Sebastian Ghita, chiamato presso la Procura Generale per sostenere l’autodenuncia che riguarda la tesi di dottorato del capo della DNA:

0
477

La denuncia non riguarda Kovesi, è qualcosa che ha a che fare con me

Il deputato Sebastian Ghita si è presentato giovedì presso la Procura Generale per portare prove al sostegno dell’autodenuncia riguardo una presunta falsificazione del rapporto sulla tesi di dottorato del capo della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA), Laura Costruta Kovesi.

Il parlamentare pretenderebbe di essere da anni a conoscenza del possibile plagio del capo procuratore della DNA, Laura Codruta Kovesi. Sebastian Ghita, infatti, dichiara di aver dato agli investigatori prove a sostegno della sua dichiarazione e una lista con le persone che possano confermare quanto detto.

Ghita ha spiegato che la sua autodenuncia non riguarda il capo della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA), Laura Codruta Kovesi, aggiungendo che la valutazione tecnica della sua tesi di dottorato non rientra nella sua competenza.

“Voglio dire di essere contento che oggi la Procura Generale mostra a noi, gente della Romania, che un procuratore della DNA, anche la signora Laura Codruta Kovesi, può essere, come qualsiasi cittadino della Romania, investigato e verificato, perché a me, a molti di noi, sembrava che queste persone fossero al di sopra della legge. A me e a molti di noi sembrava che queste persone fossero al di sopra della legge e credo che da questo punto di vista, una prima questione si è chiarita. Tutti ora possono vedere che la Procura Generale ha questo potere in Romania. Questa mia autodenuncia è stata registrata e credo che adesso percorrerà la via legale”, ha dichiarato Sebastian Ghita, oggi, presso la Procura Generale.

Egli ha sottolineato come la sua azione non rappresenti un atto contro il capo procuratore della DNA, Laura Codruta Kovesi, “che tra l’altro non è l’oggetto della denuncia”.

Sono convinto che i procuratori prenderanno in considerazione le prove che presenterò e potranno scoprire la verità. Ciò che io cerco di fare non è contro Laura Codruta Kovesi e, tra l’altro, lei non è l’oggetto di questa denuncia. È qualcosa che ha a che fare con me. Per questa ragione, a chi ho visto trasformarsi da difensore della verità e della giustizia, in qualcuno che non vorrebbe mai scoprire nulla sul conto un inquirente della DNA, a lui ricordo lo stato di persona comune, come noi”, ha spiegato Ghita.

Alla domanda in merito alle dichiarazioni degli ufficiali del Ministero dell’Istruzione, relative al fatto che i membri del CNADTCU non faranno alcuna notifica d’ufficio ma aspetteranno di essere consultati, Ghita ha precisato che “nel caso di Ponta” hanno agito d’ufficio.

“Per me è sorprendente come nel caso della signora Kovesi, un’istituzione che pretende di essere così importante e seria e corretta, tratti le cose in modo discriminatorio. Non è di mia competenza immischiarmi nella valutazione tecnica del lavoro della signora Kovesi, è compito di quelli del Ministero dell’Educazione. Aspetto però vedere se il signor ministro sarà così veemente anche quando sarà la volta della signora Kovesi. Capisco la paura di quella gente”, ha aggiunto Ghita.

Il Consiglio Nazionale di Certificazione dei Titoli, Diplomi e Certificati Universitari (CNATDCU) non ha ricevuto alcuna notifica relativa ad un possibile plagio nel caso della tesi di dottorato di Laura Codruta Kovesi, secondo il portavoce del Ministero dell’Istruzione.

“Per quanto riguarda i sospetti di plagio che possono esistere nel caso della signora Kovesi o nel caso di qualsiasi altra persona, la posizione del Ministero dell’Istruzione è molto chiara. I sospetti, da una parte, devono essere argomentati e devono essere presentate delle notifiche relative a questi sospetti. Abbiamo verificato oggi, non c’è stata alcuna notifica. In altre parole, parliamo di rumori nello spazio pubblico che finora non sono stati argomentati. (…) Chi ha sospetti riguardo un plagio deve fare una notifica accompagnata da argomenti”, ha dichiarato Mirabela Amarandei, il portavoce del Ministero dell’Istruzione.

 

Dossier penale nel caso dell’autodenuncia di Sebastian Ghita

Gli inquirenti della Procura Generale hanno aperto l’indagine penale in rem per istigazione a falso intellettuale, a seguito della denuncia di Sebastian Ghita e la prima persona interrogata è stato proprio il parlamentare.

Gli inquirenti portano avanti indagini per l’infrazione d’istigazione a falso intellettuale, sebbene per ora non ci siano imputati e la prima preoccupazione degli inquirenti siano i presunti fatti segnalati dal parlamentare. Questi ultimi hanno cominciato le indagini due giorni dopo la presentazione dell’autodenuncia, e la prima persona interrogata è stata proprio Sebastian Ghita.

“Oggi ho rilasciato una dichiarazione in qualità di testimone e nel prossimo futuro presenterò elementi di prova che potrebbero risolvere questa situazione. Saranno interrogate anche altre persone per certificare quanto detto da me. Ho nominato, certo, le persone cui mi sono riferito e che hanno partecipato insieme a me a quest’evento. (…) Non mi sento preso di mira (dalla dichiarazione di Klaus Iohannis – ndr), non capisco perché una questione giuridica sia trattata dalla signora Kovesi politicamente, visto che la signora Kovesi non è un politico. Ci siamo sempre messi in guardia “non fate riferimento alla giustizia”, ma lei si comporta ora come un politico, ho visto che lei e Iohannis hanno detto che si tratta di una questione attinente alla campagna politica. Non importa quanto affabile è la relazione tra Iohannis e Kovesi, Iohannis non le può assicurare un trattamento sopra la legge”, ha dichiarato il deputato Sebastian Ghita, all’uscita dalla Procura Generale.

