Il castro romano di Drajna, tutelato dalle autorità romene

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Il sito ha ospitato unità armate della Legione I Italica

Ponendo l’accento sulla conservazione delle vestigia scoperte sul territorio della contea, le autorità di Prahova hanno annunciato recentemente che sono stati fatti passi importanti per proteggere e conservare il castro romano della località di Drajna. Il sito archeologico, presente sulla lista dei Monumenti storici, è considerato molto importante sia per le monete, risalenti agli ultimi anni di potere dell’imperatore Traiano, scoperte qui, quanto per alcuni impianti – come quelli di riscaldamento termico, ma anche per i resti di… piscine! Il castro romano di Drajna, infatti, ha ospitato unità armate della Legione I Italiaca, della Legione V Macedone, della Legione XI Claudia e della corte di Flavia Commagenorum.
Recentemente, ha avuto luogo la ricezione della struttura di resistenza del sito, che riguarda la protezione e la conservazione parziale del “Castro Romano” di Drajna de Sus, della contea di Prahova. L’anno scorso, in qualità di beneficiario, il Museo Regionale di Storia e Archeologia di Prahova ha proposto la realizzazione di una costruzione destinata a proteggere e conservare uno dei più importanti siti archeologici di Prahova – il castro romano di Drajna. La costruzione di legno con fondazioni di pilastri forati, con dimensioni di 36 x 24 metri, è stata stimata per circa 1,5 milioni di ron. Tutti i pezzi di legno della struttura sono stati resi ignifughi e l’illuminazione naturale sarà realizzata con pannelli trasparenti di policarbonato. L’edificio di protezione sarà sostenuto da 18 pilastri forati, con un diametro di 60 cm.
Il castro romano è situato nella zona sud-est del villaggio di Drajna de Sus, nel comune di Drajna, e il merito della scoperta, nel 1883, è attribuito a un professore della zona. In occasione di alcuni scavi, sono stati scoperti mattoni e tegole con i timbri delle Legione I Italica, V macedone, XI Claudia e della corte Commagenorum. Le prime ricerche sistematiche in questa zona sono state effettuate negli anni 1939-1940, occasione in cui si è constatata la forma quadrangolare del castro. Accanto a oggetti specifici, sono state scoperte serie di monete, tra cui le più recenti risalenti all’anno 116-117, vale a dire agli ultimi anni di potere dell’imperatore Traiano. Allo stesso tempo, grazie agli scavi archeologici, ricominciati nell’anno 1992, nel perimetro del castro sono stati ritrovati anche numerosi mattoni con timbri che attestano la presenza di truppe romane come Cohors I Flavia Commagenorum. In base le monete rinvenute qui, il castro è stato attivo solo sotto Traiano, con il compito di sorvegliare la popolazione autoctona: le ricerche degli anni 1992-1996, hanno portato alla luce prove anche in merito alle fasi di costruzione degli edifici all’interno del castro. Così, la prima fase della costruzione – costituita da un fazzoletto di terra e da palizzate – è avvenuta nell’anno 101 d.C., e la seconda – costituita da un doppio muro di pietra – nel periodo tra 106-117 d.C. Ancora, grazie agli scavi sono stati portati alla luce anche gli interni di numerosi edifici: strutture con impianti a ipocausto con tubi d’argilla (tavelle) per il riscaldamento inseriti nelle pareti, e anche una piscina! La costruzione del castro di Drajna de Sus è legata probabilmente anche alle azioni di Laberius Maximus nella zona, svolte nel corso della prima guerra dacico-romana (101-102) il cui obiettivo era sfruttare la precedente vittoria dei romani nella provincia Moesia Inferior, contro Daci e Roxolani. Il castro di Drajna de Sus – accanto a quelli di Malaiesti e Pietroasele – fu utilizzato come rifugio per Laberius Maximus durante l’inverno 101-102, e nella primavera dell’anno 102 fu la base delle operazioni svolte da quest’ultimo a nord delle montagne.
Inoltre, l’importanza di questo sito ha attratto l’attenzione anche di alcuni archeologi italiani che qualche anno fa si sono recati a Prahova per vedere il castro di Drajna. Così le autorità regionali hanno velocizzato il più possibile la realizzazione di investimenti destinati alla tutela del castro romano, perché fosse incluso anche in un circuito turistico di Valea Teleajenului. E questo perché il castro romano di Drajna de Sus sembra sia stato la più grande base militare romana collocata strategicamente su un’altura, a controllare le vie d’accesso alla valle e a mettere in connessione i castri di Malaiesti, Targsorul Vechi e Voinesti che, all’inizio del II secolo d.C, costituirono un sistema di difesa e controllo del passaggio da e verso il sud-est della Transilvania, attraverso gli stretti montuosi. Il sito archeologico di Drajna de Sus è iscritto nella Lista dei Monumenti Storici dell’anno 2004.

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