Com’è cambiata l’accoglienza

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Alessandro Busuioceanu, noto storico dell’arte romeno, che aveva pubblicato in Italia tra le due guerre alcune delle sue ricerche sull’arte rinascimentale, rifiutò di ritornare nella sua patria occupata dai sovietici e morì in Spagna. Sua figlia, Onica, rimasta in Romania, diventò poi una traduttrice di vecchi autori e offrì ai lettori romeni le opere di Dante, Guicciardini, Sachetti, Bellori, Aretino, Dolce, Pino, Lomazzo. Nel 1984 chiese asilo politico in Italia, sebbene dopo alcuni mesi si trasferì negli Stati Uniti, dove in pochi anni diventò “Senior Special Collections Cataloger” al Getty Center fot the History of Art and the Humanities di Los Angeles. Quei pochi mesi vissuti a Latina come richiedente asilo furono però molto difficili. Sebbene fosse un’intellettuale che aveva svolto un ruolo decisivo nella promozione della cultura italiana in Romania, come lo era stato anche suo padre ancora noto nei circoli accademici italiani, ella aveva preferito andare a Los Angeles che rimanere in un campo profughi a Latina, dove riusciva appena a sopravvivere come segretaria. Adesso in Italia vivono più di un milione di romeni in condizioni invidiabili da molti dei loro connazionali. La storia di Onica Busuioceanu ci ricorda che la situazione dei migranti è cambiata moltissimo in Europa in pochi anni. Una volta, anche se scappavi dal comunismo, eri guardato con molta cautela e molta diffidenza e pochissimi riuscivano a restare nel paese d’accoglienza. Oggi molti di più scappano dalla miseria e dalle guerre in Africa o in Asia e trovano ad accoglierli compassione e protezione molto più facilmente. Sono davvero cambiati gli occidentali? Il clima ideologico è certamente diverso dall’epoca seguente alla guerra fredda. Ma la lotta contro il razzismo non basta. Serve una politica multiculturale più realista, altrimenti sarà difficile gestire i nuovi conflitti. Bisogna avere anche il coraggio di rifiutare certe iniziative che sembrano benigne, ma nascondono un insidioso imperialismo culturale e religioso. Per esempio, una grande moschea a Bucarest sarebbe un`istituzione più a favore del governo turco che dei musulmani locali. Il politico non dev’essere un monaco preoccupato prima di tutto della carità. Purtroppo è molto difficile trovare oggi un politico realista che non sia né un populista del disprezzo, come Viktor Orban, né uno dalla compassione cieca come tanti leader della sinistra.

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