I risultati finali delle elezioni locali del 5 giugno: PSD ha vinto 19 mandati nei municipi sede delle contee, più l’intera Capitale

0
1010

Il PSD ha vinto la maggior parte dei comuni nei municipi sede di contee – 19, e a questi si aggiunge la Capitale. Dopo i socialdemocratici, i liberali con 11 mandati, secondo i risultati finali presentati dall’Ufficio Elettorale Centrale.
La lista dei vincitori delle grandi città mostra che i socialdemocratici si sono imposti ai comuni nei municipi sede di contee, con il più grande numero di mandati ottenuti, per una presenza del 48,17%, e con un solo turno di scrutinio. Sette Giorni vi presenta i risultati completi: Alba Iulia – Mircea Hava, PNL, Arad – Gheorghe Falca, PNL, Pitesti, contea Arges – Constantin Cornel Ionica, PSD, Bacau – Cosmin Necula, PSD, Oradea, contea Bihor – Ilie Bolojan, PNL, Bistrita, contea Bistrita Nasaud – Ovidiu Teodor Cretu, PSD, Botosani – Catalin Mugurel Flutur, PNL, Brasov – George Scripcaru, indipendente, Braila – Viorel Marian Dragomir, PSD, Buzau – Constantin Toma, PSD, Resita, contea Caras Severin – Ioan Popa, PNL, Calarasi – Daniel Stefan Dragulin, PNL, Cluj Napoca, contea Cluj – Emil Boc, PNL, Constanta – Decebal Fagadau, PSD, Sf. Gheorghe, contea Covasna – Arpad Andras Antal, UDMR, Targoviste, contea Dambovita – Daniel Cristian Stan, PSD, Craiova, contea Dolj – Lia Olguta Vasilescu, PSD, Galati – Ionut Pucheanu, PSD, Giurgiu – Nicolae Barbu, PSD, Tg. Jiu, contea Gorj – Florin Carciumaru, PSD, Miercurea Ciuc, contea Harghita – Robert Kalman Raduli, UDMR, Deva, contea Hunedoara – Mircia Muntean, PSRo, Slobozia, contea Ialomita – Adrian Nicolae Mocioniu, PSD, Iasi – Mihai Chirica, PSD, Baia Mare, contea Maramurea – Catalin Chereches, Coalitia pentru Baia Mare, Dr. T. Severin, contea Mehedinti – Marius Vasile Screciu, PSD, Tg. Mures, contea Mures – Dorin Florea, indipendente, Pt. Neamt, contea Neamt – Dragos Victor Chitic, PNL, Slatina, contea Olt – Constantin Stelian Emil Mot, PSD, Ploiesti, contea Prahova – Adrian Florin Dobre, PNL, Satu Mare – UDMR, Zalau, contea Salaj – Ionel Ciunt, PSD, Sibiu – Astrid Cora Fodor, FDGR, Suceava – Ion Lungu, PNL, Alexandria, contea Teleorman – Victor Dragusin, PSD, Timisoara, contea Timis – Nicolae Robu, PNL, Tulcea – Constantin Hogea, indipendente, Vaslui – Vasile Paval, PSD, Rm. Valcea, contea Valcea – Mircia Gutau, PER, Focsani, contea Vrancea – Cristi Valentin Misaila, PSD.

Bucarest “rivendicata” in totalità dai socialdemocratici

Il Comune Generale del Municipio di Bucarest è stato vinto da Gabriela Furea, PSD, settore 1 della Capitale – Dan Tudorache, PSD, settore 2 della Capitale – Mugur Mihai Toader, PSD, settore 3 della Capitale – Robert Sorin Negoita, PSD, settore 4 della Capitale – Daniel Baluta, PSD, settore 5 della Capitale – Daniel Florea, PSD, settore 6 della Capitale – Gabriel Mutu, PSD. Il PSD e il PNL hanno ottenuto il maggior numero di mandati come consiglieri regionali, 579 socialdemocratici e 496 liberali, e in quattro contee sono stati gli unici candidati ad aver ottenuto mandati per il consiglio regionale di Botosani, Dambovita, Hunedoara e Suceava.

