L’ex vicepremier Gabriel Oprea cede alla pressione pubblica e annuncia le dimissioni dal Senato

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Dopo una settimana molto tesa a causa del blocco del Senato alla richiesta DNA per iniziare il procedimento penale nel caso della morte del poliziotto Gigina, L’ex vicepremier Gabriel Oprea cede alla pressione pubblica e annuncia le dimissioni dal Senato

“Mi dispiace per i colleghi senatori che hanno votato contro un’ingiustizia e che ora sono calunniati e attaccati. Li ringrazio per la correttezza”

L’ex vicepremier e ministro degli interni, Gabriel Oprea, ha scritto sabato in un post sulla sua pagina di Facebook: “mi dispiace che i colleghi senatori che hanno votato contro un’ingiustizia e che ora sono calunniati e attaccati”. “Li ringrazio per la correttezza e sono convinto che una gran parte dei romeni ha capito che il loro voto è stato giusto. Il voto non è stato politico, non è stato contro la giustizia o a mio favore, ma semplicemente contro un’ingiustizia”, ha scritto Oprea.

L’annuncio dell’ex vicepremier è stato fatto prima della protesta programmata per le ore 18.00 in Piata Universitatii. Giovedi sera, circa 4.000 persone avevano protestato davanti al Senato contro il voto dato dai senatori il 19 settembre, quando la richiesta della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) per iniziare il procedimento penale nel caso della morte del poliziotto Bogdan Gigina era stata respinta dalla plenaria di questa Camera.

Nel suo post, Gabriel Oprea sostiene che “La giustizia non si fa in Parlamento, ma certamente non si fa in strada. Per coloro che credono che le informazioni presentate dalla stampa, a volte con le peggiori intenzioni, siano sufficienti per incriminarmi, voglio mettere in luce alcune verità incluse nel dossier.”

Gabriel Oprea pubblica su Facebook anche una lista con ciò che considera “le verità” di questo caso, “verità che neanche gli inquirenti e la stampa hanno svelato, verità che gli attori implicati nello scandalo degli ultimi giorni non vogliono sapere”:

  1. Non ho dato l’ordine di essere accompagnato da equipaggi della polizia stradale, quindi da un motociclista. Gli inquirenti dicono ci sia stata una decisione – decisione implicita – (?!), senza indicare in modo chiaro un fatto o una prova in questo senso.
  2. Non ho mai imposto una velocità di spostamento, e la velocità media con cui ci siamo spostati in quella sera è stata 59,41 km (stabilità tramite perizia). La velocità legale nella zona era 60 km/h.
  3. Nella zona dell’incidente la strada era libera, prima di noi era passata scorta del presidente.
  4. più testimoni hanno dichiarato che non tutte le motociclette del MAI erano in uno stato buono di funzionamento, con problemi al sistema di direzione, ABS, ai dischi dei freni e pneumatici usati, con il blocco della ruota ecc.
  5. La motocicletta implicata nell’incidente era stata riparata una settimana prima, e il collega di Bogdan Gigina, che utilizzava la stessa motocicletta, non era riuscito a farla partire durante il suo turno.
  6. Dopo l’incidente la motocicletta è stata portata alla Brigata della Polizia Stradale (!) – e non da un’istituzione non implicata – dove è stata poi esaminata da un esperta.
  7. L’ufficiale che guidava l’equipaggio di polizia ha detto a Bogdan, fin dalla partenza che, se avesse riscontrato problemi di spostamento a causa delle condizioni meteo, sarebbe stato meglio rinunciare al dispositivo. Allo stesso tempo, gli ha detto di ritirarsi se pensava di non potersi muovere ancora.
  8. L’incrocio successivo (quella di Eroilor) era già assicurato da un poliziotto che dirigeva il traffico, quindi non c’era alcun motivo di fretta per gli accompagnatori.
  9. Dalla documentazione di omologazione dei lavori risulta che questi dovevano essere effettuati in massimo 48 ore, a partire dalla data di 16/10/2015, termine che poteva essere prorongato di altre 48 ore. Cioè in totale 96 ore. I lavori sono stati effettuati nel periodo 16/10-21/10/2015, cioè in 120 ore!
  10. Il lavoro non è stato segnalato in modo adeguato (sono stati utilizzati indicatori stradali non riflettenti, collocati a distanze inferiori rispetto a quanto preveda la legge). Stranamente, gli indicatori utilizzati sul posto non sono stati sequestrati, quindi non è stato possibile fare una perizia successiva.
  11. Inizialmente, la macchina in cui mi trovavo si è fermata sul posto dell’incidente. Tuttavia, poiché il poliziotto che si trovava nell’auto della Polizia Stradale ho detto all’autista di andare avanti, e non ho visto quello che era accaduto. Solo dopo sono stato informato dalla gravità dell’evento. Quando ho saputo dall’assistente che il motociclista aveva subito un incidente, l’ho chiesto perché il motociclista guidasse sotto la pioggia – aspetto confermato nelle dichiarazioni date presso la Procura dall’autista della macchina in cui mi trovavo.

