Klaus Iohannis diventa Presidente-Giocatore: “Dacian Ciolos dovrebbe restare premier politico”

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Giovedì, il presidente Klaus Iohannis ha annunciato che il futuro governo sarà politico e che non nominerà un tecnocrate alla direzione del governo.

Iohannis ha dichiarato di credere che Dacian Ciolos farebbe meglio a portare avanti i progetti, ma in questo caso dovrebbe dichiarare almeno “una simpatia o adesione o preferenza” per il partito con cui potrebbe collaborare in futuro, dopo le elezioni parlamentari.

Alla domanda se abbia preso in considerazione l’avvicinamento di Dacian Ciolos al PNL, il presidente Klaus Iohannis ha affermato che la risposta spetta premier stesso. “È una domanda cui Ciolos credo dovrà rispondere nel prossimo futuro. Molti si chiedono se Dacian Ciolos resterà un premier indipendente per ritirarsi dopo, o se vorrà portare a termine certi progetti, e ammetto che personalmente credo farebbe meglio a continuare i progetti cominciati, ma in questo caso dovrebbe dichiarare almeno una simpatia, adesione o una preferenza per il partito con cui potrebbe collaborare in futuro, certo, dopo le elezioni parlamentari”, ha dichiarato il presidente alla riunione del Gruppo del Partito Popolare Europeo che ha avuto luogo a Bucarest.

Iohannis ha affermato inoltre che se il premier deciderà di entrare in campagna elettorale, dovrebbe dirglielo e se ne dovrebbe discutere.

“Io credo che il signor Ciolos prenderà in considerazione di comunicarmi la sua decisione, se vorrà entrare in qualche modo in questa campagna elettorale, e verrà a discuterne”.

Il capo dello stato ha insistito sul fatto che “Dacian Ciolos potrebbe continuare perfettamente a portare avanti i progetti importanti se, ora che l’equazione è ancora incerta, dichiarerà le sue intenzioni per il futuro. “Prima o poi dovrà dichiarare anche con chi vuole continuare a mettere in pratica questi progetti”, ha sottolineato.

Klaus Iohannis ha riaffermato che dopo le elezioni parlamentari non nominerà persone politicamente indipendenti per la carica di premier della Romania. “Dopo le elezioni avremo un governo politico, questo significa che tutti rappresenteranno un partito. Così funziona la democrazia”, ha affermato il capo dello stato.

Alla domanda se si profilerà una maggioranza che proporrà Ciolos come premier, il presidente ha risposto: “Allora probabilmente la mia posizione dovrà essere quella che ho avuto anche nel 2009”.

 

Il PNL si trova in una situazione molto complicata

Il presidente Klaus Iohannis ha dichiarato giovedì che, a seguito dell’accusa ai danni di Vasile Blaga, il PNL si trova in una “situazione molto complicata”, ed ha espresso la speranza che i liberali troveranno una soluzione per trasformare questa crisi in un’opportunità.

“La situazione di Vasile Blaga è una sorpresa molto sgradevole, che ha portato il PNL in una situazione complicata. D’altra parte, è degno di nota che nello stesso giorno in cui è stato accusato, Vasile Blaga si sia ritirato dalla direzione del partito, mostrando un atteggiamento politico corretto, che purtroppo non si verifica in tutti i partiti romeni”, ha dichiarato Iohannis.

La DNA ha annunciato, mercoledì, di aver cominciato l’indagine penale per il leader PNL, Vasile Blaga, per traffico d’influenza, inchiesta in cui sono indagati penalmente anche l’ex sindaco di Piatra Neamt, Gheorghe Stefan, e l’imprenditore Horatiu Bruno Berdila. Secondo gli inquirenti, nel periodo 2011-2012 Blaga avrebbe ricevuto tre volte, tramite un intermediario, la somma complessiva di 200.000 euro e 500.000 euro dall’ex sindaco.

 

Ho parlato con Vasile Blaga al telefono, prima che andasse alla DNA

Il presidente Klaus Iohannis ha dichiarato, giovedì, di aver parlato al telefono con l’ex copresidente del Partito Nazional Liberale (PNL) Vasile Blaga, prima che andasse alla DNA di Ploiesti. Iohannis ha precisato che è stato Vasile Blaga stesso a contattarlo.

“Ho parlato al telefono con lui prima che andasse alla DNA di Ploiesti. Mi ha chiamato e mi ha detto che ci sarebbe andato”, ha dichiarato il presidente Iohannis.

Il presidente Klaus Iohannis ha partecipato giovedì alla riunione d’Ufficio del Gruppo del Partito Nazional Popolare Europeo (PPE), che ha avuto luogo presso l’Athenee Palace Hilton, sala “Le Diplomate”. È anche il primo incontro con i leader del PNL dopo le dimissioni di Blaga.

