I leader PSD si sono riuniti in un resort esclusivo sul Delta per decidere dei temi scottanti nell’agenda del partito: La situazione di Ponta e la strategia elettorale hanno dominato l’agenda delle discussioni

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I socialdemocratici si sono ritirati alla fine della settimana scorsa in un complesso di lusso sul Delta del Danubio per prendere decisioni sui temi scottanti relativi alla campagna elettorale.

Ufficialmente, nella Sala di Conferenze del Resort Puflene di Murighiol, i leader centrali e locali del PSD hanno avuto in agenda problemi legati all’organizzazione della campagna elettorale, al programma di governo e alle liste di candidati che il partito proporrà per l’11 dicembre.

Un punto importante nell’agenda del Consiglio Esecutivo Nazionale (CexN) è stata tuttavia la discussione sulla candidatura di Victor Ponta, per la quale è necessaria una deroga dal Codice di condotta del PSD, affinché questi possa entrare nella corsa elettorale. Secondo il Codice d’integrità, non possono beneficiare del sostegno politico del partito, per occupare cariche politiche o amministrative elette o nominate le persone che “si trovano in arresto preventivo, arresto domiciliare, controllo giudiziario per qualsiasi tipo di reato”. Ora, l’ex premier si trova ancora sotto controllo giudiziario, dopo che l’Alta Corte di Cassazione e Giustizia, il 10 dicembre, ha ammesso solo parzialmente le richieste di Victor Ponta (può lasciare il paese e può fare dichiarazioni nel caso, ma sono stati mantenuti gli altri obblighi e divieti).

Non ultimo, durante la seduta del Consiglio esecutivo Nazionale (CexN) di Murighiol è stato affrontato anche il tema del voto del Senato nel caso di Gabriel Oprea, nelle condizioni in cui Liviu Dragnea si è mostrato piuttosto disturbato dal pregiudizio di immagine prodotto al partito dal voto di lunedì sera.

Inoltre, un giorno prima della riunione, riferendosi al caso di Gabriel Oprea, il presidente del PSD scriveva sulla sua pagina di Facebook: “Ho sostenuto e sostengo la lotta contro la corruzione!”.

Dragnea: Che sia chiaro per tutti, alle elezioni parlamentari Oprea non sarà sulla lista PSD

Mercoledì sera, sullo sfondo delle sempre più intense reazioni popolari, che condannava il voto di lunedì del Senato, Dragnea è ritornato con un post sulla sua pagina di facebook, in cui ripeteva di sostenere la lotta contro la corruzione, precisando anche che l’ex leader UNPR Gabriel Oprea non sarà sulla lista del PSD per le parlamentari.

“1. Ho sostenuto e sostengo la lotta contro la corruzione! 2. Che sia chiaro per tutti: alle elezioni dell’11 dicembre, Gabriel Oprea NONsarà sulle liste PSD!”, ha scritto Dragnea su Facebook.

Inoltre, il presidente del PSD aveva affermato martedì che avrebbe votato a favore della richiesta DNA per l’indagine penale di Gabriel Oprea, se fosse stato in Senato, perché ritiene che “tutti debbano beneficiare della mancanza dell’immunità”.

“Io avrei votato a favore della richiesta della DNA, ma non ho la capacità di giudicare, io non mi permetto di giudicare. Trattengo il desiderio di criticare o giudicare perché quelle persone hanno tuttavia un voto alle spalle. Io, se fossi stato in Senato, avrei votato “a favore” perché credo che tutti debbano beneficiare della mancanza di immunità. Si tratta del modo in cui si fanno le cose con giustizia, si tratta di qualcos’altro, e tutti dobbiamo essere uguali. Io non ho beneficiato di immunità e non voglio beneficiarne”, ha dichiarato Dragnea.

Quest’ultimo ha riaffermato di essere favorevole della mancanza di immunità, anche nel caso del presidente del paese.

 

Gabriela Firea, vicepresidente PSD: Il più adatto per la carica di primo ministro sarebbe Liviu Dragnea

Il vicepresidente del PSD, Gabriela Firea, ha dichiarato prima della riunione del Consiglio Esecutivo Nazionale di Murighiol che la persona più adatta per la carica di primo ministro dopo le elezioni parlamentari sarebbe il leader PSD, Liviu Dragnea.

“La persona più adatta per questa carica importante, di primo ministro, è il presidente del PSD, il signor Liviu Dragnea- è il mio punto di vista, non ho avuto ancora un dibattito in un foro superiore del partito su questo tema, ma credo di potermi permettere anch’io un opinione”, ha dichiarato Firea, dopo che recentemente anche il presidente della Camera dei Deputato, Florin Iordache, ha avuto una posizione simile.