 

Le accuse di Sebastian Ghita

L‘esistenza di un possibile plagio nella tesi di dottorato del capo della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA), Laura Codruta Kovesi, è l’argomento che ha scatenato una tempesta nello spazio pubblico quando il deputato Sebastian Ghita ha presentato, martedì, presso la Procura Generale, un’autodenuncia in cui sostiene appunto, insieme a più dignitari dello stato romeno, di aver partecipato alla falsificazione del rapporto tecnico di perizia nel caso della tesi di dottorato del capo procuratore Kovesi.

“Ho deciso di venire dalla procura Generale e fare una cosa che mi preme e credo che sia il motivo per cui mi è accaduto tutto questo negli ultimi due anni. Sono venuto a fare un’autodenuncia che riguarda il modo in cui io e più dignitari dello stato romeno abbiamo partecipato alla falsificazione del rapporto tecnico di perizia sulla tesi di dottorato di Laura Codruta Kovesi”, ha dichiarato martedì il deputato Sebastian Ghita, all’ingresso nella Procura Generale.

Il parlamentare sostiene che il capo procuratore della DNA fosse consapevole dell’accaduto.

“Nel momento in cui si è emesso plagio della tesi di dottorato di Laura Codruta Kovesi, per proteggerla in quel momento, poiché credevamo tutti di fare un bene per la Romania, abbiamo preso la decisione che quel rapporto, in base al quale il consiglio del ministero ha deciso che la tesi non è un plagio, bisognava cambiarlo, falsificarlo. Più dignitari dello stato romeno insieme a me. “Lei (Laura Codruta Kovesi – ndr) era consapevole di ciò che avevamo fatto (…) Quella commissione non ha fatto niente e quel rapporto dice che la tesi di Laura Codruta Kovesi non è un plagio e io posso dire che quella commissione non si è mai riunita, e il rapporto è stato scritto nel Governo della Romania”, ha aggiunto Sebastian Ghita.

La Direzione giuridica del Ministero dell’Istruzione ha approvato, nell’ottobre del 2012, la decisione del Consiglio Nazionale di Etica (CNE) secondo cui Laura Codruta Kovesi non ha commesso plagio nella tesi di dottorato.

“Ho pubblicato prima di essere procuratore generale sotto il nome di Lascu perché non ero sposata. Tutti gli articoli che ho pubblicato in questo settore di attività (la lotta contro il crimine organizzato – ndr) e che compaiono nella tesi di dottorato sono stati pubblicati nella rivista Dreptul, che non è su internet proprio per proteggere i diritti d’autore. Gran parte dei paragrafi, di cui si sostiene che sarebbe stati copiati da articoli altrui, scritti tra il 2008-2009, sono paragrafi che io ho pubblicato fin dall’anno 2002. Le persone dalle quali si dice che ho copiato hanno citato me nei loro libri, hanno citato questi articoli comparsi in precedenza”, ha dichiarato allora Kovesi.

Le prove prese in discussione dagli esperti CNE hanno dimostrato che i paragrafi incriminati come elementi di plagio, comparsi in libri del 2008, sono stati pubblicati da Codruta Kovesi sei anni prima, nella rivista di specialità Dreptul. In seguito, Kovesi avrebbe ripreso i rispettivi paragrafi nel suo lavoro di dottorato.

Il 18 maggio 2012, il Gruppo d’Investigazioni Politiche (GIP), condotto da Mugur Ciuvica, ha sostenuto che il lavoro di dottorato del procuratore generale Codruta Kovesi è un plagio.

Kovesi ha cominciato la sua tesi di dottorato nel 2004, ed è stata nominata procuratore generale della Romania alla fine del settembre 2006.

 

Kovesi: Non ho plagiato

pag-5-kovesi

In replica alle accuse e all’azione presso la Procura Generale, da parte del deputato PSD Sebastian Ghita, Laura Codruta kovesi ha sostenuto che Sebastian Ghita, imputato in molti casi di corruzione, non attacca lei o l’istituzione che lo ha indagato per la prima volta.

“Nella situazione in cui è presentata una notifica di qualsiasi genere (denuncia, autodenuncia, reclamo), è obbligo degli inquirenti verificare e chiarire, in conformità alle disposizioni legali, tutti gli aspetti denunciati e decidere le misure legali. In riferimento alla tesi di dottorato “La lotta contro il crimine organizzato tramite disposizioni di diritto penale”, voglio precisare che questa è un lavoro che mi appartiene interamente e che non ho plagiato”.

 

Iohannis: Non ho parlato con Kovesi, non ho l’abitudine di chiamare la gente a rapporto

Giovedì scorso anche il Presidente Iohannis ha reagito a questo scandalo. Alla domanda dai giornalisti se avesse parlato con Kovesi dopo l’autodenuncia di Ghita, per aver partecipato alla falsificazione del Rapporto sul plagio nel caso della tesi del capo della DNA, Iohannis ha risposto:

“Non ho ancora parlato con la signora Kovesi. Se lei vorrà presentarmi il suo punto di vista, sono aperto a qualsiasi discussione. Non ho l’abitudine di chiamare la gente a rapporto. Questo appartiene ad un altro periodo. Io lavoro in modo istituzionale, con le istituzioni dello stato. Quando hanno un problema si preannunciano da me e abbiamo una discussione che, di solito, chiarifica e risolve la situazione”, ha dichiarato il presidente.

NO COMMENTS