A “Babele e Sfinxul” si arriva con una funivia realizzata da un’impresa di Milano

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Chi sceglie la funivia per spostarsi all’altopiano dei Bucegi – dove si trovano alcune delle più belle attrazioni turistiche, le Babele e la Sfinge, rimane incantato dal paesaggio ed è forse meno attento ai dettagli dell’impianto a cavo. A prestare attenzione, al punto di partenza della stazione Pestera, quanto anche all’interno della funivia, si rimarrà sorpresi dalla scoperta delle piastrelle con la scritta Ceretti Tanfano – Milano, l’impresa italiana che ha reso possibile la realizzazione della funivia di Busteni.

babele

Rispetto ai punti di attrazione più importanti dell’altopiano dei Bucegi – le Babele e la Sfinge – anche la funivia di Busteni può essere considerata un obiettivo di attrazione per i turisti che vengono a Valea Prahovei. Questa è stata inaugurata nell’agosto 1978 ed è considerata l’impianto a cavo più lungo del paese. L’impianto è stato realizzato su iniziativa del Ministero del Turismo di quel tempo, e gli studi di fattibilità e il progetto di esecuzione dell’impianto furono assegnati, nell’anno 1979, all’impresa Ceretti e Tanfani di Milano. Riconosciuti come esperti nella tecnologia delle costruzioni a cavo, i milanesi hanno elaborato i progetti tecnici, i dettagli di progettazione, i progetti degli impianti elettrici, ma anche quelli legati alla parte meccanica. I lavori sono cominciati nell’anno 1973 e sono stati realizzati nell’anno 1978. Il punto di partenza, Stazione Busteni, si trova a 980 metri d’altezza. Su un percorso di 4.351 metri e una differenza di livello di 1.235 metri, i cavi d’acciaio che sostengono la funivia, sono sostenuti a loro volta attraverso valli e precipizi da sei piloni ancorati in forti fondazioni di calcestruzzo. La loro struttura spaziale è formata da travi metalliche a griglia, che sostengono un sistema formato da rotaie e rulli di sostegno dei cavi. Il tratto fino alla Stazione Babele, situata a 2.172 metri, è percorso da due funivie con una capacità di 25 turisti ciascuna, con una velocità di circa 36 km all’ora, per 13 minuti, in su e giù per le montagne, tra Busteni e Babele. Allo stesso tempo, per realizzare l’accesso rapido verso Cheile Ialomitei, nell’anno 1982 è stata inaugurata anche la funivia Babele – Pestera. Quindi, su una distanza di 2.611 metri, ad una differenza di livello di 560 metri, la funivia con una capacità di 35 persone, è portata dal cavo sostenuto da tre piloni, per dieci minuti fino in prossimità della Pestera Ialomita.

sfinx

Ma chi viaggi con la funivia da Pestera fino all’altopiano dei Bucegi potrà dire di aver beneficiato sia di un’attrazione turistica che di una pagina di… storia. Perché, al di là del fatto che dalla finestra della funivia si possono ammirare paesaggi da sogno, uno più spettacolare dell’altro, da un secondo all’altro la funivia costituisce, in sé, un’attrazione turistica, nelle condizioni in cui sembra un vero pezzo da museo in movimento. La cabina ha un telefono con filo – che sembra da collezione anche se il cavo del ricettore è “rafforzato” con filo spinato – che può essere utilizzato in caso di emergenza, ma anche con un segnale d’allarme, come ce ne sono sui treni. Ma il personale che ci lavora assicura i turisti che “il volo” con la funivia può essere fatto in sicurezza, visto che gli impianti a cavo sono creati e montati con il sostegno di specialisti italiani, e il nome dell’impresa – Ceretti Tanfani – Milano – è visibile sugli indicatori all’interno della cabina e nella Stazione Pestera.

