La CCR, in formula nuova, ha cominciato la sua attività in forza

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La Corte Costituzionale della Romania (CCR), nella sua nuova formula sotto la direzione di Valer Dorneanu, e con tre nuovi giudici – Livia Stanciu, Attila Varga e Marian Enache – che hanno deposto recentemente il giuramento di investitura, ha cominciato la sua attività in forza. Tra i documenti presenti sul tavolo dei giudici, la Legge sulle pensioni speciali per gli eletti locali, l’iniziativa civica di revisione dell’articolo secondo cui un matrimonio presuppone un uomo e una donna, non due sposi, come è previsto oggi nell’atto fondamentale ma anche la risoluzione dell’eccezione relativa alle disposizioni del Codice civile sul riconoscimento tra persone dello stesso sesso.

La CCR ha deciso all’unanimità che non è costituzionale la legge sulle pensioni speciali per gli eletti locali, dopo aver ammesso la notifica del Governo. La notifica dell’Esecutivo si riferiva all’obiezione di non costituzionalità dell’atto normativo di modifica e completamento della Legge n. 393/2004, relativa allo Statuto degli eletti locali.

“Con le pensioni degli eletti locali abbiamo ammesso la notifica del Governo e l’obiezione di non costituzionalità partendo dalla premessa che dopo il riesame, il Parlamento non ha seguito sin dall’inizio la via che avrebbe dovuto seguire, visto che noi avevamo già dichiarato l’incostituzionalità, e che doveva essere percorsa dall’inizio delle fasi parlamentari – non si è tenuto conto della nostra decisione precedente tramite cui chiedevamo al legislatore e ai suoi iniziatori di precisare in modo chiaro la natura giuridica dell’indennità. Questi ultimi l’hanno battezzata indennità ma contemporaneamente si sono riferiti anche al diritto di pensione, hanno condizionato dall’anzianità contributiva. Se vogliono ripetere questa iniziativa (…) dovranno pronunciarsi chiaramente sul modo di calcolo dell’indennità quando gli eletti locali hanno più di tre mandati diversi – sindaco, consigliere regionale, vicepresidente – perché adesso non risulta chiaramente come debba essere calcolato”, ha dichiarato il presidente CCR, Valer Dorneanu.

Secondo lui, il Parlamento, nel caso in cui tornasse su questa iniziativa, non dovrebbe creare un discrimine tra le varie categorie di eletti locali.

Per quanto riguarda la proposta legislativa civica di revisione della Costituzione, in merito al fatto che la famiglia si fonda sul matrimonio tra un uomo e una donna, la CCR ha deciso che questa soddisfa le condizioni relative all’esercizio dell’iniziativa. La decisione è stata presa sempre all’unanimità di voti dai giudici.

Il presidente della Corte, Valer Dorneanu, ha precisato che la CCR non si è pronunciato sull’opportunità di questa modifica della Costituzione. Egli ha sottolineato che i diritti dei cittadini non sono soppressi tramite quest’iniziativa, affermando che “il diritto al matrimonio per ora in Romania non è consacrato costituzionalmente come un diritto fondamentale”. La legislazione europea in materia raccomanda un margine ampio di sovranità, in cui ogni stato possa pronunciare sull’ammissione o sulla non ammissione del matrimonio tra coppie dello stesso sesso.

Il 23 maggio, la Coalizione per le Famiglie ha presentato in Senato una proposta legislativa di revisione della Costituzione, che prevede la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo è una donna, e l’iniziativa è stata firmata da 3 milioni di cittadini con la motivazione che l’atto fondamentale ha come scopo la protezione esplicita della famiglia e dei diritti dei genitori.

Gli iniziatori propongono che il referendum nazionale per modificare la Costituzione in questo senso si svolga insieme alle elezioni parlamentari.

La CCR ha rimandato tuttavia al 20 settembre la soluzione d’eccezione relativa alle disposizioni del Codice civile sul riconoscimento dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, sollevate in un processo da Relu Adrian Coman – cittadino romeno – Robert Clabourn Hamilton – cittadino americano – e l’Associaizone ACCEPT. Secondo quanto dichiarato dal presidente della CCR, bisogna “approfondire l’analisi di tutti i dossier che sono stati deposti”.

L’eccezione di non costituzionalità sollevata si riferisce alle disposizioni dell’art. 277 comma (2) e (4) del Codice civile.

Relu Adrian Coman ha precisato che tramite il non riconoscimento del suo matrimonio in Romania con Robert Clabourn Hamilton, che ha avuto luogo nel 2010 in Belgio, quest’ultimo non può beneficiare del diritto di residenza.

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