La DNA chiede l’indagine penale per Gabriel Oprea per l’omicidio colposo del poliziotto Bogdan Gigina

0
498

I procuratori della Diezione Nazionale Anticorruzione (DNA) hanno chiesto l’accettazione del Senato per iniziare l’indagine penale a carico dell’ex vicepremier e ministro degli interni Gabriel Oprea, nel caso del decesso del poliziotto Bogdan Gigina, con l’accusa di omicidio colposo.

Si tratta del caso in cui Gabriel Oprea è indagato per abuso d’ufficio, causa aperta dopo il decesso del poliziotto Bogdan Gigina, avvenuto il 20 ottobre 2015, quando l’agente è rimasto implicato in un incidente stradale che gli ha causato lesioni mortali.

“Al momento dell’incidente, la vittima Gigina Bogdan-Cosmin faceva parte di un corpo che accompagnava il ministro Gabriel Oprea. Questo corpo, assicurato dalla Brigata di Polizia Stradale della Direzione Generale di Polizia del Municipio Bucarest, era formato da un motociclista stradale (la vittima Gigina Bogdan-Cosmin) e un equipaggio formato da un ufficiale e un agente di polizia in un autoveicolo della polizia stradale. Questo corpo precedeva nel traffico l’autoveicolo che trasportava il ministro Oprea Gabriel. Al momento dell’incidente stradale, il ministro Oprea Gabriel si spostava verso la sua abitazione nel quartiere Cotroceni”, sostengono gli inquirenti in un comunicato stampa.

Secondo la DNA, le prove del caso indicano che “violando le disposizioni legali che regolano l’accompagnamento dei dignitari, il ministro degli interni Oprea Gabriel ha disposto, per sé, di beneficiare dell’accompagnamento con equipaggi di polizia stradale a titolo permanente, che questi equipaggi siano formati da un autoveicolo di polizia stradale (un agente e un ufficiale di polizia stradale) e di una motocicletta di polizia stradale”.

Gabriel Oprea, in qualità di ministro, si spostava in media cinque volte al giorno accompagnato dalla polizia stradale, e i suoi spostamenti erano “circa tre volte di più degli spostamenti realizzati nello stesso periodo per accompagnare il presidente della Romania e circa due volte di più degli spostamenti del primo ministro, dignitari con diritto all’accompagnamento permanente secondo le disposizioni legali”, spiega DNA.

“Si nota che Oprea Gabriel è colui che ha determinato, violando le disposizioni legali menzionate, la presenza della vittima Gigina Bogdan-Cosmin come motociclista in una scorta ufficiale, occasione in cui è deceduto. Per quanto riguarda la causa dell’incidente stradale, che è la velocità di spostamento (84 km/h) e l’incapacità di adattarsi alle condizioni meteorologiche, dalle prove analizzate durante l’indagine penale risultano indizi ragionevoli che questa causa sia stata determinata dal ministro degli interni Oprea Gabriel. La velocità di spostamento era stabilita in modo implicito dal ministro degli interni tramite la comunicazione della destinazione e del momento preciso in cui doveva raggiungere duella destinazione. Inoltre, egli era l’unico in grado di chiedere l’aumento della velocità di spostamento oltre il limite di sicurezza”, sostiene la DNA.

Il rapporto degli inquirenti è arrivato venerdì mattina sulla scrivania del presidente del Senato, Calin Popescu Tariceanu. La direzione del Senato ha incluso all’ordine del giorno di lunedì la discussione sulla richiesta della DNA di approvare l’indagine penale, con l’obbligo di notificare quanto deciso alla commissione giuridica. Il voto decisivo in plenaria potrebbe avere luogo solo fra due settimane, secondo il vicepresidente Ioan Chelaru. Nello stesso caso, Gabriel Oprea è stato messo sotto accusa per abuso d’ufficio nel mese di febbraio.

 

L’avvocato dei parenti di Bogdan Gigina: È il compimento della speranza della famiglia Gigina, i parenti riceveranno ciò che hanno chiesto

 

L’avvocato della famiglia di Bogdan Gigina, Daniel Ionascu, sostiene che, attraverso la richiesta della DNA di avviare un’indagine penale nel caso di Gabriel Oprea per omicidio colposo, i parenti del poliziotto “riceveranno ciò che hanno chiesto”, costituitisi a loro volta come parte civile nel caso di omicidio colposo.

“È il compimento della speranza della famiglia Gigina. Hanno fatto (i parenti di Bogdan Gigina – ndr) richieste presso la procura in questo senso, si sono costituiti parte civile e chiedono risarcimenti. In modo giustificato, la famiglia di Bogdan Gigina riceverà adesso ciò che ha chiesto. A mio parere, non poteva andare diversamente. Noi crediamo nella giustizia, perciò hanno dato dichiarazioni presso la DNA. La famiglia segnala che momenti come quella sera accadevano spesso. La famiglia rimpiange anche ora il fatto che il precedente non avrebbe dovuto esserci. Perché c’è stato è una delle nostre domande”, ha dichiarato l’avvocato  Daniel Ionascu per MEDIAFAX.

L’avvocato sostiene che i parenti del poliziotto, deceduto mentre conduceva la scorta ufficiale per l’ex ministro Gabriel Oprea, crede che i parlamentari non ostacoleranno l’atto di giustizia.