La richiesta di ricontare i voti nel settore 1 è stata respinta

La richiesta dell’USB di ricontare i voti nel settore 1, dove il punteggio tra i primi due candidati è stato così stretto che gli exit-poll indicavano come vincitrice la candidata USB Clotilde Armand, è stata respinta dall’Ufficio della Circoscrizione Elettorale N. 1 – Settore 1. Il motivo è stato che “la formazione politica ha dato prova di mancanza di diligenza all’interno del processo elettorale, fatto che non può essere imputato all’Ufficio della Circoscrizione Elettorale N. 1 – Settore 1”, si mostra nella motivazione per la respinta di questa richiesta.
“L’Ufficio constata che il Partito Unione Salvate Bucarest non ha presentato alcun motivo concreto dal quale risulti la connivenza di tutti i membri e le persone implicate nel processo elettorale o in grado di sconfiggere tutte le garanzie stabilite dalla legge”, si legge nella motivazione della decisione dell’Ufficio elettorale di settore.
“Contesteremo presso l’Ufficio Elettorale Centrale la decisione presa a livello dell’Ufficio Elettorale di Settore”, ha dichiarato Clotilde Armand questa mattina a RFI. La candidata USB sostiene che, in base alla soluzione che darà il BEC, è preparata ad andare avanti.

Ondata di dimissioni nel PNL

Dopo la sconfitta nella Capitale del candidato, Catalin Predoiu, che subito dopo le elezioni ha rassegnato le dimissioni dalla carica di capo PNL Bucarest, le preoccupazioni sono continuate all’interno della formazione politica. Tutti i leader delle organizzazioni di settore del PNL hanno dato le dimissioni, assumendosi la responsabilità del fallimento registrato alle elezioni locali di domenica scorsa. Così, hanno rassegnato le dimissioni: Mihai Voicu, capo PNL Settore 1, Anca Boagiu presidente PNL Settore 2, Florin Alexe, capo PNL Settore 3, Marius Rogin, capo PNL Settore 4, Cristi Olteanu, capo PNL Settore 5 e anche il leader PNL Settore 6.

Le prime preoccupazioni di Gabrielei Firea: le zanzare, la strategia energetica e il trasporto

Gabriela Firea ha dichiarato che i cittadini di Bucarest le mandano messaggi di congratulazioni per la vittoria al Comune della Capitale, ma le raccontano anche dei problemi con cui si confrontano, come quello delle zanzare nei parchi. Firea ha dichiarato che firmare il contratto per la disinfestazione e approvare la strategia energetica saranno le sue priorità nel momento in cui entrerà in comune.
“L’urgenza è – e mi è stata segnalata dai cittadini di Bucarest – firmare il contratto per la disinfestazione. Ci sono moltissime zanzare a Bucarest, topi e ratti. I genitori sono disperati, portano i bambini al parco e e lo riportano a casa quasi tumefatto per le punture degli insetti”, ha dichiarato Firea il giorno dopo le elezioni.
Inoltre, il sindaco eletto della Capitale s’impegnerà a trovare “la miglior soluzione” affinché il trasporto pubblico di Bucarest diventi gratuito, promettendo che quest’iniziativa non comporterà licenziamenti.
“Modernizzare il trasporto pubblico è una priorità per me, come lo è il miglioramento delle condizioni per i ciclisti. Troverò le vie economiche migliori affinché il trasporto pubblico sia gratuito, in tempi ragionevoli, proprio per incoraggiare il maggior numero di cittadini di Bucarest di utilizzarlo”, annuncia Firea tramite un comunicato.
La sua iniziativa ha scatenato molte critiche, anche dal candidato USB Nicusor Dan, secondo cui questa iniziativa è “una stupidaggine”.

