Negoziati tra PNL e UNPR, all’ultimo momento

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I progressisti si sono divisi in due schieramenti

Dopo qualche settimana di negoziati con altri partiti, specialmente con l’UNPR, per formare un’alleanza in vista delle elezioni parlamentari in autunno, il copresidente PNL, Alina Gorghiu, ha dichiarato che la decisione di una possibile fusione o assorbimento dell’UNPR si prenderà lunedì, nell’Ufficio Politico Nazionale.
“In merito alla discussione con l’UNPR, non si è trattato di una sola, ma di molte discussioni con partiti più piccoli della scena politica romena, tenendo presente il mandato che l’Ufficio Politico Nazionale ha affidato a me e al sig. Blaga. Non abbiano discusso nemmeno una volta nello spazio pubblico di alcuna alleanza o fusione, così come si è detto nell’ultimo periodo, però vi informo che la decisione di una politica di alleanze del PNL sarà presa la settimana prossima, vale a dire lunedì. Quello che dovete sapere è che il PNL è un partito potente, con tanto di blasone e che, a prescindere dalla decisione di lunedì, avrà priorità nella vittoria elettorale rispettando i criteri di integrità per i candidati che proporrà, così come ha fatto finora”, ha aggiunto Gorghiu.

Gabriel Oprea non accetta il movimento dei progressisti verso i liberali e annuncia le sue dimissioni

I negoziati dell’ultimo periodo tra l’UNPR e il PNL hanno generato un’ondata di critiche da parte dei progressisti che voglio realizzare un’alleanza con i liberali, ma anche da parte social-democratica, che a sua volta sperava di continuare accanto all’UNPR fino alle elezioni. Tra coloro non hanno gradito questa direzione, si annovera perfino l’ex vicepremier, Gabriel Oprea, che ha annunciato di ritirarsi dall’UNPR e che alla fine del mandato parlamentare, alla fine di quest’anno, lascerà completamente la politica.
Sulla sua pagina di Facebook, Oprea ha scritto che l’UNPR ha governato “senza negoziare vantaggi e privilegi” e che le sole condizioni imposte “erano legate alla protezione dei diritti dei cittadini romeni”.
“(…) L’UNPR ha sostenuto il governo senza negoziare vantaggi e privilegi. Le sole condizioni imposte dai nostri partner erano legate alla protezione dei diritti dei cittadini romeni e specialmente dei militari, e al trattamento responsabile di tutti gli aspetti legati alla Difesa, all’Ordine Pubblico e alla Sicurezza Nazionale. Per respingere tutti gli scenari irreali che sono nati sulla mia attività politica, vi annuncio di aver deciso che la mia strada si separa da quella dell’UNPR e che diventerò senatore indipendente. Ho deciso, d’altra parte, che alla fine di questo mandato Parlamentare, mi ritirerò dalla vita politica”, ha scritto su Facebook Gabriel Oprea.
Il 3 marzo, Gabriel Oprea ha dato le dimissioni dalla funzione di presidente dell’UNPR, e il suo posto è stato preso da Valeriu Steriu.
L’11 maggio, l’ex ministro degli Interni è stato inviato in giudizio nel caso in cui è accusato dalla DNA di aver ordinato l’acquisto di automobili di lusso con i fondi di missione dei servizi segreti, all’interno del MAI.

Liviu Dragnea: “Una possibilità di fusione rimane aperta da parte del PSD verso l’UNPR”

