivoluzione o quella della Mineriada, restino per tanto tempo nella pubblica attenzione senza le conclusioni degli inquirenti. Credo sia facile da capire. E quando mi esprimo su una questione che riguarda la Romania, allora tutti devono ricordarsi che io non rappresento solo lo stato romeno ma anche la società. E se la società romena si aspetta che le istituzioni funzionino al meglio e che questioni del genere siano risolte con celerità, allora io mi sento chiamato a dichiararlo. Io sono il mediatore tra stato e società, e non  rappresento né il sistema giudiziario, né la società in modo esclusivo. Il mio interesse è che le cose funzionino così bene da rendere tutti contenti dei risultati”, ha spiegato il presidente venerdì, in merito le dichiarazioni fatte due giorni prima.

 

“La dichiarazione su Kovesi è stata distorta”

Iohannis ha affermato che la sua dichiarazione sul presunto plagio del capo della DNA è stata “distorta”, che non avrebbe mai sostenuto l’esistenza di indizi sul presunto plagio e che, al contrario, dopo la discussione con Laura Kovesi, non avrebbe avuto più motivo di credere che ci sia un problema.

Il capo dello stato ha invitato tutti coloro che abbiano sospetti e indizi sull’esistenza di un plagio, a notificarlo le istituzioni dello stato.

“Ho notato anch’io che le mie parole sono state fraintese. Io non ho detto che non ci siano indizi. Io ho detto che sono partito tranquillo dopo la discussione, perché non ho avuto indizi per credere che sia un problema. Gli altri, se ne hanno, che vadano a farne notifiche, che vadano dove vogliono, dalle istituzioni competenti”, è stata la spiegazione del presidente.

Quest’ultimo ha ripreso l’idea che “molte delle persone accusate o condannate scoprono la vocazione per la scrittura”, utilizzando le denunce nella lotta politica, motivo per cui si deve dire chiaramente se le accuse sono giustificate o no.

Il presidente dell’Unione Nazionale dei Giudici della Romania (UNJR), Dana Garbovan, aveva dichiarato giovedì, in riferimento alla richiesta di velocizzare l’indagine fatta dal capo dello stato, che “se si tratta di casi specifici, è una questione assolutamente anormale”.

“Se si tratta di casi specifici, dal nostro punto di vista è una questione assolutamente anormale e mostra proprio la mentalità sbagliata sul modo in cui l’Esecutivo e gli altri poteri dello stato possano toccare gli inquirenti e qui apro una parentesi, perché durante l’ultimo incontro ci ha sorpresi scoprire che il ministro del Lavoro abbia dichiarato «mi aspettavo che il procuratore generale mi chiamasse», per una questione amministrativa, infatti. Questo mostra la necessità che la parte politica, che include il presidente e il ministero della Giustizia, sia delimitata anche a livello delle nomine fatte dai vertici della procura, per poter avere una reale separazione tra i due poteri. Altrimenti arriviamo a queste situazioni in cui sia il presidente, sia il primo ministro, sia il ministro della Giustizia ritengono legittimo chiedere la resa dei conti agli inquirenti per le indagini”, ha dichiarato il presidente dell’Unione Nazionale dei Giudici della Romania (UNJR), Dana Garbovan.

 

“Non credo si debba parlare di dimissioni poiché, per il momento, non c’è alcun indizio che si tratti di plagio”

 Mercoledì sera, alla domanda se ritenga necessarie le dimissioni del capo procuratore DNA, Laura Codruta Kovesi, il presidente Klaus Iohannis ha affermato che non bisognerebbe parlare di dimissioni visto che, per ora, non c’è alcun indizio che si tratti di plagio.

“Non credo si debba parlare di dimissioni poiché, almeno per il momento, non c’è alcun indizio che di tratti di plagio. Se le cose andranno diversamente, allora si potrebbe riprendere la discussione, ma per ora non ho motivi di preoccupazione”, ha risposto il presidente Klaus Iohannis.