“Questi sono solo alcuni dati che non so se la stampa ha rivelato o no. Certamente non saranno presi in considerazione da certi cosiddetti giornalisti che non sono preoccupati dalla verità e che lanciano solo menzogne, agendo e servendo vari interessi. È facile condannare qualcuno senza sapere di cosa si tratta o con l’evidente intento di manipolare. Perché, alla fine, chi ha bisogno della verità quando la menzogna serve così bene allo scopo?”, ha scritto l’ex vicepremier su Facebook.

 

“Mi dimetto dal senato della Romania!”

Venerdì, sotto la pressione dell’opinione pubblica e a seguito delle proteste di strada che hanno avuto luogo negli ultimi giorni (dopo il voto negativo del Senato alla richiesta della Direzione Nazionale Anticorruzione per avviare il procedimento penale per la morte del poliziotto Gigina), Oprea aveva annunciato le sue dimissioni dal Senato della Romania. Sempre venerdì, anche il presidente Klaus Iohannis ha chiesto le sue dimissioni. Quindi, venerdì mattina, Oprea ha presentato una richiesta affinché il voto fosse ripreso, ma ha “capito che ci sono opinioni giuridiche divergenti sulla possibilità” che questo accada e vuole la verità su quell’incidente, “come la famiglia Gigina”.

“Non mi nascondo dietro alcuna immunità e, come la famiglia Gigina, voglio la verità su quell’incidente. Capisco che ci sono opinioni giuridiche divergenti sulla possibilità che il voto sia ripreso. Quindi, affinché non ci sia alcun dubbio, vi annuncio che mi dimetto dal Senato della Romania. La procedura, secondo il Regolamento, avrà luogo la settimana prossima”, ha scritto Oprea su Facebook.

 

Tariceanu: Saluto il suo gesto!

Il co-presidente dell’Alleanza dei Liberali e Democratici (ALDE), Calin Popescu Tariceanu, ha salutato venerdì le dimissioni di Gabriel Oprea, affermando che, in questo contesto, la richiesta relativa alla ripresa del voto nel caso di Oprea non ha più senso.

Tuttavia, le dimissioni del senatore Gabriel Oprea non sono state registrate fino alla fine del programma di lavoro del Senato, venerdì, ha precisato il portavoce del presidente del Senato, Andrei Alexandru, per News.ro.

Quando Oprea perderà la qualità di parlamentare, una nuova richiesta per revocare la sua immunità dovrà essere inviata dalla DNA al presidente della Romania, conformemente alla Legge della responsabilità ministeriale.

Il presidente Klaus Iohannis ha dichiarato venerdì che le dimissioni di Oprea sarebbero una soluzione per alleggerire la situazione.

Una nuova richiesta di revoca d’immunità si può fare solo se compaiono nuove prove nel dossier. In questo caso, la DNA invierà una nuova richiesta per ottenere l’approvazione affinché Oprea possa essere indagato, non al parlamento, ma al presidente della Romania. Gli ex ministri, anche se non sono più parlamentari, godono di immunità per fatti commessi durante l’esercizio dell’ufficio. Secondo l’articolo 109, comma 2 della Costituzione, “Solo la Camera dei Deputati, il Senato e il Presidente della Romania hanno il diritto di chiedere l’indagine penale per i membri del Governo per fatti commessi nell’esercizio del loro ufficio. Se l’indagine penale è stata chiesta, il Presidente della Romania può disporre la loro sospensione dalla carica. L’invio in giudizio di un membro del Governo comporta la sua sospensione dalla carica. La competenza di giudizio spetta all’Alta Corte di Cassazione e Giustizia. “Un caso simile ha avuto luogo nel 2008. Il Parlamento ha respinto la richiesta di indagine penale nell’agosto del 2008, nel caso di Miron Mitrea. Quest’ultimo si è dimesso all’inizio di settembre, con la motivazione che desiderava vedere il suo dossier arrivare in tribunale. Una nuova richiesta è stata approvata dal presidente.

 

Il presidente  Iohannis: Non sono convinto che il voto possa essere ripreso, ma può dimettersi

Il presidente Klaus Iohannis venerdì si è dichiarato rivoltato dal voto di lunedì del Senato relativo alla richiesta della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) per l’approvazione dell’indagine penale a carico di Gabriel Oprea. Il capo dello stato non è convinto che si possa riprendere il voto in Senato e ritiene che la soluzione siano le dimissioni di Oprea.