E la funivia fa ogni giorno, decine di corse andata e ritorno, visto che le Babele e la Sfinge – monumenti del Parco Naturale Busteni – attirano i turisti come un magnete. A prescindere dalla stagione, queste meraviglie hanno rappresentato, e rappresentano ancora, alcune delle destinazioni più ricercate per chi cerchi la tranquillità della montagna, aria pulita, paesaggi da sogno, posti dove senti di poter ricaricare le energie. Così, a prescindere dal modo in cui si arriva in cima, a piedi o con la funivia, prima sei accolto da Babele, nei pressi della capanna con lo stesso nome. Collocate su uno zoccolo, con le spalle incurvate, levigate dal vento, dalla pioggia e dalla neve, le formazioni di pietra assomigliano a delle donne gobbe, dando l’impressione che una mano premurosa abbia messo loro in testa, per proteggerle dal freddo, un… berretto! Solo che, un indicatore su due poli riporta il turista che le guarda con i piedi sulla terra: “Babele sono formazioni rocciose collocate nelle vicinanze delle creste Di Baba Mare, altitudine 2.292 m, nel massiccio Bucegi delle Alpi Transilvane, importante obiettivo turistico. Le Babele sono testimonianze dell’erosione eolica differenziata dei vari strati geologici in cui sono scolpite (conglomerati del cretaceo) e si trovano vicino alla capanna con lo stesso nome”.

Da lontano, il misterioso è la Sfinge dei Bucegi. Collocato a due passi da Babele, per vederlo bisogna scalare un po’ la montagna. Prima compare la sua “cresta” e piano piano appare sotto gli occhi in tutta la sua maestosità. E l’altezza, ma soprattutto la forma di questo monumento naturale, lasciano spazio alla fantasia e, all’improvviso, ti chiedi come sia possibile che una cosa del genere compaia in cima ad una montagna. Realizzato dallo stesso “materiale” delle Babele, anche la Sfinge nasce una serie di questioni legate alla sua apparizione lì, alla sua forma, al suo ruolo. Inoltre, non pochi considerano questo posto una sorta di grande riserva energetica, nelle condizioni in cui, stando immobili all’ombra della Sfinge, si dice che questo possa ripulire lo stress del ritmo quotidiano e le preoccupazioni, inducendo a una sensazione di pace, di tranquillità e liberazione. Così, trovatosi sull’altopiano dei Bucegi a 2.216 metri altitudine, la Sfinge – che misura 8 metri di altezza e 12 metri di larghezza – ha tessuto e tesse ancora leggende. Megalite antropomorfo, il nome Sfinge è dovuta alla sua somiglianza ad una testa umana, in particolare alla Sfinge egizia, mentre la sua formazione è dovuta all’erosione eolica, vale a dire, al vento. Formato da un grande blocco di pietra, dal punto di vista storico ma anche mistico, la Sfinge sarebbe la rappresentazione di una divinità suprema dei tempi antichi. Il suo aspetto umano è associato ad un’espressione di sovranità e forza, come emerge dal viso proporzionato, dalle labbra severe e dal mento volenteroso. Ancora, molti storici sono arrivati a formulare la teoria secondo la quale la Grande Sfinge di Giza, in Egitto, sarebbe una copia di quella dei Bucegi, in base a una serie di somiglianze più o meno a caso, come il fatto che la Sfinge dei Bucegi ha la stessa altezza di quella egizia. Ma la sua somiglianza con una sfinge – se è guardato da certi angoli, segnati attorno a sé – e le leggende e la storia del posto, hanno reso questa formazione geologica un’importante attrazione turistica. Anzi, dicono che questo posto sarebbe stato anche un centro energetico utilizzato una volta dagli… alieni, e sono queste le leggende che circolano nel posto, dettaglio annotato anche sull’indicatore vicino alla Sfinge. Inoltre, sembra che nei pressi della Sfinge si trovi anche una caverna che accumula molti altri misteri, e leggende secondo cui sempre qui si troverebbe una miniera di uranio abbandonata.

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