Il Ministro degli Interni Petre Toba ha rassegnato le dimissioni: “Sono stato attaccato continuamente per ragioni politiche”

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Il Ministro degli Affari Interni Petre Toba ha annunciato le sue dimissioni giovedì scorso tramite l’ufficio stampa del ministero che conduce, dopo la richiesta degli inquirenti DNA di un avviso al presidente per iniziare l’indagine penale a nome del ministro, per reati di corruzione presso il Dipartimento per Informazioni e Protezione Interna (DIPI).

“Ho deciso di rassegnare le dimissioni al Primo ministro per evitare l’implicazione del Ministero degli Affari Interni in uno scandalo politico alla vigilia delle elezioni. Rifiuto fermamente le accuse portate e sono a disposizione degli organi d’indagine per chiarire qualsiasi situazione. Voglio menzionare che tutti i fatti presentati precedono il mio mandato e il procuratore del caso ha avuto accesso a tutti i documenti necessari per la causa, compresi quelli classificati “segreto di stato”, ha dichiarato Petre Toba tramite l’ufficio stampa del Ministero degli Affari Interni.

Le sue dimissioni arrivano dopo la richiesta degli inquirenti DNA al presidente Klaus Iohannis d’iniziare un’indagine penale per favoreggiamento dell’accusato, nel caso di Petre Toba. Quest’ultimo è indagato perché sospettato di corruzione all’interno del Dipartimento di Informazioni e Protezione Interna del MAI.

 

Petre Toba, messaggio ai dipendenti MAI: Sono stato attaccato per ragioni politiche

 

Petre Toba, il ministro dimissionario degli Affari Interni, ha postato sulla pagina di Facebook del ministero che conduce un messaggio rivolto ai dipendenti dell’istituzione, in cui li ringrazia per la collaborazione, sostenendo di aver subito continui attacchi, dai primi giorni di mandato, per ragioni politiche.

“Sono stato attaccato continuamente già dai primi giorni del mandato, non per quello che ho fatto sul piano professionale, per i progetti iniziati o per la mia attività di ministro, ma per altre ragioni, di natura politica. Sottolineo che non ho fatto e non farò politica, non ho voluto che la carica di ministro diventasse un trampolino per accedere alla vita politica, mi dedicherò alla vita professionale, sarò in permanenza al servizio del paese e del cittadino, come ho sempre fatto da più di 26 anni. In questo periodo ho resistito alla tentazione di mollare tutto, perché ho sempre avuto il sostegno dei colleghi del Ministero degli Affari Interni, di tutte le forze armate e per questo vi ringrazio ancora una volta. Come uomo che ha lavorato in questo sistema, sapevo al momento dell’investitura che un anno elettorale significa un anno di lotte. La storia degli anni elettorali lo dimostra – tra il 2009 e 2012, il MAI ha avuto 5 ministri. Tuttavia ho accettato questa provocazione e grazie quello che ho fatto per l’istituzione e soprattutto per i cittadini, credo ne sia valsa la pena!”, ha scritto Petre Toba sulla pagina di Facebook del ministero degli Affari Interni dopo le dimissioni.

Nel messaggio postato, Petre Toba passa in rassegna le realizzazioni del ministero che ha condotto durante l’anno 2016.

“Grazie all’attività svolta in questo periodo, il Ministero degli Affari Interni ha apportato un contributo maggiore grazie al quale, oggi la Romania è conosciuta come stato sicura, fattore di stabilità e sicurezza sul piano regionale e non solo. Ma la cosa più importante è che tutte queste realizzazioni non appaiono solo in analisi e statistiche ma sono percepite in modo diretto dai cittadini, il più importante barometro di valutazione dell’attività di un’istituzione”, sostiene Petre Toba.

Il messaggio è stato postato dopo che Toba ha dato le dimissioni dalla carica di ministro degli Affari Interni, dimissioni accettate fin da giovedì sera dal premier Dacian Ciolos.

“Il primo ministro Dacian Ciolos ha accettato le dimissioni del signor Petre Toba dalla carica di ministro degli Affari Interni. Entro lunedì 5 settembre, il premier presenterà al presidente Klaus Iohannis la proposta di sostituzione alla direzione del Ministero degli Affari Interni”, ha annunciato il Governo.

 

Il primo verdetto nel caso del dottorato di  Petre Toba: Non è plagio

 

La Commissione di specialità del Consiglio Nazionale di Certificazione di Titoli, Diplomi e Certificati Universitari (CNATDCU) ha stabilito che nel caso del ministro dimissionario degli Affari Interni, Petre Toba, non si tratta di plagio.

Quindi la proposta degli specialisti è che l’ex ministro degli Interni mantenga il titolo di dottore, informa Mediafax.

“La commissione di lavoro considera conclusa l’analisi della Tesi di dottorato elaborata dal signor Toba Petre, intitolata “Polizia Romena – Forza di stabilità e sicurezza. Ottimizzazione del management di cooperazione internazionale al fine di lottare contro le minacce non convenzionali”, dalla prospettiva della notifica relativa ad una presunta situazione di plagio multiplo nel suo contenuto e in base alle conclusioni risultate. Proponiamo il mantenimento del titolo di dottore per il signor Toba Petre, consegnato tramite l’Ordine 5223/29.08.2011″, si mostra nel documento realizzato dalla commissione di lavoro che ha gestito la notifica relativa al dottorato di Petre Toba.

L’atto è stato redatto alla data del 1 settembre.

“La tesi di dottorato realizzata dal signor Petre Toba ha valore scientifico incontestabile, provato sia attraverso il carattere innovativo delle soluzioni identificate, che sono state valorizzate e convalidate nella pratica delle strutture specializzate della Polizia Romena, che tramite le opinioni di specialità espresse da personalità riconosciute nell’ambito accademico e di ricerca nell’ambito delle scienze militari, di informazioni e sicurezza nazionale, che hanno fatto parte della Commissione per la presentazione della tesi di dottorato, rispettivamente il prof. univ. dott. Teodor Frunzeti, prof. univ. dott. Constantin Popescu, prof. univ. dott. Luca Iamandi e prof. univ. dott. Teodora Stefan”, si legge nel documento ottenuto dalla fonte citata.

Il rapporto della commissione andrà in consiglio generale CNATDCU che prenderà una decisione. Poi la decisione del consiglio generale arriverà al Ministero dell’Istruzione.

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