I romeni d’Italia hanno inviato meno soldi a casa rispetto al 2014

0
826

Gli immigrati d’Italia inviano ogni anno oltre 5 miliardi di euro nei paesi d’origine, quasi il doppio rispetto agli aiuti pubblici accordati dalla Penisola per lo sviluppo dei paesi poveri. È quello che risulta dall’analisi della Fondazione Leone Moressa sui dati forniti dalla Banca d’Italia riguardo i soldi inviati dagli immigranti nei paesi d’origine.

In questa top i romeni sono i primi, con 850 milioni di euro inviati a casa, somma più bassa del 3,2% rispetto al 2014, del 8,9% rispetto al 2010, ma comunque maggiore. Al secondo posto, in forte calo, la Cina, che è scesa a 560 milioni, un terzo rispetto al 2014. Ritornano altri paesi come

Filippine (crescita del 10% rispetto al 2014), Bangladesh (+21%), India (+10%) e Pakistan (+33%).

In media, ciascun immigrato d’Italia nel 2015 ha inviato a casa circa 1.000 euro, ma i marocchini e i romeni, le nazioni più rappresentate, sono molto sotto la media (585 e 749 euro per ciascuna), e questo indica un numero crescente di persone inattive all’interno di queste comunità, afferma lo studio.

Secondo le ricerche della Fondazione Leone Moressa “le rimesse continuano ad essere uno strumento di sostegno delle economie dei paesi d’origine degli immigrati. L’impatto di questi flussi, che in molti casi superano il 10% del PIL dei paesi beneficiari, è certamente superiore rispetto agli aiuti pubblici allocati dai paesi occidentali”,

Secondo lo stesso studio, che processa i dati PIL del 2014, l’influenza del denaro inviati dai romeni della diaspora a casa rappresenta solo l’1,7% del PIL della Romania. In Moldova i soldi inviati dalla diaspora moldava rappresentano il 26,2% del PIL!

Il governatore della Banca Nazionale della Romania: “Il potenziale di risparmio dei romeni all’estero supera qualsiasi aspettativa”

Il potenziale della diaspora è tuttavia più grande. Il governatore della Banca Nazionale della Romania, Mugur Isarescu, ha spiegato recentemente che i romeni all’estero inviano circa 7 miliardi di euro all’anno nel paese d’origine, sebbene il potenziale di risparmio e di investimenti sia molto più grande. La somma arriva a 28 miliardi di euro.

“Sono cifre quasi sconvolgenti”, ha affermato il governatore Mugur Isarescu, secondo Profit.ro. “Il potenziale di risparmio dei romeni all’estero supera qualsiasi aspettativa, e le loro preferenze per gli investimenti prendono altre direzioni, rispetto alla costruzione di una grande casa in Maramures, o altrove, come accadeva finora”, ha dichiarato Isarescu.

Le cifre che hanno sconvolto Isarescu compaiono nella ricerca della Fondazione Lufkin per Imprenditoria e Migrazione (FLAME), condotta valutando un campione di 5 milioni di romeni che lavorano all’estero, la cui cifra esatta in realtà non si conosce.

“Il 70% di quei 5 milioni invia annualmente soldi nel paese, quindi ci sono circa 3,5 milioni individui che spediscono soldi. Abbiamo preso in calcolo le valutazioni Eurostat, che mostrano come un romeno guadagni in Italia (paese scelto dalla gran parte dei romeni) circa 19.000 euro netti annualmente, di cui circa 9.000 euro sono destinati alle spese correnti. Dei 10.000 euro non spesi, sono inviati in Romania, secondo i dati disponibili, in media 2.000 euro. Restano così circa 8.000 euro, somma che moltiplicata per 3,5 milioni (numero di chi invia denaro) rileva questo potenziale di risparmi e investimenti di 28 miliardi di euro, ancora non canalizzato verso l’economia romena”, ha spiegato Cristina Dobre, presidente della Fondazione FLAME.

Un guadagno molto più grande per la Romania sarebbe il ritorno dei romeni a casa, sostiene il presidente della Borsa dei Valori di Bucarest, Ludwig Sobolewski. “Il totale delle rimesse, di 6-7 miliardi di euro, è una somma impressionante. E tuttavia, se i 4-5 milioni di romeni che lavorano adesso all’estero abitassero in Romania, guadagnando in media 500 euro, il risultato sarebbe una somma molto più grande, di circa 30 miliardi di euro”, sostiene Sobolewski.

NO COMMENTS