La giudice Cristina Tarcea ha ricevuto l’avviso del CSM per la direzione dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia

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L’unico candidato per la carica di presidente dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia (ICCJ), Cristina Tarcea, ad oggi vicepresidente di questa istituzione, ha sostenuto giovedì mattina il colloquio presso la Sezione per i Giudici del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM).

Il Consiglio Superiore della Magistratura proporrà la giudice Iulia Cristina Tarcea per la direzione dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia, ha annunciato il presidente CSM, Mircea Aron, secondo Agerpres.

La giudice Iulia Cristina Tarcea detiene la carica di vicepresidente dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia ed è stata delegata ad assicurare in questo periodo la supplenza alla presidenza dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia (ICCJ), essendo l’unica persona candidata per questo posto, secondo news.ro.

Tarcea ha 54 anni e si è laureata presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Bucarest nel 1985. Tra 1985 e 1990 è stata avvocato presso l’albo degli avvocati di Ialomita. Dal 1990 è diventata magistrato presso il Tribunale del Settore 3, Bucarest.

Tra 1999 e 2002 è stata direttore della Direzione dell’Agente Governativo per la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, Integrazione Europea e Diritti dell’Uomo del Ministero della Giustizia.

Tra 2002 e 2004 ha occupato la carica di Segretario di Stato nel Ministero della Giustizia sotto il mandato del ministro Rodica Stanoiu. Dal 2004 è giudice presso l’istanza suprema, Sezione Civile e Proprietà Intellettuale. È stata vicepresidente di ICCJ da settembre 2013, nominata tramite decreto presidenziale per un mandato di 3 anni.

Secondo l’ultima dichiarazione patrimoniale, la giudice Tarcea detiene un appartamento di 68 metri quadrati a Bucarest, un autoveicolo Dacia Nova, 177.000 lei in conti bancari, ha ricevuto nell’anno fiscale 2015 salari per un totale di 247.492 lei, cifra che rappresenta la sua indennità come giudice, più “diritti salariali restanti”. A questi redditi si aggiunge la somma di 3.134 guadagnata grazie alla partecipazione in vari commissioni di esame di CSM.

Sul portale del Tribunale Bucarest, il nome della giudice Tarcea compare accanto a più colleghi, in un processo civile con la stessa istituzione, che ha come oggetto un “risarcimento”. Ad ottobre 2015, Tarcea ha chiamato in giudizio l’istanza suprema per il pagamento degli interessi per “i diritti salariali restanti” degli anni precedenti.

A luglio 2016 il processo è stato vinto dai magistrati del Tribunale, cui ha fatto seguito un ricorso alla Corte d’Appello Bucarest per una soluzione definitiva.

Nel 2009, a seguito di un’ondata di processi tramite cui i magistrati dell’intero paese hanno fatto causa al Ministero della Giustizia per il pagamento di vari aumenti retributivi, il Governo ha disposto in base alle decisioni definitive dei giudici l’aumento dei salari dei giudici con le somme stabilite dalle istanze e il loro pagamento rateale. Quindi, secondo un’ordinanza di urgenza del 2009, il governo si è impegnato a: “pagare nel 2012 il 5% del valore del titolo esecutorio; pagare nel 2013 il 10% del valore del titolo esecutorio, e negli anni 2014 e 2015 pagare un quarto della somma stabilita nel titolo esecutorio. La differenza del 35% sarà pagata nel 2016”. Ora i magistrati chiedono gli interessi corrispondenti a queste somme che hanno preso a partire dal 2012.

Secondo la legge, le nomine per le cariche di vicepresidente e presidente dell’istanza suprema si fanno da parte del presidente della Romania, su proposta della Sezione di giudici di CSM, per un mandato di tre anni, che può essere rinnovato una sola volta.

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