La situazione allarmante della Sanità, argomento principale nel Consiglio Supremo della Difesa del Paese convocato dal presidente Iohannis:

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“Intendiamo elaborare un piano di azione nel sistema sanitario”

Il presidente Klaus Iohannis ha convocato il Consiglio Supremo della Difesa del Paese (CSAT) e ha annunciato che è stato convenuto di elaborare un piano di azione per il sistema sanitario.
„Abbiamo discusso e concordato un piano d’azione, reso concreto tramite decisione del Consiglio, che stabilisce in alcuni punti misure relative a norme, procedure, controllo e laboratori”; ha dichiarato Iohannis dopo la seduta CSAT.
Quest’ultimo ha precisato che, per quanto riguarda le norme, queste devono essere in linea con i requisiti europei relativi ad antisettici e disinfettanti chimici e devono essere applicate anche con sanzioni più severe.
“Si è convenuto che un tale pacchetto di norme sarà elaborato a livello di governo fino alla fine del mese di luglio”, ha spiegato Iohannis.
Il capo dello stato ha inoltre precisato in questo senso, che al Governo sarà costituito un gruppo di esperti – medici, biologi, chimici, specialisti nella sicurezza alimentare e altre categorie di specialisti – che lavoreranno a tale pacchetto di norme.
Egli ha spiegato che queste norme riguardano il modo in cui sono messi sul mercato i biocidi, ma anche la pulizia, disinfezione e sterilizzazione in ospedali, la conformità con gli standard europei relativi ad antisettici e disinfettanti chimici, l’attività di controllo e ispezione nella sanità pubblica, e il consolidamento della capacità di controllo del Ministero della Salute.
Iohannis ha puntualizzato la necessità di regolarizzare e coordinare l’attività nei settori della salute umana e veterinaria, dell’alimentazione pubblica e dell’allevamento degli animali, per stabilire misure efficiente nell’uso degli antibiotici.
“Il Governo della Romania seguirà l’implementazione di tutti gli obiettivi stabiliti nel Piano strategico di prevenzione e lotta alle infezioni nosocomiali 2016-2018, tramite cui sono disposte misure relative a prevenzione, riduzione dell’incidenza, a monitoraggio e crescita della capacità di diagnosticare le infezioni intraospedaliere”, ha sottolineato il capo dello stato, secondo Agerpres.
Lo stesso ha sottolineato che, per quanto riguarda le procedure e il controllo nel CSAT, si è deciso di creare un meccanismo per rapportare, informare e controllare, con norme più esigenti, ma anche un controllo più rigoroso.
“Ogni trimestre il Governo presenterà al Consiglio Supremo della Difesa del Paese informazioni relative al sistema di salute pubblica e sulla salute dei cittadini”, ha dichiarato Iohannis.
Inoltre il CSAT ha deciso che il Governo dovrà iniziare programmi di istruzione e perfezionamento del personale medico, relativo all’identificazione, prevenzione e lotta contro le infezioni intraospedaliere, e programmi che assicurino servizi medici di qualità.
Per quanto riguarda i laboratori, il CSAT ha stabilito che la Romania svilupperà una rete di laboratori accreditati, capaci di analizzare anche le soluzioni disinfettanti.
“È stata presa la decisione che il Governo della Romania elabori un programma di investimenti a lungo termine. Questo, da una parte, porterà alla creazione a livello nazionale di laboratori accreditati per effettuare test di valutazione sull’efficienza dei biocidi e d’altra parte, alla riorganizzazione e giusta dotazione delle autorità di controllo nel settore della salute pubblica, a livello centrale e territoriale, nel rispetto dei regolamenti e standard europei nel settore”, ha concluso il capo dello stato.
Il presidente Klaus Iohannis ha incluso nell’agenda della riunione con il CSAT la situazione della sanità e le infezioni intraospedaliere, a seguito dello scandalo Hexi Pharma. Le discussioni su questo tema hanno luogo nelle condizioni in cui, nella risposta inviata alla Commissione parlamentare di controllo sull’attività dell’SRI, su richiesta dei membri di questo foro, il Servizio Romeno di Informazioni ha precisato che il dossier Hexi Pharma non è stato qualificato come “caso di sicurezza nazionale”, come mostra Mediafax.
D’altra parte l’SRI ha menzionato di aver inviato alle autorità numerose informazioni relative alla situazione della sanità pubblica, soprattutto sulle infezioni intraospedaliere, nel periodo 2011-2016. Ben 115 note sono state inviate al presidente della Romania, premier e presidenti delle due Camere del Parlamento, e solo quattro note di quel periodo riguardavano il caso Hexi Pharma, e queste sono state inviate al ministro della salute, ai presidenti di CJ e ai prefetti di Cluj e Valcea.
La settimana scorsa, il capo dello stato dichiarava che l’SRI ha fatto il suo dovere, mentre alcune autorità no, precisando che “alcuni dignitari non hanno letto con attenzione le informazioni o le hanno ignorate del tutto”. A seguito delle insistenze dei giornalisti, Iohannis ha dichiarato anche che richiederà all’SRI di verificare quali informazioni possano essere rese pubbliche.