Iohannis si è seduto accanto a Catalin Predoiu, con cui ha discusso durante i dibattiti. Anche il capo dello stato ha sostenuto un discorso sul desiderio della Romania di far parte del nucleo europeo e rispetto alle provocazione delle nuove generazioni di leader politici nel mantenere e coltivare l’attaccamento dei cittadini al progetto europeo.

 

Ondata di reazioni sulla scena politica dopo le dichiarazioni di Iohannis sul futuro Premier

Le dichiarazioni del presidente Iohannis relative al futuro premier hanno scatenato un’ondata di reazioni sulla scena politica. Mentre il PNL, tramite la voce del copresidente Alina Gorghiu e del presidente della filiale Bucarest Cristian Busoi, ha accolto l’idea del presidente che Ciolos resti premier dopo le elezioni, il Partito Social Democratico (PSD) e l’Alleanza dei Liberali e Democratici (ALDE) accusano Iohannis di favoritismo politico in campagna elettorale, con mancanza di riguardo per la Costituzione.

 

Alina Gorghiu: PNL, Iohannis e Ciolos vogliono il bene della Romania

In una nota su Facebook, il copresidente PNL, Alina Gorghiu, traccia una linea chiara tra i due gruppi: PSD, ALDE e PMP e i satelliti vs PNL, Iohannis e Ciolos.

“Tutti coloro che hanno condotto la Romania negli ultimi anni sono adesso insieme, nello stesso cartello, per mettere di nuovo le mani sullo stato romeno. Tutti hanno le stesse ossessioni e gli stessi avversari: i romeni che escono in strada, gli americani e l’UE, la giustizia che non risponde agli ordini, il Premier e i governanti che non alimentano le loro mafie, il Presidente che fa il suo dovere. Non abbiamo il diritto di lasciare che Liviu Dragnea, Victor Ponta, Traian Basescu, Calin Popescu Tariceanu, Gabriel Oprea  ritornino alla guida della Romania. Ci sono loro da una parte, PSD, ALDE, PMP con i loro stridi nazionalisti, religiosi e l’arretratezza socio-economica e, d’altra parte, noi, quelli del PNL, il Presidente della Romania, il Primo ministro e chiunque voglia il bene della Romania”, scrive Alina Gorghiu su Facebook.

Gorghiu afferma che il PNL attraversa un momento difficile, ma fa un appello ai membri e simpatizzanti per lottare come hanno fatto finora e serrare i ranghi, “com’è accaduto anche nel novembre del 2014”, per vincere le elezioni.

“Il Partito Nazional Liberale ha il potere di recuperare la differenza createsi dopo elezioni locali nei confronti del PSD, perché facciamo ciò che si deve in politica. A volte, eventi meno fortunati mostrano il carattere di un partito e dei suoi uomini. Abbiamo dimostrato che siamo un partito con carattere e che rispetta l’integrità. Ci siamo assunti apertamente la riforma politica e sono fiera di avere colleghi come quelli del PNL che, per me, sono tutti liberali, a prescindere dalla loro anzianità. Solo insieme e uniti riusciremo a restare dalla parte buona della classe politica. Solo insieme e uniti potremo andare avanti sulla via delle riforme. Solo insieme e uniti vinceremo le elezioni a dicembre”, scrive Alina Gorghiu su Facebook.

 

Il leader PSD: Oggi il presidente Iohannis ha affermato che per lui le elezioni dell’11 dicembre non contano

“Il presidente Iohannis oggi ci ha detto che, per lui, non conta il risultato delle elezioni dell’11 dicembre. Dalla sua dichiarazione risulta che non conta come voteranno i romeni, ma solo con quale partito Dacian Ciolos vorrà formare il futuro governo. Vale a dire, ciò che decide il suo amico è più importante di ciò che decideranno 18 milioni di romeni.

Rammento al signor presidente ciò che scrive nella Costituzione della Romania, quando ha giurato con la mano sulla Bibbia che la rispetterà: “La sovranità appartiene al popolo romeno, che la esercita tramite i suoi organi rappresentativi, costituiti a seguito di elezioni libere. Alcun gruppo e alcuna persona può esercitare la sovranità in nome proprio”.

Quindi, chiedo al Presidente Iohannis di rispettare la Legge fondamentale dello stato romeno e di astenersi dall’implicarsi nella competizione elettorale tra i partiti politici. Il futuro governo sarà costituito come decideranno i cittadini tramite voto. L’esperimento “il mio Governo” è fallito. I romeni decidono, tramite voto, chi condurrà questo paese e creare un futuro migliore, ha scritto su Facebook il leader del Partito Social Democratico, Liviu Dragnea.