Quest’ultimo ha precisato di aver discusso con il procuratore generale, cui aveva chiesto di risolvere il caso con celerità. “Credo che la Procura Generale debba risolvere molto presto questo caso e vi posso dire che ne ho parlato con il procuratore generale, cui ho chiesto, in virtù delle sue competenze, di gestire quest’indagine in modo da risolverla con celerità”, ha affermato il capo dello stato.

Una settimana fa, il deputato Sebastian Ghita ha presentato presso la Procura Generale, un’autodenuncia, in cui sostiene di aver partecipato nel 2012 alla falsificazione del rapporto sulla tesi di dottorato di Laura Kovesi, dichiarata priva di plagio.

“Io e altri dignitari abbiamo partecipato alla falsificazione del rapporto. Ho dati e informazioni che voglio presentare agli inquirenti della Procura Generale. L’ho fatto allora per proteggere Laura Codruta Kovesi perché, in quel momento, tutti pensavamo fosse un bene per la Romania”, ha dichiarato Sebastian Ghita.

Il deputato ha sostenuto anche che l’attuale capo procuratore della DNA a quel tempo sapeva della falsificazione del rapporto sulla sua tesi di dottorato.

La Procura dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia ha cominciato l’indagine penale in rem per istigazione a falso intellettuale.

Anche l’ex presidente Traian Basescu, in merito allo scandalo pubblico scatenato dalle rivelazioni del deputato Sebastian Ghita sulla tesi di dottorato di Laura Codruta Kovesi, ha dichiarato di avere informazioni senza prove su un presunto plagio già dal 2014, e che sarebbe stato nascosto da Sebastian Ghita e Mihnea Costoiu. Basescu ha sostenuto anche che nel 2016 l’attuale capo procuratore della DNA aveva minacciato un dignitario d’arresto se avesse riaperto il caso di plagio.

 

Ministero Pubblico: Il procuratore generale non riceve istruzioni telefoniche su come dovrebbe risolvere i casi

All’interno delle discussioni dell’ultima settimana, sull’eccessivo potere che Iohannis avrebbe esercitato, intervenendo presso il procuratore generale con l’invito di risolvere il caso con celerità, il procuratore Ramona Bulcu, capo dell’Ufficio di Informazione e Relazioni Pubbliche del Ministero Pubblico ha precisato, su richiesta dell’agenzia news.ro, che il procuratore generale Augustin lazar non riceve telefonate su come dovrebbe risolvere i casi indagati dalla Procura presso l’Alta Corte di Cassazione e Giustizia (PICCJ).

“Il signor procuratore generale dice che la discussione ha avuto luogo in un contesto ufficiale riguardante le risorse e gli obiettivi del Ministero Pubblico. Questo era il tema della discussione, la necessità di un equilibrio tra le risorse esistenti e gli obiettivi, affinché si possano risolvere con celerità i casi intensamente mediatizzati, soprattutto quelli che si trovano nell’attenzione pubblica com’è anche questo, ma anche tutti gli altri, che devono essere risolti in termini ragionevoli, proprio per poter mantenere un equilibrio e per vedere se abbiamo le risorse necessarie”, ha precisato per News.ro il procuratore Ramona Bulcu.

“Questo è stato il contesto della discussione, come comunica il signor procuratore generale, cui non è mai successo di ricevere una telefonata in cui gli si dica puntualmente di risolvere un caso con priorità o celerità”, ha sottolineato Ramona Bulcu.

Il presidente del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), il giudice Mircea Aron, ha dichiarato mercoledì per Digi24 di non considerare che il presidente Klaus Iohannis abbia esercitato un eccesso di potere quando ha chiesto al procuratore generale celerità nel risolvere il caso sulle accuse di plagio a carico del capo DNA Laura Codruta Kovesi.

“Realizzare la giustizia presuppone celerità. Non ritengo sia un’esagerazione per il presidente del paese chiedere celerità, poiché il suo ruolo è quello di mediatore”, ha dichiarato il giudice Mircea Aron per Digi24.

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