Controversie ad alto livello sul tema della “flotta NATO” nel Mar Nero

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La settimana scorsa, il presidente Klaus Iohannis ha effettuato un viaggio ufficiale in Bulgaria, durante il quale ha avuto incontri e discussioni sia con il suo omologo bulgaro, che con imprenditori locali. La visita del capo dello stato romeno non è stata però priva di controversie. Il primo ministro bulgaro, Boyko Borissov, in una dichiarazione alla stampa bulgara, ha confermato di opporsi all’idea di creare una flotta comune per Bulgaria, Romania, Turchia e Ucraina, per contrastare la presenza navale della Russia nel Mar Nero.
“Sostengo la NATO e l’UE, sostengo gli interessi economici della Bulgaria, ma questa linea non deve essere superata. Se i bulgari la pensano diversamente, mi sostituiranno con qualcun altro. (…) Voglio vedere folle, yacht, turisti, amore e pace nelle nostre stazioni al Mar Nero, e non le fregate a navigare sul mare. Possiamo tenere esercizi bulgaro-romene quando vogliamo, ma l’altra variante sarebbe scegliere un conflitto militare. (…) La Bulgaria è uno dei membri UE e NATO più leali. Abbiamo una base bulgaro-americana, organizziamo esercizi e conferenze, hanno sempre luogo allenamenti, abbiamo fatto tutto ciò che dev’essere fatto come membri NATO. Anche nel mezzo di questa crisi, abbiamo rivisto la nostra politica e abbiamo aumentato le spese militari per calmare le forze armate”, ha dichiarato Boyko Borissov dopo la visita di Iohannis.
Il presidente romeno ha reagito subito affermando che l’iniziativa navale sul Mar Nero rappresenta un esercizio e training comune, sottolineando che la NATO non può e non desidera mantenere una flotta propria al Mar Nero.
“Questa è la cosiddetta iniziativa navale, quindi si riferisce alle forze navali, all’esercizio e al trainig comune”, ha precisato il presidente Iohannis, alla domanda su cosa pensi delle dichiarazioni del premier bulgaro, Boyko Borissov.
Iohannis ha aggiunto che l’iniziativa deve trovarsi sotto l’ombrello NATO perché tutti e tre i paesi costieri – Romania, Bulgaria e Turchia – sono alleati.
“C’è stato probabilmente un errore di comprensione sul concetto di flotta NATO. Nessuno crea una flotta NATO. Questa è una stupidaggine. La NATO non può e non desidera mantenere una flotta propria sul Mar Nero”, ha affermato Iohannis.
Il capo dello stato ha mostrato che i dettagli tecnici saranno discussi e negoziati.
L’ex capo dello stato, Traian Basescu, critica il modo in cui è stata preparata e si è svolta la visita a Sofia del presidente Klaus Iohannis, spiegando come il presidente fosse partito con un obiettivo e lì abbia ricevuto un rifiuto pubblico dai bulgari, come una “vittima degli incompetenti”.
“Fallimento imbarazzante a Sofia. Il presidente Iohannis è andato a Sofia con l’obiettivo di ottenere ufficialmente l’accordo della Bulgaria per la creazione di una Flotta NATO (Romania, Bulgaria, Turchia) sul Mar Nero. Com’è possibile che il presidente Iohannis vada a Sofia con un obiettivo annunciato e a Sofia riceva un rifiuto pubblico dai bulgari? Come l’hanno preparato il MAE, MApN, i consiglieri del presidente l’ottenimento dell’accordo della Bulgaria? Perché il SIE non ha prevenuto il presidente? Il signor presidente Iohannis è stato vittima degli incompetenti e ha creato un evento politico negativo, difficile da superare dal punto di vista della credibilità all’interno NATO ma anche all’interno UE”, ha scritto Basescu su Facebook. Quest’ultimo ha aggiunto che in questo momento dovrebbero dimettersi il ministro degli Esteri, il ministro della Difesa e il capo SIE.

Iohannis: “L’interesse della Romania per l’adesione a Schengen resta immutato”

Durante la sua visita ufficiale a Sofia, Klaus Iohannis ha dichiarato che l’interesse della Romania per l’adesione allo Spazio Schengen resta immutato.
“Nel contesto attuale, mantenere la funzionalità dello Spazio Schengen, uno dei progetti più visibili e preziosi per la comunità europea, è ancora molto importante. L’interesse della Romania per l’adesione a Schengen resta immutato è porteremo avanti gli sforzi per contribuire al consolidamento delle frontiere estere della UE”, ha affermato il capo dello stato, in conferenza stampa comune con il suo omologo bulgaro, Rosen Plevneliev.
Il presidente della Bulgaria ha sottolineato la necessità di una collaborazione più grande affinché il progetto Schengen non sia cambiato.
“Dobbiamo continuare a lavorare affinché il progetto Schengen non sia cambiato. Dobbiamo collaborare di più per essere efficienti” ha precisato Plevneliev, secondo Agerpres.
In quest’occasione il capo dello stato ha conferito al suo omologo bulgaro l’Ordine Nazionale “Steaua Romaniei” in grado di Collana, “in segno di alto apprezzamento per il contributo alla promozione della democrazia, della prosperità e della sicurezza regionale, per lo sviluppo delle relazioni di amicizia e collaborazione tra la Romania e la Repubblica di Bulgaria”.
A sua volta, il presidente della Bulgaria ha conferito a Klaus Iohannis l’Ordine “Stara Planina” con sciarpa.
Iohannis ha partecipato all’apertura del Forum degli imprenditori romeni e bulgari, dove ha dichiarato che la Romania si concentrerà sulla lotta contro la corruzione, sottolineando che negli ultimi anni il nostro paese ha fatto passi significativi per eliminare questo fenomeno. Il presidente romeno ha poi invitato gli imprenditori romeni e bulgari ad essere partner dei governi dei due paesi.
“Vi assicuro che troverete in noi partner seri e onesti. Il governo romeno continuerà ad adottare politiche relative alla semplificazione fiscale, alla riduzione della burocrazia, alla crescita della trasparenza e all’adattamento dell’educazione pubblica ai bisogni reali dell’economia, perché siamo fermamente convinti che un clima d’affari amichevole con gli imprenditori sia la chiave del progresso per i nostri paesi”, ha affermato Iohannis.
Il capo dello stato ha sostenuto anche la necessità di trovare finanziamenti per nuovi ponti sul Danubio, sottolineando che l’interconnessione tra le reti di trasporto del gas porterà alla crescita della sicurezza energetica dell’intera regione.
A sua volta, il presidente bulgaro, Rosen Plevneliev, ha mostrato che in dieci anni le esportazioni della Bulgaria in Romania sono cresciute di sette volte, e quelle del nostro paese in Bulgaria di sei volte. “Abbiamo un rispetto totale nei confronti degli imprenditori. Avete il mio rispetto perché i vostri prodotti sono competitivi”, ha affermato l’ufficiale bulgaro.
Il presidente Klaus Iohannis ha visitato anche le località Plevna, Grivita e Pordim, posti emblematici per l’indipendenza della Romania e per la liberazione della Bulgaria. Sui monumenti dedicati ai militari romeni caduti in battaglia, il presidente Iohannis ha deposto corone di fiori. Iohannis ha concluso la visita ufficiale in Bulgaria con una visita all’interconnettore di gas Giurgiu – Ruse.

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