Il presidente PSD, Liviu Dragnea, ha dichiarato di aver avuto una discussione con Gabriel Oprea, cui è stato presente anche Valeriu Steriu.
“Ho discusso con Gabriel Oprea, credo per 10 o 12 giorni di seguito, ed era presente anche il sig. Steriu. E il sig. Oprea ha detto chiaramente allora che, qualora l’UNPR si muovesse verso il PNL, lui non potrebbe seguire questa direzione, che rimane un uomo di sinistra e un uomo d’onore (…). Mi dispiace che si sia arrivati a questa situazione , ma le mie relazioni con lui rimangono le stesse”, ha affermato Dragnea ad Antena 3.
In merito alla relazione con l’UNPR, Dragnea ha chiarito che non si permette di dare avvertimenti e neppure spiegazioni, ma il PSD è rimasto sorpreso di fronte al gesto del leader dell’Unione, Valeriu Steriu, di muoversi immediatamente dopo le locali in direzione del PNL.
“Noi non ce ne stiamo senza far niente. Dopo le elezioni locali, non abbiamo stappato lo champagne, tutti i colleghi si sono fregati le mani e si sono messi al lavoro, perché non hai una vittoria quando vinci le elezioni, ma quando realizzi i progetti promessi in campagna. In merito alla relazione con l’UNPR, noi continuiamo a essere aperti. (…) Siamo sorpresi dal gesto del sig. Steriu, che si è mosso verso il PNL subito dopo le elezioni locali. Sinceramente, quando ho visto il comunicato stampa, credevo fosse falso”, ha menzionato Dragnea.
“Una possibilità di fusione rimane aperta da parte del PSD verso l’UNPR, se ancora non hanno firmato documenti di fronte a un notaio, se si presentano con un atteggiamento corretto. Dopo la fusione, in ogni organizzazione si deciderà chi saranno i candidati da proporre. Non si comincia una discussione di fusione con nessun partito senza avere sul tavolo una condizione con un numero di posti. I colleghi sono d’accordo”, ha affermato Dragnea in occasione della seduta del Comitato Nazionale Esecutivo del PSD, avvenuto a Targoviste.
I social-democratici, dopo le elezioni del 5 giugno, sono riusciti a entrare in possesso di 30 contee, compreso il municipio di Bucarest.
Il rapporto PSD-UNPR ha cominciato a scricchiolare dopo che la formazione guidata da Valeriu Steriu ha avviato trattative con il PNL, per concludere un’alleanza o direttamente una fusione. I social-democratici hanno messo fuorigioco alcuni dell’UNPR in tre contee, dove si era quasi raggiunto un accordo di maggioranza insieme (Caras Severin, Maramures e Timis), mentre il PSD ha scelto di lasciarsi condurre in queste contee da Traian Basescu e dal PMP. Allo stesso modo, la formazione di Liviu Dragnea ha preso dall’UNPR, in soli due giorni, non meno di 15 eletti: dieci senatori, quattro deputati e un europarlamentare.

Valeriu Steriu: “La formula più vantaggiosa è un’alleanza”

L’UNPR è un partito con un’identità che ha bisogno di essere condotta, nella sua forma migliore, fino in Parlamento, e le discussioni con il PNL sono state a più livelli, ha dichiarato lunedì il leader dei progressisti, Valeriu Steriu.
“Evidentemente ho tastato il terreno con i partner, ho avuto una reazione da parte del PSD, abbiamo un altro invito e una reazione da parte del PNL, non sono i soli partner. Analizziamo anche una formula per andare con le nostre sole gambe, perché il partito dal mese di marzo vive una dinamica crescente e prendiamo anche quest’aspetto in calcolo”, ha dichiarato Steriu, al Palazzo del Parlamento.
In merito alla possibilità di una fusione con i liberali, questi ha mostrato come “non ci siano ancora le condizioni” e ha riconosciuto che esiste nel PNL anche il desiderio di non legarsi al UNPR.
“Le discussioni con il PNL sono state a più livelli, ed evidentemente le informazioni preliminari sono state sulla leadership del partito. Le prime discussioni sono state legate all’alleanza, poi si è tornati a parlare di fusione. (…) Ci sarà un processo più ampio, solo la prossima settimana i liberali avranno una seduta, e noi, per parte nostra, avremo un Ufficio Politico Nazionale e credo che solo nelle prossime settimane avremo una risposta corretta su cosa succederà il prossimo autunno”, ha dichiarato la settimana scorsa il leader dell’UNPR.

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