George Bologan, il nuovo ambasciatore della Romania in Italia:

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“Tutti siamo ambasciatori dell’immagine e della fama di romeno”

George Gabriel Bologan, l’ex console generale della Romania a Milano, è il nuovo ambasciatore straordinario e plenipotenziario della Romania nella Repubblica Italiana, nella Repubblica di Malta e nella Repubblica di San Marino. Il 23 maggio, il presidente della Romania, Klaus Iohannis, ha firmato il decreto per il suo incarico.
In un’intervista per Bihoreanul, Bologan ha raccontato come ha ricevuto la notizia della sua nomina, delle sue priorità e dei problemi dei romeni nella Penisola.
In merito al momento in cui ha saputo di essere stato proposto come ambasciatore della Romania in Italia, Malta e San Marino, Bologan considera di meritare questa carica, che rappresenta “il riconoscimento del lavoro fatto finora”.
“La notizia della nomina è stata una sorpresa che mi onora. Credo sia il riconoscimento del lavoro fatto finora, svolto con profondo senso di responsabilità e apprezzato dalla direzione del Ministero. Quanto alla domanda sussidiaria, vi confesso che non è stato un obiettivo prefissato, questo si sa. Senza falsa modestia, sono apprezzato come uno dei migliori conoscitori dello spazio italiano, cosa che, insieme agli altri risultati, credo abbia avuto peso nella valutazione realizzata dall’autorità decidente. Ringrazio i pochi che mi sono stati vicini quando è stato pubblicato il decreto per il richiamo e i molti che si sono felicitati con me quando sono stato proposto ambasciatore”, ha dichiarato Bologan.
Per quanto riguarda le sue priorità, Bologan ha ribadito il desiderio di dare nuova dinamicità alla relazione politica tra l’Italia e la Romania, innanzitutto attuando la Dichiarazione del Partenariato Strategico Consolidato tra la Romania e l’Italia.
“Assistiamo a cambiamenti fulminanti e al prodursi di nuove provocazioni, di fronte alle quali è necessario reagire in modo pragmatico e in sinergia. Il messaggio comune dei due stati è che l’Unione Europea è la soluzione e non il problema delle varie crisi. Le priorità sono tre: la relazione politico-diplomatica, la comunità romena e la diplomazia economica, alle quali si aggiungono quella culturale e quella politica.

“È importante essere tutti uniti per fare di meglio”

