Sostegno umanitario da parte della CCIRO Italia per il Centro di accoglienza emergenze “Ciresarii” di Ploiesti

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Una delegazione di investitori italiani d’ambito sanitario, membri della Camera di Commercio della Romania in Italia (CCIRO Italia), condotta dal suo presidente, Eugen Terteleac, si è riunita nel mese di agosto a Bucarest e anche nella contea Prahova, a Ploiesti. La visita ha avuto un doppio ruolo, sia nel contesto di una collaborazione con i grandi ospedali della Romania, ma anche come contributo umanitario. Quindi, durante lo spostamento nel municipio residenza della contea Prahova, i rappresentanti CCIRO Italia hanno distribuito aiuti in un centro di protezione sociale di Ploiesti.

Si tratta del Centro di accoglienza in regime d’urgenza “Ciresarii” di Ploiesti, cui il presidente CCIRO Italia, Eugen Terteleac ha voluto offrire una sorpresa. Concretamente, implicando i partner italiani nella distribuzione degli aiuti, l’istituzione di Ploiesti ha ricevuto vestiti e giocattoli per i bambini ospitati qui.

Visto il profilo di questa istituzione di protezione sociale, gli ospiti italiani sono rimasti molto impressionati dal modo in cui è amministrato questo centro, dalla pulizia, e commossi di fronte alla reazione dei bambini, come beneficiari dei servizi di questa istituzione, quando sono stati offerti loro i regali.

Trattandosi di una delle unità di protezione sociale sotto l’amministrazione della Direzione Generale d’Assistenza Sociale e Protezione del Bambino Prahova, il Centro di accoglienza in regime d’urgenza “Ciresarii” di Ploiesti ha uno statuto particolare. Creato nell’anno 1997, l’istituzione ha come beneficiari bambini abusati, con trascorsi, sfruttati, separati in modo provvisorio o definitivamente dai loro genitori. Di più, l’attività dell’istituzione può essere paragonata a quella di un ospedale di pronto soccorso, nelle condizioni in cui i bambini sono ricevuti qui per beneficiare di protezione sociale, a prescindere dall’ora, compresi quelli trovati per strada. Non poche volte, a mezzanotte, all’una, alle due di notte, sono portati qui anche i bambini che, per essere protetti, sono stati rimossi dall’ambiente ostile in cui si trovavano, vale a dire dalle loro famiglie. Secondo la legge, dato che in questo centro l’alloggio è in regime d’urgenza, i beneficiari non dovrebbero essere ospitati che 48 ore, ma, nella maggior parte dei casi, il soggiorno è prolungato di molto, poiché, per ogni bambino è portato in questo centro, la direzione dell’istituzione deve trovare una soluzione di protezione sociale a un lungo periodo. Dopo un’indagine sociale, il bambino ospitato presso “Ciresarii” può ritornare nella sua famiglia o dai parenti – fino al quarto grado, oppure essere trasferito in centri di protezione sociale: le soluzioni proposte sono analizzate dai tribunali che decidono alla fine se la forma di protezione a lungo termine è adatta o no, a seconda del caso. Trattandosi di un centro di transito, i bambini che arrivano a “Ciresarii” (fino a 18 anni) non hanno la possibilità di andare a scuola ma, grazie ai dipendenti, soprattutto allo psicologo e agli istruttori, hanno la possibilità d’imparare informazioni utili per la vita di tutti i giorni. Allo stesso tempo, poiché tutti i dipendenti dell’istituzione sono “persone di buon cuore”, a ciascun bambino si cerca di trasmettere il calore e la protezione che cancelli la paura di chi ha fatto loro del male, nell’ambiente da cui provengono. Non ultimo, per molti di loro, il Centro “Ciresarii” è diventata una seconda famiglia nel vero senso della parola, nelle condizioni in cui i dipendenti sono diventati anche “genitori spirituali”, mentre il direttore del centro e numerosi dipendenti battezzano molti dei bambini che sono stati alloggiati in regime d’urgenza, in questa istituzione.

Allestito inizialmente per 20 posti, la capacità del centro è cresciuta successivamente a 50 posti, grazie a un progetto finanziato da fondi europei.

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