Le unità 3 e 4 della Centrale di Cernavoda, un investimento prioritario

Il CSAT ha approvato venerdì un rapporto del ministero dell’Energia, Victor Vlad Grigorescu, relativo al progetto delle unità 3 e 4 della Centrale di Cernavoda, stabilendo che si tratta di un investimento prioritario per la Romania, ha annunciato il presidente Klaus Iohannis.
“Durante la seduta del Consiglio abbiamo analizzato e approvato il rapporto del ministro dell’Energia relativo allo stato e all’evoluzione del progetto delle unità 3 e 4 della Centrale di Cernavoda, stabilendo che questa rappresenta un progetto prioritario di investimenti per la Romania, poiché assicurerà la crescita della quota di energia nucleare al 30 o 32% del totale della produzione nazionale di energia elettrica e contribuirà sostanzialmente alla crescita economica, al mantenimento e alla creazione di nuovi posti di lavoro”, ha dichiarato il capo dello stato a Palazzo Cotroceni.

Sono state approvate le linee generali del mandato della Romania al summit NATO

Il Consiglio Supremo della Difesa del Paese (CSAT) ha approvato le linee generali del mandato della Romania al summit NATO di Varsavia, ha annunciato il presidente Klaus Iohannis.
“Il Consiglio ha approvato le linee generali del mandato della Romania al summit NATO di Varsavia che avrà luogo tra l’8 e il 9 luglio, con la menzione che queste debbano essere attualizzate e adattate in base alle negoziazioni dell’alleanza e alle evoluzioni della situazione internazionale”, ha dichiarato il capo dello stato a Palazzo Cotroceni.
In occasione della visita del segretario generale NATO a Bucarest, Jens Stoltenberg, nel contesto dell’inaugurazione dello scudo antimissile di Deveselu, sia il presidente che il premier Dacian Ciolos hanno sostenuto che, durante il summit NATO di Varsavia, la Romania intende ottenere truppe permanenti sul Mar Nero e consolidare il fianco orientale e meridionale dell’Alleanza Nord-Atlantica.

La Romania potrà inviare 2.184 militari, poliziotti e civili in missioni all’estero

Romania nel 2017 potrà inviare in missioni e operazioni all’estero 1.401 militari e civili dell’Esercito della Romania e 783 militari e poliziotti del Ministero degli Interni, in base a quanto deciso nella seduta di Consiglio Nazionale della Difesa del Paese.
“Il Consiglio ha approvato le forze armate della Romania che possono essere messe a disposizione per la partecipazione a missioni e operazioni all’estero, condotte da NATO, UE, ONU e OSCE nel 2017. L’esercito della Romania potrò partecipare con 1.401 militari e civili. E per quanto riguarda il Ministero degli Affari Interni, le forze a disposizione per le missioni all’estero nell’anno 2017 raggiungono il numero di 783 militari e poliziotti che potranno essere dislocati nei vari teatri operativi”, ha dichiarato il presidente Klaus Iohannis dopo la riunione.
Durante la riunione è stata analizzata e approvata la Strategia Militare, documento che mette in pratica la politica di difesa e sicurezza nazionale, definendo il quadro di sviluppo dell’organismo militare per la difesa militare del paese nel contesto alleato, in base alle disposizioni della Strategia Nazionale di Difesa del Paese per il periodo 2015-2019, della Carta Bianca della Difesa e dei documenti NATO e dell’Unione Europea.
“Partendo dai potenziali rischi e dalle minacce identificate alla sicurezza della Romania, la Strategia stabilisce le missioni dell’Esercito della Romania e il livello militare di ambizione, per l’adempimento dei quali devono essere costituite, sviluppate e mantenute capacità credibili e sostenabili”, ha affermato il presidente.
Inoltre il CSAT ha approvato anche il Programma relativo a trasformazione, sviluppo e dotazione dell’Esercito della Romania fino all’anno 2016 e in prospettiva.
“Lo scopo del programma è quello di assicurare le capacità necessarie all’Esercito della Romania, per promuovere gli interessi nazionali e per proteggerli dai rischi e dalle minacce correnti, nello sviluppo e in prospettiva, e per rispettare gli impegni internazionali sul piano della sicurezza e della difesa”, ha spiegato il capo dello stato.

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