Prima di entrare in diplomazia, cosa accaduta più di 15 anni fa, George Bologan è stato giornalista a Oradea, studente in Vaticano e poi di nuovo giornalista presso la Santa Sede. Negli ultimi quattro anni è stato console generale a Milano, posizione dalla quale ha sostenuto la comunità romena e ha incoraggiato “la pulizia” della sua immagine.
“Prima del 1996 sono stato per due anni studente in quello che oggi è il Dipartimento di Teologia Greco-Cattolica di Oradea dell’Università Babes-Bolyiai, con una pausa di due mesi per una borsa di studio a Parigi. (…) L’affermazione come giornalista mi ha aiutato molto ad abituarmi allo spazio pubblico e a dialogare con i lettori. La gran parte degli articoli erano saggi, che nel periodo di debutto erano “benedetti” da uno dei miei mentori, il professore Sabin Ciurdareanu”, ha raccontato Bologan. “Sono stato il primo romeno accreditato permanentemente presso la Sala stampa della Santa Sede. Mentre studiavo teologia ho scelto un corso di comunicazione sociale e poi ho deciso di seguire la seconda facoltà, Scienze delle Comunicazioni, con la specializzazione in giornalismo nell’ambito delle relazioni internazionali. Ho avuto la fortuna di incontrare 7 volte Papa Giovanni Paolo II. Presso la Sala stampa ho avuto l’occasione di conoscere giornalisti consacrati, provenienti dalle grandi agenzie stampa del mondo. Ho collaborato con la televisione Telepace, con Radio Vaticano, con TVR: ho imparato l’importanza della comunicazione e il rispetto del criterio dell’obiettività”, ha raccontato il nuovo ambasciatore.
Relativamente alla sua nomina nel 2012, per la carica di console generale della Romania a Milano, Bologan ha dichiarato che non si aspettava questa nomina.
“Desideravo continuare l’attività diplomatica, ma prendevo in calcolo anche una possibile carriera accademica. Mi piace implicarmi in quello che faccio e i risultati sono sempre stati visibili, anche se le cose buone sono scritte sulla sabbia e quelle meno buone nella pietra”, crede il nuovo ambasciatore.
Alla domanda se si possa parlare di una comunità unita di romeni in Italia, Bologan ha risposto che “se la comunità italiana della Romania, meno numerosa rispetto a quella romena in Italia, ha un deputato nel Parlamento di Bucarest, in Italia non esiste ancora un parlamentare romeno”.
“Quest’anno si organizzano elezioni e noto con soddisfazione una presenza più numerosa di cittadini romeni sulle liste di candidati. L’ambasciata e gli uffici consolari hanno trasmesso ai connazionali messaggi di incoraggiamento, esortandoli a partecipare alla vita politica delle comunità locali. La comunità romena è eterogenea, ci sono molte associazioni, punti di vista diversi, ma è importante essere uniti tutti con l’intenzione di fare di meglio”, ha detto Bologan.
Dell’immagine dei romeni in Italia, che ha avuto da soffrire molte volte, egli ritiene si tratti di “una fase temporanea di percezione che anche altri popoli hanno passato nella storia, compreso quello italiano”. “Adesso siamo entrati in una fase più equilibrata, in cui possiamo possiamo conoscerci e apprezzarci reciprocamente attraverso la cultura, la professionalità, l’interesse di contribuire alla crescita della qualità della vita e di trovare soluzioni ai problemi comuni. D’altra parte, è un dovere patriottico di ciascuno evidenziare gli aspetti positivi della comunità d’origine”, ha dichiarato Bologan.
Egli ha aggiunto che “nessuno ha il monopolio delle soluzioni ai problemi delle comunità romene in paesi come Italia e Spagna”.
“Si tratta di uno sforzo comune, del coinvolgimento di ciascun cittadino. Ciascuno è ambasciatore dell’immagine e della fama di romeno. Personalmente credo nella diplomazia culturale. L’atto culturale di qualità determina l’empatia, la fiducia. Noi, europei, abbiamo bisogno di promuovere all’interno dell’Unione Europea più programmi culturali per superare la paura reciproca e per consolidarci come unità politica.”
Alla domanda su cosa manchi al nostro paese per cambiare la sua immagine, Bologan ritiene che “la Romania sia un partner credibile grazie alle azioni di politica estera, e inoltre la presenza dei militari romeni nei teatri operativi è molto apprezzata”.
“Molte volte ci sottovalutiamo anche a causa di un’ansia generata da una parte dei mass media. Più fiducia in noi stessi, apertura verso ciò che è costruttivo, stima di sé e crescita della coscienza nazionale credo ci farebbero bene”, ha dichiarato il nuovo ambasciatore per la pubblicazione di Oradea.

“L’Italia è uno dei principali partner economici tradizionali del nostro paese”

Per quanto riguarda gli investimenti, Bologan punta sull’interesse degli investitori italiani in Romania, affermando che alcune zone, come quelle dell’ovest sono attraenti dal punto di vista della posizione geografica. Inoltre, non ha dimenticato di ricordare che “lo sviluppo dell’insegnamento professionale è ancora necessario per qualificare il personale di cui le società italiane – e non solo – hanno bisogno”.
“Gli investimenti stranieri diretti fanno parte delle soluzioni di crescita durevole in Romania. L’Italia è uno dei principali partner economici tradizionali del nostro paese, e questa cosa deve essere valorizzata, come un vantaggio per il consolidamento della relazione economica. Per quanto riguarda lo sviluppo delle piccole e medie imprese, Italia è un esempio, e il trasferimento di know-how è sempre benvenuto”, ha concluso il nuovo ambasciatore.

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