Strana popolarità

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A dicembre si torna a votare in Romania. Dopo un anno di governo tecnocratico ritorneranno i politici. Più che altro, sembra una brutta notizia, perché in un certo senso l’esperienza di quest’anno ha mostrato un salto di qualità. Ma ben più preoccupante è il possibile ritorno dei socialdemocratici al potere. Da più di un quarto di secolo, questo partito gode di una popolarità quasi costante. Chiamato primo fra tutti “partito dei corrotti”, il PSD ha goduto in questo periodo dei privilegi del potere più di tutti gli altri. Creato dal cinico Ion Iliescu, che non esitò a chiamare nella capitale i minatori per terrorizzare i suoi oppositori, l’allora Fronte di Salvezza Nazionale prendeva il posto dell’ex partito comunista. Dimezzato dopo un’importante scissione, tornerà a crescere, fino a diventare l’unico vero rappresentante della sinistra nel paese. Per conquistare un’onorabilità politica, cambia il nome del partito, puntando sui vantaggi di una nuova identità più vicina alla socialdemocrazia di tipo occidentale. Ma non si tratta che di apparenza, perché il nuovo volto nasconde uno dei governi più corrotti della storia recente del paese. Finiranno in galera, dopo anni, ex ministri e anche l’ex premier Adrian Nastase. La popolarità del partito scende, ma non troppo. Il pupillo di Nastase diventa, dopo un po’ di tempo, un giovane e promettente premier. Arrogante come il suo padrino politico, Victor Ponta non ha scrupoli. Fortunatamente l’esito delle ultime elezioni presidenziali è la sua clamorosa sconfitta a favore di Klaus Iohannis. Sembrava che i romeni fossero scappati in extremis da un incubo. Dopo il rogo in una discoteca di Bucarest, una tremenda strage causata dalla scarsa prevenzione, in altre parole, effetto della corruzione, Ponta è costretto a dimettersi, per non essere cacciato via dalla furia popolare. Finisce anche lui indagato per vari reati e perde il titolo di dottore in legge, a causa di un plagio che ha cercato per anni, come premier, di nascondere. Purtroppo il suo partito non crolla. Alle elezioni municipali una socialdemocratica conquista Bucarest, per la prima volta nella storia del partito. E una nuova vittoria, ancora più decisiva, può arrivare a dicembre. Strana popolarità intramontabile, quella dei socialdemocratici romeni!

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