Un candidato fuori dagli schemi

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I liberali hanno fatto una strana scelta: il loro candidato alle elezioni di Bucarest sarà Marian Munteanu. Un quarto di secolo fa era stato il leader della protesta popolare contro il primo regime postcomunista. Massacrato nel giugno del 1990 dai minatori, chiamati dal presidente di allora Ion Iliescu per farla finita con l`opposizione, diventò poi leader di un piccolo partito di destra, nella tradizione del vecchio nazionalismo autoritarista autoctono. Sembrava che avesse rinunciato alle ambizioni politiche anche se il tentativo di candidare alle elezioni presidenziali del 2000 suscitò un certo scalpore perche aiutato dal suo ex nemico, Virgil Măgureanu. Era un segreto di Pulcinella che i minatori che quasi lo uccisero erano guidati dal servizio capeggiato da quest`ultimo. Dopo un decennio sembrava però che una simile alleanza tra nazionalisti possa essere più forte dei vecchi rancori. Il giovane di una volta, con barba e capelli lunghi, carismatico come un Cristo, oggi ha gia una testa sale e pepe. Non si sa se ha cambiato veramente idea sull`opportunità di un governo forte, ma in ogni caso non sembra un liberale convinto. I partiti sanno che l`elettorato è stufo dei soliti corrotti e perciò cerca delle facce nuove. Marian Munteanu era stato l`idolo di tanti opposanti, ma poi deluse e adesso sembra più un uomo del passato. C`è chi pensa che la sua candidatura è il segno del inessorabile declino politico dei liberali, che non sono capaci neanche di approfittare del impopolarità dei socialdemocratici dopo la vergognosa caduta di Victor Ponta. Ma c`è anche chi aspetta che Munteanu sia un nuovo Iohannis, il candidato fuori dagli schemi che alla fine riesce a vincere sorprendentemente. Ma l`attuale presidente aveva una grande `qualità`: parlava poco. L`ex leader nazionalista non ha però la bocca chiusa. È la sua principale vulnerabilità.

Cătălin Bogdan

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