“A mio parere, in Parlamento non si deve votare la colpevolezza o l’innocenza. Questo si stabilisce in tribunale. La situazione cui si è arrivato ora nel caso del senatore Oprea è una situazione che non può essere alleggerita e risolta facilmente. Non sono convinto che ci sia la possibilità procedurale che il voto sia ripreso in Senato, ma c’è la possibilità che la persona in causa si dimetta. Sono stato impressionato dal numero di persone uscite a protestare. La gente è rivoltata giustamente. Come si permettono i parlamentari di proteggere qualcuno?”, ha dichiarato Iohannis.

Il presidente ha affermato di essere molto preoccupato dal numero delle persone uscite a protestare nel caso di Oprea.

“Giustamente la gente è rivoltata. Come si permettono i parlamentari di proteggere qualcuno tramite un voto? La persona è innocente, la sua innocenza sarà stabilita dal tribunale. Le cose sono arrivate dove non sarebbero dovute arrivare. Sono molto triste, addolorato che il Senato, dopo tante e tante discussioni su quest’argomento, non abbia capito di cosa si tratti. I senatori continuano a votare su ordine del partito di cui fanno parte senza tener conto dal bisogno di trasparenza e apertura, e anche in Senato c’è tanta gente che ha un discorso apertamente anti giustizia; è oltraggioso e credo che, una volta per tutte l’elettore debba capire che dipende da lui.

L’elettore può risolvere questo problema. Ci sono partiti che hanno capito questo bisogno di riforme e altri che non vogliono capire che la via della Romania è verso lo stato di diritto e trasparenza. Se l’elettore vuole partecipare a questo processo di rinnovamento, allora tutto ciò che deve fare è votare partiti che non mettano sulla loro lista politici indagati, con il rischio di scontenti popolari importanti”, ha dichiarato il capo dello stato venerdì, mentre si trovava nella contea di Arges per le manifestazioni in occasione del centenario dell’entrata della Romania nella Prima Guerra Mondiale.

 

24 de senatori PSD, ALDE, PRU ed ex UNPR hanno salvato Oprea nella plenaria del 19 settembre

L’ex vicepremier non può essere indagato penalmente per omicidio colposo nel caso della morte del poliziotto Bogdan Gigina, ha deciso lunedì 19 settembre la plenaria del Senato. Gabriel Oprea, dopo essere sfuggito con l’aiuto del Senato all’indagine penale, ha dichiarato che il poliziotto era stato avvertito dal suo padrino di non andare in quella sera, lasciando intendere che “se fosse stato professionista” Gigina avrebbe rifiutato la missione.

La decisione è stata presa dal Senato con 73 voti “contrari” alla richiesta della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) e solo 45 voti “a favore”, 6 voti annullati. Il voto è stato segreto, con le palline, in conformità con il regolamento.

I senatori di PSD, ALDE, PRU ed ex UNPR hanno votato contro la richiesta per l’indagine penale formulata dalla DNA a carico di Gabriel Oprea, per l’omicidio colposo del poliziotto Bogdan Gigina, tra cui Calin Popescu Tariceanu, Ioan Chelaru e Ilie Nastase, secondo Mediafax.

La fonte citata ha identificato 24 senatori di PSD, ALDE, PRU ed ex UNPR che hanno votato lunedì contro la richiesta della DNA per l’indagine penale sull’ex ministro degli interni e vicepremier, Gabriel Oprea.

Gabriel Oprea aveva chiesto ai senatori di votare contro la richiesta della DNA relativa all’indagine penale a suo carico per omicidio colposo, sostenendo che, dai sedile posteriore della macchina, non poteva essere colpevole della morte del poliziotto Bogdan Gigina.

Prima del voto decisivo della plenaria del Senato, Oprea ha riaffermato che non è stato lui a stabilire il percorso, la velocità e le condizioni di spostamento nella sera della tragedia, e che i responsabili sono gli uomini della polizia stradale.

Il blocco del Senato alla richiesta DNA ha scatenato per tutta la settimana scorsa un’ondata di reazioni critiche nello spazio pubblico, con posizioni espresse anche dai leader PNL, che hanno chiesto la ripresa del voto, dal capo della DNA Laura Codruta Kovesi, secondo cui “il Senato Blocca il corso della Giustizia”, e perfino da parte degli Ambasciatori USA e della Gran Bretagna, il cui principale messaggio è stato che “la giustizia in una democrazia è uguale per tutti”. Inoltre, l’Unione Nazionale dei Giudici della Romania (UNJR) ha condannato il modo in cui il Senato e la DNA hanno comunicato rispetto alla richiesta d’avvio della procedura penale nei confronti di Gabriel Oprea, per l’omicidio colposo del poliziotto Gigina, “dando l’impressione che la giustizia sia fatta dai parlamentari, dagli inquirenti e non dai giudici”.

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