I disinfettanti: “acqua semplice” utilizzata anche dall’esercito e nelle scuole

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Nuovi dettagli emergono nel caso dei disinfettanti diluiti. Hexi Pharma ne ha fornito quantità enormi, non solo agli ospedali ma anche nelle scuole.
Gli antisettici con problemi sono stati utilizzati non solo dopo l’incendio Colectiv ma anche durante l’influenza suina del 2009. I disinfettanti sono arrivati in scuole e asili nidi ma anche all’esercito.
L’indagine nel caso dei disinfettanti diluiti ha portato alla luce un’informazione secondo cui nel 2009, alla società Hexi Pharma sarebbe stato chiesto aiuto per limitare la diffusione del virus AH1N1, pandemico in collettività, assicurando sostanze disinfettanti nelle unità d’insegnamento statale (insegnamento prescolastico, scolastico, universitario e pre-universitario) e in quelle d’insegnamento privato, per loro richiesta espressa, secondo hotnews.
Secondo gli inquirenti, saranno effettuati test fisico-chimici presso un istituto romeno, per stabilire con esattezza dove siano questi disinfettanti, come sia stato possibile, chi sia colpevole.
Inoltre, le scoperte dei giornalisti di Gazeta Sporturilor mostrano che l’esercito romeno utilizza da 10 anni disinfettanti Hexi Pharma, per i soldati romeni feriti sul fronte NATO in Afganistan, Irak e Bosnia. Su richiesta di Gazeta Sporturilor, il Ministero della Difesa Nazionale ha confermato l’informazione: “Per assicurare l’assistenza medica nei teatri d’azione sono stati utilizzati, negli ultimi 10 anni, anche prodotti biocidi fabbricati da SC HEXIPHARMA SRL”, secondo Tolo.ro.
La Romania ha inviato 43.000 militari e 30 battaglioni per quasi 12 anni dall’adesione a NATO.
“Dopo la comparsa delle informazioni relative alle possibili irregolarità dei prodotti della rispettiva compagnia, è stata deciso di utilizzare altri prodotti biocidi, sia nel paese che nei teatri di operazioni militari”, ha precisato anche MapN per Gazeta Sporturilor.
I rappresentanti di Hexi Pharma chiedono di avviare la procedura di insolvenza ma gli inquirenti hanno deciso di sospendere l’iter, tuttavia la decisione non è definitiva.
Un rapporto della Commissione Europea del 2012 mostra come in Romania avvengano annualmente oltre 60.000 morti evitabili, decessi che potrebbero essere evitati se gli standard degli ospedali avessero parametri ottimi.

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