Il premier Dacian Ciolos, all’apertura del dibattito pubblico sulla nuova Strategia Nazionale Anticorruzione:

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“La lotta alla corruzione è il primo passo verso un’economia sana ed efficiente”

Il premier Dacian Ciolos ha aperto il dibattito pubblico sulla Strategia Nazionale Anticorruzione 2016-2020, organizzata dal Ministero della Giustizia e dalla Cancelleria del Primo Ministro, presso il Palazzo Victoria.

La corruzione, unita all’indifferenza, può letteralmente uccidere, ha affermato il Primo Ministro Dacian Ciolos.

“La corruzione uccide! Vi ricordate questo slogan, solo pochi mesi fa, ed ecco che oggi lo vediamo in molte situazioni – la corruzione insieme all’indifferenza – ed è importante sottolinearlo – può uccidere letteralmente, abbiamo visto dei casi nel settore della sanità, e può uccidere socialmente tramite l’alienazione, quando questi ingredienti – corruzione e indifferenza – si riscontrano nell’insegnamento (…). Per fare solo due esempi, di due settori in cui esiste un chiaro sentimento da parte della società, in favore di una riforma, ma abbiamo l’impressione che questa riforma debba arrivare solo dalla parte dello stato o dal Governo”, ha dichiarato il premier Ciolos, al dibattito organizzato presso il Palazzo Victoria.

Il premier ha precisato che sia nella sanità che nell’insegnamento devono essere prese misure politiche, sebbene ci sia bisogno anche di un cambiamento di atteggiamento.

“Vi posso assicurare che in entrambi i settori – nella sanità e nell’insegnamento – devono essere prese misure politiche o governative ferme, ma in entrambi i settori, senza un cambiamento di atteggiamento da parte nostra, come beneficiari dei servizi pubblici della sanità e dell’insegnamento, non riusciremo ad eliminare la corruzione e soprattutto l’indifferenza”, ha affermato Ciolos.

Applicare la Strategia Nazionale Anticorruzione non è facoltativo, ha aggiunto il premier Dacian Ciolos.

“Dal nostro punto di vista, applicare le misure della strategia non è una cosa facoltativa. Essa riguarda tutte le istituzioni pubbliche, dal vertice dell’amministrazione pubblica fino alla base dell’amministrazione pubblica locale e (…) questa strategia sarà adottata in modo da poter essere seguita nella sua applicazione”, ha precisato Ciolos, nell’apertura del dibattito pubblico sulla nuova Strategia Nazionale Anticorruzione, organizzato dal Ministero della Giustizia e dalla Cancelleria del primo ministro.

Il premier ha aggiunto che la Nuova Strategia Nazionale Anticorruzione non deve restare un documento dimenticato in una cassetta e presentato ai partner stranieri ma dev’essere applicata, ed ha sottolineato che “non riusciremo ad eliminare la corruzione e l’indifferenza senza l’implicazione personale di ciascuno di noi”.

“Eliminare la corruzione non è possibile solo adottando delle leggi. Occorre molto di più. Bisogna che ciascuno di noi consideri l’integrità e la professionalità come atto personale. Facciamo ancora la differenza tra ciò che è mio e di cui mi prendo cura, e ciò che appartiene allo stato e quindi posso rubarlo. Finché ci sarà la questa mentalità non potremo cambiare nulla”, ha precisato Ciolos.

“L’applicazione non è importante solo dalla prospettiva del nostro risanamento come società, ma aiuterà anche il modo in cui siamo percepiti all’estero. Abbiamo ancora il meccanismo di cooperazione e verifica, imposto a noi e alla Bulgaria, e si discute se sia necessario mantenere questo monitoraggio. Dalla nostra prospettiva, io vedo un risanamento come organismo collettivo, come società. Non credo sia necessario essere avvertiti dall’estero per cose che conosciamo già e che possiamo fermare. Se implementeremo la strategia non avremo più bisogno di monitoraggio. Dimostreremo di saper lavare i panni sporchi in privato e che noi, come società, possiamo risolvere i nostri problemi. La lotta contro la corruzione è il primo passo verso un’economia sana ed efficiente, a prescindere dalle misure economiche prese”, ha affermato Dacian Ciolos.

Il ministro della Giustizia, Raluca Pruna: La Strategia si concentra sulla prevenzione

La Strategia Nazionale Anticorruzione 2016-2020 propone un cambiamento di paradigma, ha affermato martedì il ministro della Giustizia, Raluca Pruna, sottolineando come i tempi siano maturi per porre l’accento sull’educazione e sulla prevenzione.

Ancora, Pruna ha dichiarato che desidera l’adozione governativa della strategia il 10 agosto.

Il ministro della Giustizia ha poi aggiunto che, senza ridurre l’intensità della lotta contro la corruzione, soprattutto ad alto livello, “la nuova strategia ha un centro più forte relativo alla prevenzione”.

Ancora, il Ministro ha affermato che la nuova strategia intende consolidare per lo meno tre nelle misure preventive che non hanno funzionato bene in precedenza, vale a dire “i divieti post-assunzione, il segnalatore d’integrità e il consigliere etico”. E ha poi annunciato che la strategia rimarrà nel dibattito pubblico sul site del Ministero della Giustizia fino al 29 luglio.

Il ministro della Salute, Vlad Voiculescu: La corruzione uccide e questo non è mai stato più vero nella sanità

Il ministro della Salute, Vlad Voiculescu, ha ricordato in quest’occasione gli effetti negativi della “bustarella” data ai medici, affermando che in nessun settore è più evidente come il sistema corrotto possa uccidere.

“La corruzione uccide e questo non è mai stato più vero nella sanità. La corruzione indebolisce e non nel modo in cui vogliamo tutti ogni tanto, ma indebolisce chi è già più debole di noi. La corruzione indebolisce la nostra società in generale e lo stato, e uno stato debole non costruisce ospedali, non assicura medicine, non assicura stipendi decenti, non assicura condizioni decenti per i pazienti e per i medici, non protegge i medici e i pazienti dagli abusi”, ha dichiarato Vlad Voiculescu, secondo Mediafax.

Il vice premier Vasile Dincu: “La lotta non si può condurre solo con l’esercizio della forza”

Alla presentazione della strategia anticorruzione, il vice premier Vasile Dincu ha dichiarato che la lotta contro questo flagello non può andare a buon fine e ottenere risultati solo tramite l’esercizio della forza, ma c’è bisogno di comunicazione e argomentazione, mostrando che in molti momenti il discorso politico è andato contro la lotta per l’integrità.

Inoltre, quest’ultimo ha ribadito che c’è bisogno di più comunicazione ed esempi di buone pratiche nell’ambito della lotta contro la corruzione.

“Credo che la lotta anticorruzione non possa andare a buon fine e produrre risultati buoni solo tramite l’esercizio della forza. Ovviamente tale esercizio dello stato è necessario, ma credo si debba andare oltre, argomentare e riargomentare, legittimare e rilegittimare sempre, perché ne abbiamo bisogno”, considera Dincu.

Nella sua opinione, la nuova tappa della strategia è importante perché può restituire fiducia nello stato romeno alla gente.

Il ministro ha sottolineato che in questa nuova tappa della strategia anticorruzione si dovrà lavorare di più alla costruzione di una nuova cultura della trasparenza in Romania, di una cultura dell’integrità.

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