 

Dragnea: Ciolos è in una campagna elettorale camuffata manifesta, che si dimetta se vuole un partito

Il presidente PSD, Liviu Dragnea, accusa il primo ministro Dacian Ciolos di trovarsi “in una campagna elettorale camuffata manifesta” e gli fa notare che se intende iscriversi in un partito in vista delle elezioni parlamentari deve dimettersi dal Governo.

“Sembra che da un bel po’ il signor Ciolos sia in una campagna elettorale camuffata. Potrebbe darsi che in determinate situazioni sia una campagna elettorale con soldi pubblici, ma è una campagna elettorale manifesta. Se vuole, lui o un membro del Governo, iscriversi in un partito politico, deve dimettersi dal governo”, ha dichiarato Liviu Dragnea.

Quest’ultimo ha fatto notare al primo ministro che dovrà dimettersi se si iscriverà in un partito, precisando che questa cosa lo trasformerebbe in un bugiardo.

“Se Ciolos, se il signor Ciolos vuole iscriversi in un partito politico, deve dimettersi. Se fa questa cosa è un bugiardo perché aveva detto al momento dell’investitura e prima dell’investitura in Parlamento, che non si sarebbe iscritto in nessun partito politico e non avrebbe partecipato alle elezioni”, ha sottolineato il leader PSD.

 

Tariceanu: Attacco diretto, brutale e immediato alla democrazia

Calin Popescu Tariceanu, copresidente ALDE, accusa il capo dello stato di manifestare disprezzo nei confronti della Costituzione e che dovrà sopportarne le conseguenze. Secondo la legge, se il presidente non rispetta la Costituzione, può essere soggetto a un tentativo di sospensione dalla carica.

“Venerdì scorso abbiamo proposto a nome dell’ALDE, ai partiti e al presidente della Romania, un accordo politico, tramite cui ciascuno dovrebbe obbligarsi a rispettare il verdetto delle urne dell’11 dicembre. Ho fatto riferimento diretto al fatto che il presidente della Romania ha l’obbligo costituzionale di nominare come candidato alla carica di primo ministro la persona scelta dal partito maggioritario o dalla coalizione maggioritaria formata nel futuro Parlamento. Il presidente Iohannis ha considerato la mia proposta come “sfrontatezza politica”. Finora, ho evitato di dare una replica, perché non ho saputo se si trattava di una battuta infelice o di uno stato di nervosismo momentaneo del presidente. Oggi, dopo che il presidente ha dichiarato in riferimento al premier Ciolos: “Ammetto che personalmente farebbe meglio a continuare, ha cominciato dei progetti, ma allora bisogna che dichiari almeno una simpatia, adesione, o preferenza per il partito con cui potrebbe collaborare in futuro, dopo le elezioni parlamentari… Quando il signor Ciolos considererà di aver preso una decisione o vorrà entrare in qualche modo in questa campagna elettorale, saprà comunicarmelo”, ho capito che a prescindere da quello che voteranno i romeni l’11 dicembre, il presidente nominerà sempre il membro, per allora del PNL, Dacian Ciolos. Voglio sottolineare che la dichiarazione di oggi del presidente della Romania è un attacco diretto, brutale e immediato alla democrazia. È chiaro che il signor presidente fa parte di un piano occulto contro il popolo romeno e contro le libertà ottenute con la Rivoluzione. Faccio presente al signor presidente, con tutto il rispetto dovuto alla sua carica, che si assume una responsabilità difficile e le conseguenze che ne deriveranno, dal momento che, con totale disprezzo nei confronti della Costituzione, si è impegnato apertamente in una campagna elettorale partigiana”, precisa Tariceanu in un comunicato.

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La reazione di Ciolos all’invito rivolto da Iohannis a dichiarare simpatia o adesione ad un partito:

Non mi candiderò e non ho capito perché il presidente me l’abbia chiesto

Il premier Dacian Ciolos ha dichiarato, venerdì, a Slatina, in riferimento al suggerimento del presidente Klaus Iohannis d’implicarsi politicamente in vista delle elezioni parlamentari, che non si candiderà e che, da quanto aveva capito, il presidente non gli aveva neanche chiesto di farlo.

“Io non mi candiderò e ad ogni modo, da quello che aveva detto che il signor presidente, non ho capito mi avrebbe chiesto di candidare”, ha commentato seccamente Ciolos, di fronte ai giornalisti che gli chiedevano di precisare se resterà indipendente o se si candiderà, nel contesto in cui il presidente Klaus Iohannis lo aveva invitato ad esprimere la sua preferenza per un partito.

 

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