Per quanto riguarda la futura coalizione del governo, Firea ha dichiarato di desiderare che PSD faccia la maggioranza insieme ad ALDE e UDMR. “In altre parole, dal mio punto di vista i romeni hanno visto che siamo gente seria, che facciamo cose serie, stabili e buone, corrette e il governo con il voto dei romeni sarà PSD-ALDE e se l’UDMR desidererà unirsi a noi, discuteremo certamente in questo senso. Non sarebbe male dal mio punto di vista mostrare quest’apertura”, ha dichiarato il sindaco generale della Capitale.

Liviu Dragnea ha evitato finora ogni chiarimento, se voglia o no la carica di primo ministro, nell’eventualità in cui il PSD andasse al governo dopo le elezioni parlamentari di quest’inverno. Il leader PSD è stato condannato definitivamente a due anni di carcere con sospensione, per aver frodato il referendum del 2012, sostenuto per allontanare Traian Basescu dalla carica di presidente della Romania.

 

La direzione del PSD ha discusso l’argomento “Dragnea premier”. Dragnea: Solo dopo le elezioni parleremo di nomi

Il leader del PSD, Liviu Dragnea, ha dichiarato giovedì che nel Consiglio Esecutivo del PSD si è discusso “anche” l’argomento “Dragnea premier”, ampliando la discussioni “ai possibili membri del Governo”,  ma ha sostenuto che solo dopo l’11 dicembre, se il partito vincerà le elezioni, i socialdemocratici pronunceranno un nome.

“Non ho parlato con nessuno di alcuna carica nel Governo, ma proprio con nessuno. Non ho detto a nessuno che lo vedo ministro o segretario di stato. Assolutamente a nessuno. Due: fino alle elezioni non neanche parleremo della carica di primo ministro, perché m’interessa che la discussione e i dibattiti di questo periodo fino all’11 dicembre siano incentrati su quello che vogliamo fare per i romeni, non sulle persone. E non cedo”, ha dichiarato Liviu Dragnea.

 

“Victor Ponta candida sulle liste PSD, non c’è stato bisogno di votare”

Il presidente PSD, Liviu Dragnea, ha dichiarato giovedì che Victor Ponta si candiderà nelle liste PSD, anche se si trova sotto controllo giudiziario e il codice di etica del partito vieta questa cosa, e che la decisione è stata presa all’interno del CexN dopo discussioni, senza bisogno di votare.

”Victor Ponta candida sulle liste del PSD”, ha dichiarato Liviu Dragnea alla fine della riunione del Consiglio Esecutivo Nazionale. Alla domanda se la decisione sia stata presa tramite voto, Dragnea ha risposto: “Non ce n’era bisogno. Si è discusso, non c’era bisogno di alzare le mani”.

Dragnea ha sostenuto anche che “ci siano tutte le possibilità” che si candidi. “Se l’organizzazione di Teleorman mi propone, ci penso seriamente ad approvarmi”, ha dichiarato, precisando che non candiderà per il Senato, “soprattutto dopo il voto dei giorni scorsi”.

Dragnea ha già delineato il calendario per la presentazione delle liste di candidature per i leader delle organizzazioni regionali: fino alla fine della prossima settimana metà delle contee, “in ordine alfabetico”, dovranno portare le liste al centro, mentre il resto presenterà i candidati nella settimana successiva. “Se non verranno fino alla fine del prossimo mese, per me sarà un segnale per farle da solo. Ad ogni modo, credo verrano tutti”, ha precisato Dragnea, aggiungendo che non c’è alcun divieto per i presidenti di CJ o per i sindaci a candidarsi alle parlamentari.

 

Avverimento di Ponta: “Abbiamo traditori nel PSD, sediamo con loro al tavolo!”

L’ex premier Victor Ponta si è lamentato giovedì, durante una riunione del PSD a porte chiuse, che non sa più di chi fidarsi nel partito perché ci sono “traditori”.

Fonti ai vertici del PSD hanno raccontato che i leader del partito hanno avuto una discussione accesa, durante il Consiglio Esecutivo Nazionale che ha avuto luogo a Murighiol, sui “traditori del partito”. L’argomento è stato aperto da Victor Ponta.

Quest’ultimo avrebbe detto ai socialdemocratici che ci sono persone nel PSD che spiano per la DNA. “Abbiamo dei traditori nel PSD, sediamo con loro al tavolo”, sarebbe stato il messaggio dell’ex premier relativo alle ultime inchieste della DNA.

Secondo alcuni socialdemocratici, Victor Ponta avrebbe fatto riferimento alla sua collega di partito, Ana Birchall, in merito al caso “Tony Blair”.

Dopo la dichiarazione di Victor Ponta, in una trasmissione tv di Antena 3, che Tony Blair sarebbe invitato in Romania su iniziativa di Ana Birchall, la deputata PSD ha reagito con un post sulla sua pagina di socializzazione.

Contattata dalla redazione CDNews.ro, Ana Birchall ha affermato che non ha alcuna qualità nel caso “Tony Blair” e che il suo messaggio è lo stesso pubblicato al momento dei fatti.

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