L’unione tra PMP e UNPR porta all’apparizione di una terza forza politica sulla scena romena

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L’unione tra PMP e UNPR è stata convalidata, all’unanimità, durante un congresso straordinario e sulla scena politica romena è comparso un partito, terzo per il numero di parlamentari e con un numero considerevole di eletti locali. La formazione manterrà il nome di PMP e si propone di entrare nel futuro Parlamento e di influenzare le negoziazioni per il futuro governo.

Il nuovo PMP avrà come presidente Traian Basescu, mentre a Eugen Tomac e Valeriu Steriu (il leader dell’ex UNPR) spettano le cariche di presidenti esecutivi.

Gabriel Oprea, fondatore UNPR, non ha partecipato all’evento.

Il nuovo PMP è così la terza forza politica del paese con i suoi 44 parlamentari (36 deputati e otto senatori). La gran parte di questi – 34 provengono dall’ex UNPR.

“Siamo un partito importante in questo momento. Avremo un gruppo parlamentare che ci garantirà la presenza in tutti i seggi elettorali, cosa di cui abbiamo sofferto anche noi e UNPR alle elezioni precedenti. Avremo una parola in Parlamento fin dall’inizio della sessione parlamentare”, ha dichiarato Traian Basescu, dopo la convalida dell’unione PMP-UNPR.

Inoltre, il PMP si consolida per quanto riguarda il numero di eletti locali e la forza delle strutture sul territorio. Quindi, alle locali, il partito condotto da Traian Basescu (PMP) ha ottenuto 18 mandati tra sindaci (0,56%) e 1.315 consiglieri locali (3,26%), e 41 mandati di consiglieri regionali, mentre “il partito dell’interesse nazionale” (UNPR), entrato di recente sotto la direzione di Valeriu Steriu ha ottenuto, là dove non hanno avuto liste comuni con il PSD, 26 mandati di sindaci (0,81%), 1.203 consiglieri locali (2,99%) e 14 mandati di consiglieri regionali (0,975). A seguito dell’unione PMP-UNPR, il nuovo PMP, che avrà come presidente Traian Basescu, mentre a Eugen Tomac e Valeriu Steiu spetta la carica di presidenti esecutivi, avrà 2.518 consiglieri locali, 51 consiglieri regionali, “come prima condizione per diventare partito sovvenzionato dallo stato”, e 138 vice sindaci, secondo una dichiarazione rilasciata da Traian Basescu.

La principale posta in gioco dell’unione è quella di superare la soglia elettorale del 5% alle elezioni parlamentari della fine dell’anno. Alle politiche, il PMP ha ottenuto il 4,27% dei consigli regionali (il cosiddetto voto politico) e UNPR il 2,7%. In totale, i due partiti hanno ottenuto circa il 7% dei voti degli elettori.

Traian Basescu: “Il migliore profilo di premier sono io”

L’ex capo dello stato, attualmente presidente del PMP, Traian Basescu, ha dichiarato, dopo l’approvazione dell’unione con UNPR , che l’obiettivo del partito per le elezioni parlamentari d’autunno è ottenere il 15-20% dei voti dei romeni.

Alla domanda se sia d’accordo con il “profilo di premier di Dacian Ciolos”, di cui ha parlato il leader UNPR, Valeriu Steriu, Basescu ha dichiarato: “Posso essere d’accordo con qualsiasi cosa, ma il miglior profilo di premier sono io”.

A sua volta, Valeriu Steriu, ex leader di UNPR, ha dichiarato che il PMP “ci ha offerto rispetto e questo è stato il motivo principale per cui abbiamo unito le forze”.

“Il motivo per cui è accaduto questo è che PSD e PNL non ci hanno offerto il rispetto che l’UNPR merita. Non posso, con la coscienza a posto, accettare la possibilità di fusione di PSD secondo cui – facciamo la fusione nei nostri nomi e poi scegliamo chi mantenere e chi buttar fuori dal partito. Non posso, con la coscienza a posto, accettare la frivolezza del PNL che dice una cosa e ne fa un’altra un’ora dopo. Il UNPR non sta dietro nessuno e non vive in balia di nessuno, è un partito che ha la forza e il coraggio di stare sulle proprie gambe. Non stiamo con la mano tesa e non chiediamo dei favori, chiediamo solo rispetto. Il PMP ci ha offerto rispetto e questo è stato il principale motivo per cui uniremo le forze”, ha precisato Valeriu Steriu.

Quest’ultimo ha aggiunto che PMP e UNPR insieme sono due partiti di 15-20%, con persone dignitose e coraggiose, e la fusione delle due formazioni si fa nelle condizioni di uno a uno, i carichi saranno condivisi in modo uguale e daranno circa cento parlamentari in autunno.

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