Malgrado la lotta contro la corruzione i romeni hanno votato sindaci indagati
Dopo le elezioni locali del 5 giugno, più comuni sono stati vinti da candidati con indagini penali in corso. Così, un quarto dei comuni saranno guidati da sindaci che si trovano dalla parte sbagliata della legge, malgrado la lotta anticorruzione che si svolge in modo sostenuto, che ci ha portato anche lodi internazionali e che si presuppone sia destinata a riavviare il paese svincolandolo dal flagello del furto di qualsiasi forma.
Il caso più interessante è quello di Catalin Chereches, che ha vinto di nuovo il Comune di Baia Mare dal carcere, dove si trova in arresto preventivo. In più, ha ottenuto oltre il 70% dei voti espressi. Ex membro PSD, UNPR e PNL, ora candidato della Coalizione per Baia Mare, ha ottenuto oltre il 70% dei voti, anche se la campagna elettorale l’ha fatta dietro le sbarre, con intermediari e messaggi su Facebook. Chereches, colto in flagrante con 25.000 ron, è stato accusato di aver preso tangenti, e il suo caso è stato inviato in giudizio il mese scorso. Il sindaco avrebbe preteso e ricevuto da una persona della direzione dell’Associazione Club Sportiv Fotbal Club Municipal Baia Mare, la somma di 70.000 ron, per sostenere, in cambio, l’associazione dal budget locale.
Quindi si può dire che il voto sconfigge la legge in Romania.
Anche il candidato UDMR Antal Arpad-Andras, indagato dagli inquirenti della Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) ha vinto al Comune di Sf. Gheorghe. Antal Arpad-Andras è sindaco dal 2008 e si è aggiudicato un nuovo mandato con oltre il 70% dei voti. A febbraio 2016, gli inquirenti DNA hanno annunciato l’inizio dell’indagine penale contro il sindaco UDMR, accusato di aver utilizzato crediti garantiti dai fondi pubblici per altri scopi da quelli stabiliti per il credito. Il perdita del budget locale è stimata intorno ai 549.312 euro (IVA esclusa).
Allo stesso modo, anche il candidato UDMR al Comune di Miercurea Ciurea, Robert Kalman Raduly, ha sconfitto i suoi avversari di PSD, PNL, PPMT e PCM, ottenendo oltre il 60% dei voti. Il sindaco, in carica dal 2004, è stato inviato in giudizio a giugno 2015, e messo agli arresti domiciliari, insieme al vicesindaco Szoke Domokos, in un’indagine legatoa all’approvazione illegale di un’autorizzazione di costruzione in base a documenti incompleti. Raduly fu accusato di abuso d’ufficio e conflitto di interessi.
A Brasov, George Scripcaru ha ottenuto un quarto mandato con oltre il 50% dei voti anche se è stato inviato in giudizio per più reati, compresi abuso d’ufficio e istigazione al tentativo di abuso d’ufficio (avrebbe indotto, secondo gli inquirenti, i funzionari dell’istituzione che conduce a esercitare in modo difettoso le loro attribuzioni nel momento in cui ha stipulato vari contratti con una certa impresa).
A Craiova, Lia Olguta Vasilescu (PSD) ha vinto un secondo mandato di sindaco con oltre il 60% dei voti malgrado il fatto che gli inquirenti DNA abbiano avviato un’indagine penale contro di lei per tangenti, riciclaggio di denaro e uso dell’autorità o dell’influenza allo scopo di ottenere soldi, beni o altri indebiti vantaggi.
A Botosani, Catalin Flutur (PNL) si è aggiudicato il terzo mandato di sindaco con il 45,79% dei voti in una lotta con non meno di 14 avversari. La riconferma del liberale arriva nove mesi dopo che gli inquirenti DNA hanno iniziato l’indagine penale contro di lui per due reati di abuso d’ufficio. Il nome di Flutur sarebbe legato anche ad un’altra indagine della DNA, per conflitto di interessi.
A Deva, Mircia Muntean (PSRO) che ha condotto il Comune di Deva per 16 anni, ha ottenuto oltre il 30% dei voti anche se ha una condanna definitiva a quattro anni di carcere con sospensione, per abuso d’ufficio, e nel presente è giudicato per aver guidato una macchina in stato di ebrezza.
A Ramnicu Valcea, Mircia Gutau ha ottenuto oltre il 40% dei voti anche se nel 2010 è stato condannato a tre anni e mezzo di carcere con esecuzione, accusato di aver preteso 50.000 euro tangenti da un imprenditore in cambio del rilascio di un certificato di destinazione urbanistica. Nel 2014 ha ricevuto anche tre anni e mezzo di carcere per abuso d’ufficio in forma qualificata e continuata ma dopo l’unione delle pene è rimasto in libertà, e a marzo 2015 è scaduto anche il divieto di essere eletto a una carica pubblica.
