Il senatore Corlatean, salvato dai colleghi parlamentari dall’indagine penale

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Con un risultato di voto 92 a 26, il Senato ha rifiutato la richiesta della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) di iniziare l’indagine penale per il Senatore Titus Corlatean (PSD) per l’organizzazione nel 2014 delle elezioni presidenziali all’estero. I procuratori sostengono che Corlatean, allora ministro degli Affari Esteri, ha preso decisioni che hanno impedito ai romeni di votare all’estero.
Il voto con le palline è stato segreto.
I ministri romeni possono essere indagati penalmente solo se il Parlamento l’approva.
Nella relazione sulla decisione che è seguita, si mostra che “il Senato non chiede l’inizio dell’indagine penale” di Corlatean.
Corlatean non ha voluto votare.
La DNA ha chiesto al Senato della Romania l’approvazione per iniziare l’indagine penale a nome di Corlatean per reati di abuso d’ufficio e ostruzionismo dei diritti elettorali, che avrebbe commesso durante il suo mandato di ministro.
Il capo dello stato ha reagito duramente affermando che la decisione del Senato di non approvare l’indagine penale rappresenta “un segnale negativo”, precisando che la colpevolezza o l’innocenza di qualcuno si stabilisce di fronte al giudice, non tramite il voto in plenaria.
“Il voto dato oggi in Senato rappresenta un segnale negativo del Parlamento, che blocca nuovamente l’indagine penale di un parlamentare. Bloccare la Giustizia non può essere accettato in un paese in cui il rispetto dello stato di diritto deve essere una priorità. La colpevolezza e l’innocenza di qualcuno si stabilisce di fronte ad un giudice, non tramite un voto in plenaria”, ha scritto Iohannis martedì su Facebook.

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