 

Oprea si difende: Sono innocente, nella sera dell’incidente tornavo dalla SRI

 

Il senatore Gabriel Oprea, in merito all’accusa della DNA di omicidio colposo nel caso della morte di Bogdan Gigina, si dichiara innocente e aggiunge che “gli inquirenti sono su una strada sbagliata”, sostenendo che nella sera in cui ha avuto luogo l’incidente tornava dal Servizio Romeno di Informazioni (SRI).

“Dopo circa un anno, gli inquirenti della DNA hanno chiesto l’avviso per iniziare l’indagine penale nei miei confronti, in riferimento all’incidente in cui è morto Bogdan Gigina. L’ho detto e lo ripeto: sono molto dispiaciuto per questa perdita e le parole sono troppo poche per descrivere quanto mi ha colpito, come genitore soprattutto, la tragedia dell’ottobre 2015. Voglio che si faccia giustizia, ma, leggendo il comunicato della DNA, credo che gli inquirenti siano sulla strada sbagliata”, ha scritto Gabriel Oprea su facebook.

Il senatore sottolinea di non aver avuto accesso al dossier, ma che desidera sottolineare una serie di aspetti.

Lo stesso sostiene inoltre che non il ministro stabilisce la composizione del corpo, né se vengono utilizzate motociclette, e aggiunge di non aver mai chiesto che gli spostamenti fossero fatti a una certa velocità ma, di solito, chiedeva solo quale fosse la durata dello spostamento. Inoltre egli afferma che in quel giorno si era recato presso più istituzioni dello stato.

“Se le accuse veicolate da alcuni l’anno scorso fossero vere, siate sicuri che i dettagli piccanti sarebbero apparsi nel comunicato. La verità è come l’ho detta allora. Non tornavo né dal ristorante, né da un incontro privato e non ero accompagnato da nessuno oltre all’autista e al mio aiutante. Tornavo da una delle istituzioni dello stato che si trova in stretta collaborazione con il Ministero, cioè dal Servizio Romeno di Informazioni”, ha precisato Gabriel Oprea.

Egli afferma inoltre che la DNA “dimentica una cosa essenziale: Bogdan Gigina non è scivolato, non si è schiantato contro un albero, non è entrato nel senso opposto, ma è caduto con la motocicletta in una fossa enorme della strada”.

“Cari amici, non è un momento facile per me. Ma so di essere innocente. Aspetto di vedere tutto il dossier e tutto quello che posso dire adesso è che utilizzerò, come ogni volta, i mezzi legali per mostrare che le parole degli inquirenti non hanno alcuna base reale”, conclude Gabriel Oprea.

“Non si trattava di una scorta ufficiale, ma di un corpo di accompagnamento. C’è una disposizione dell’anno 2000 che prevede che i ministri di stato beneficino di accompagnamento e protezione. Inoltre, sempre la DNA specifica, in un precedente comunicato, di cosa si tratta: “l’accompagnamento di un dignitario dalla polizia stradale presuppone di assicurare l’equipaggio di accompagnamento e il veicolo adatto, e l’installazione sul terreno di un corpo di guida e sicurezza del traffico formato da posti fissi, posti mobili e pattuglie auto-moto, sia sul percorso principale che sui percorsi alternativi”, ha menzionato l’ex ministro degli Interni.

 

Il ministro dell’Istruzione ha firmato l’ordine di ritiro del titolo di dottore per Gabriel Oprea

 

Gabriel Oprea resta senza il titolo di dottore in giurisprudenza, dopo che il ministro dell’Istruzione, Mircea Dumitru, ha firmato venerdì l’ordine di ritiro del titolo per l’ex vicepremier. “Si ritira il titolo di dottore in giurisprudenza, accordato al signor Oprea M. Gabriel dall’Università di Bucarest, conferito attraverso l’ordine del ministro dell’istruzione e della ricerca n. 3467/16.03.2001”, si legge nel documento postato sul site del Ministero dell’Istruzione.

L’ex vicepremier Gabriel Oprea ha annunciato, il mese scorso, che si rivolgerà al tribunale dopo che il Consiglio Nazionale di Certificazione dei Titoli, Diplomi e Certificati Universitari (CNATDCU) ha respinto la contestazione del verdetto di plagio, sostenendo che non è stato rispettato il suo diritto alla difesa e che non si è nominato dottore da solo.

“La mia situazione è stata valutata non secondo la legge del 2000, quando ho sostenuto la dissertazione, ma secondo una legge entrata in vigore più di 10 anni dopo la conclusione degli studi dottorali. Le cose sono cambiare molto da allora. Ad esempio, la possibilità di ritirare il titolo di dottore è stata introdotta nella legge solo nel 2011, perché non era prevista nella legislazione dell’anno 2000. In più, la nozione di “plagio” è stata definita dalla legge solo nel 2004, cioè 4 anni dopo la mia dissertazione. (…) Sull’argomento del dottorato ho oggi due decisioni rilasciate dalle istituzioni dello stato romeno, decisioni che sono entrambe valide, ma in conflitto tra loro”, ha scritto Gabriel Oprea su Facebook.

NO COMMENTS