A Targu Jiu, Florin Carciumaru (PSD) ha vinto il mandato con oltre il 40% dei voti, sebbene abbia una notifica alla DNA presentata dall’Agenzia Nazionale di Integrità, i cui ispettori lo sospettano di fatti assimilabili a reati di corruzione e conflitto di interessi (avrebbe firmato più documenti a favore di un’impresa dalla quale sua figlia ha comprato un immobile ad un prezzo particolarmente vantaggioso), come mostra Digi24.
A Targu Mures, Dorin Florea ha vinto al limite il quinto mandato di sindaco. Quest’ultimo è stato inviato in giudizio nel dicembre del 2015 per abuso d’ufficio in un’indagine relativa al finanziamento dell’Associazione Sportiva Fotbal Club di Targu Mures, con un pregiudizio stimato a circa 7 milioni di ron. Nel 2016, gli inquirenti DNA hanno annunciato di aver avviato l’indagine penale in un nuovo dossier di corruzione, in cui è implicato anche il figlio del sindaco, e Florea è accusato di aver preso tangenti.
A Tulcea Constantin Hogea, sindaco della città dal 2004, ha preso oltre il 30% dei voti anche se nell’agosto del 2015 è stato inviato in giudizio, agli arresti domiciliari, per aver preso tangenti e per aver effettuato operazioni finanziarie come atti di commercio incompatibili con la carica, in riferimento al rilascio di un’autorizzazione di costruzioni vicino a obiettivi con regime speciale.
A Urziceni, Constantin Sava ha vinto un nuovo mandato di sindaco anche se è indagato penalmente dalla DNA per istigazione ad abuso d’ufficio, dal 2016. Egli è accusato di aver spinto una dipendente a sollevare il sequestro sui conti di un’impresa che aveva debiti totali di oltre 150 000 ron nel budget locale, come mostra Gandul.
A Pascani, Dumitru Pantazi (PSD) è stato rieletto sindaco con solo il 3% in più rispetto al suo avversario del PNL, malgrado il fatto che sia stato inviato in giudizio dalla DNA dal 2015, con l’accusa di complicità all’abuso d’ufficio, per fatti avvenuti quando era vicesindaco.
A Sinaia, Vlad Oprea (PNL) ha vinto un nuovo mandato di sindaco e i cittadini lo hanno votato in gran parte anche se quest’anno è stato inviato in giudizio dalla DNA, per abuso d’ufficio.
A Bucarest, nel settore 3, Robert Negoita (PSD) ha vinto il secondo mandato di sindaco con un punteggio schiacciante, oltre il 60% dei voti nelle condizioni in cui da aprile è indagato penalmente per evasione fiscale in forma continuata, con un pregiudizio al budget di stato stimato intorno ai 77,14 miliardi ron.
Inoltre, sempre nella Capitale, nel settore 6, Gabriel Mutu (PSD) ha vinto il comune con circa il 40% delle preferenze, anche se è indagato penalmente dalla DIICOT per evasione fiscale e implicazione in una rete di recilaggio di denaro.
Ci sono anche casi in cui la gente sembra esser stata convinta che le trasgressioni debbano essere fermate. Tre esempi in questo senso sono i sindaci di lunga corsa di Pitesti – Tudor Pendiuc, Bacau – Romeo Stavarache e del settore 5 della Capitale – Marian Vanghelie, che non ha raccolto più i voti necessari proprio perché implicati in indagini pesanti, letteralmente e in modo figurato.
Tuttavia, anche se la corruzione figura costantemente nella top dei problemi dei romeni, sembra che ci sia ancora molto da fare rispetto alla mentalità in Romania, e gli inquirenti dovranno portare avanti ancora molte lotte per cambiare veramente qualcosa.
I sindaci indagati possono stare tranquilli perché non hanno perso i loro mandati. Il Senato ha deciso recentemente di respingere la richiesta di riesamina del presidente Klaus Iohannis relativa allo Statuto degli eletti locali, con 82 voti “a favore”, 2 astensioni e 27 voti “contro”, mantenendo così la variante iniziale secondo cui gli eletti condannati con sospensione non perdono il loro mandato, scrive Mediafax.
La legge propone la cessazione di diritto del mandato di consigliere locale, consigliere provinciale, sindaco e presidente CJ nel caso di una condanna tramite decisione giudiziaria definitiva ad una pena privativa della libertà con esecuzione per i reati di corruzione, e la cessione di diritto del mandato dovendo si produrrà nei casi di decisione giudiziaria rimasta definitiva.
Così, la cessione del mandato non si applica nel caso delle condanne con sospensione.

NO COMMENTS